La sfida al primato tra le distribuzioni non corre solo sul filo dei numeri, ma anche su quello dell’informazione. Complici le famigerate statistiche di DistroWatch – tanto amate dai “nemici” di Ubuntu quanto odiate dagli utenti della distro made in Canonical – gli ultimi tempi hanno visto un proliferare di articoli di importanti testate online quali The Register e PC World che danno Ubuntu per spacciata.
La risposta arriva direttamente da Omg Ubuntu che difende a spada tratta non solo la distribuzione, probabilmente tra le più discusse in Rete complice (nel bene e nel male) la sua fama, ma anche Canonical la quale non ha reagito alle accuse fasulle e gli stessi lettori influenzati da articoli e statistiche non attendibili.
DistroWatch non è una misurazione accurata della popolarità di una distribuzione Linux. Infatti non esiste una misurazione accurata di nulla. La sola cosa che le statistiche di DistroWatch dicono è quanto siano vanitosi gli utenti di una particolare distribuzione.
La spiegazione data nel post è semplice:
Quando una distribuzione diventa più mainstream come Ubuntu, il numero di visualizzazioni della pagina Ubuntu di DistroWatch non aumenta in proporzione all’attuale numero di utenti della distribuzione. Questo avviene semplicemente perché le persone che usano il proprio computer non vanno a visitare DistroWatch.
Dunque esistono statistiche più affidabili? Difficile dirlo. Il sito tira in ballo anche la fan page di Facebook e Google trends; ma mentre la prima potrebbe somigliare più a un indice di gradimento, la seconda include il volume di ricerca che, di fatto, non è legato solamente alla popolarità.

Ma non mi dire!
di Andrea900 - 29 novembre 2011 - 09:44
Tre considerazioni:
1. ci sono pochissimi dati che possano dare idea di cosa stia succedendo e poco si può dedurre;
2. tutti questi pochissimi dati, però, vanno però nello stesso senso;
3. l’imparzialissimo OMG! Ubuntu! si è casualmente “dimenticato” di fornire almeno uno sfigatissimo dato che avvalori la sua tesi.
di Marco Buratto - 29 novembre 2011 - 10:17
repetita…
.
distrowatch.com/awstats/awstats.DistroWatch.com.osdetail.html
.
Gli stessi utenti GNU/Linux che su DW a colpi di click sull’apposito link (click che ben poco rivelano sul numero di download e/o di installazioni dei vari OS) strebbero decretando l’asserito trionfo di Mint, utilizzano in larga maggioranza il SO Ubuntu… Dato certo, uno dei pochi forniti da DW. Ain’t it funny?
di em - 29 novembre 2011 - 10:20
No perchè la gente si è stufata delle sue cavolate in grafica e continui bug poi Unity non piace a nessuno…non denota molta serietà se con tuttisti cambi di grafica an sempre dato rogne agli utenti…..Mint è piu serio,piu snello e istalla meno schifezze come programmi predefiniti…..
di Ivan - 29 novembre 2011 - 10:47
Sono d’accordo che DistroWatch non fornisca una buona statistica. Infatti io utilizzo Ubuntu ma non sono mai andato sulla pagina relativa ad Ubuntu su DistroWatch.
Secondo me però le statistiche degli accessi che ha citato em e anche la pagina di Ubuntu su Facebook siano qualcosa di più accurato. E’ vero che il numero di “Mi Piace” su Facebook è un indice di gradimento, però se è un numero grande è anche segno di un grande numero di utilizzatori.
di abral - 29 novembre 2011 - 10:51
@Marco
Quindi chi usa Ubuntu dovrebbe passare la giornata a cliccare qualcosa che già usa.
di Shiba - 29 novembre 2011 - 11:06
le stats accurate esistono, quelle di wikipedia, un sito usato da tutti gli utenti, geek o utonti con pc o smartphone, non sono l’intero web ma una fetta rappresentativa affidabile
queste stats dicono che ubuntu nell’ultimo anno è sceso dallo 0.7% allo 0.4% dei sistemi operativi. questo è il risultato di unity, ma anche di gnome shell.
se l’uomo dello spazio si ostina a non capire che l’utente a cui non piace unity non vuole nemmeno gnome shell ma vuole uno gnome classic all’altezza di gnome 2, ubuntu sparirà
quindi vedete di sistemare le applet che non funzionano in gnome classic, di sistemare la barra in alto che va a 30 pixel invece di 24, di attivare un compiz che non va in conflitto con unity, di ricreare un pannello di controllo con tutte le opzioni che c’erano nella versione 2
Ridatemi Gnome Classic funzionante e non un fork inutile chiamato MATE
di filez - 29 novembre 2011 - 11:17
xke non introducono uno SPRED anche a Distrowatch???
di simone - 29 novembre 2011 - 11:24
è almeno 2 anni che lo sostengo, la notizia mi sconvolge proprio!! e non ci voleva un guru dell’informatica per capirlo.
di chris m - 29 novembre 2011 - 11:35
Ubuntu è talmente in declino che gli unici computer di marca che preinstallano linux usano proprio lui.
L’unico tipo di statistica affidabile sarebbe avere un ping da ogni installazione attiva. Vediamo quando la Canonical se ne renderà conto.
di ju - 29 novembre 2011 - 11:40
Sarebbe davvero interessante (anche se dubito che alla fine si possa fare) se qualche ente/gruppo di ricerca creasse dei parametri e degli indicatori “oggettivi” sull’uso di sistemi operativi open source…da quel che vedo mancano totalmente fonti attendibili…quindi si procede a giudizi su congetture!
Mi stupisco che in Canonical (che ha una visione molto “economica” del suo sistema) non si sia creato uno studio in proposito…risolverebbe il dramma delle “leggende metropolitane”!
infondo basterebbe contare il numero dei download e associarlo ad attività di sistema…per vedere quanti sistemi risultino effettivamente attivi…penso ai crash report, agli accessi al USC,ecc….che ne pensate? é fattibile?
di albertoo - 29 novembre 2011 - 13:38
Già, colpa della stampa…ma per favore.
Ubuntu va a fondo semplicemente perchè è peggiorata.
I dati distrowatch saranno anche poco attendibili, eppure personalmente conosco almeno 10 persone che sono passati da Ubuntu ad altri sistemi, e non certo perchè hanno letto un articolo che parlava male di Ubuntu.
di malikay - 29 novembre 2011 - 13:39
…bene, non resta che far girare il link distrowatch di ubuntu, in poco tempo, secondo loro, ubuntu supererà windows….(leggi: ci saranno più installazioni ubuntu che windows)!!!
di asd - 29 novembre 2011 - 13:41
@malikay
mi duole informarti che 10 persone non risultano un campione statisticamente rappresentativo della popolazione…nemmeno se fossero state 50…servono migliaia se non centinaia di migliaia di unità per avere dei dati che abbiano un minimo di attendibilità…imho
di alberto - 29 novembre 2011 - 13:42
…su OMG!Ubuntu tra l’altro sono platealmente dei fanatici.
di malikay - 29 novembre 2011 - 13:45
Partendo comunque dal fatto che le statistiche lasciano il tmepo che trovano:
Come mai quando Ubuntu “andava bene” nei sondaggi non sono state messe in discussione la valdità ed i metodi d’indagine di distrowatch?
di Franz - 29 novembre 2011 - 14:06
Su omgubuntu hanno fatto un sondaggio sul desktop enviroment utilizzato su ubuntu 11.10 e su 16.000 voti Unity è arrivato primo con il 47% di voti. Gnome-shell secondo con il 28%. Ma Unity è primo perchè è buono o perchè è preinstallato? E perchè non ha una maggioranza schiacciante?
Se ubuntu 11.10 avesse lasciato la possibilità di scegliere con un click tra Unity e “gnome classico” (o xfce 4 per esempio) come sulla 11.04, siamo così sicuri che Unity avrebbe avuto il 47% di utenti e non di meno?
@ em:
“Gli stessi utenti GNU/Linux che su DW a colpi di click sull’apposito link (click che ben poco rivelano sul numero di download e/o di installazioni dei vari OS) strebbero decretando l’asserito trionfo di Mint, utilizzano in larga maggioranza il SO Ubuntu… Dato certo, uno dei pochi forniti da DW. Ain’t it funny?”
Ubuntu 5,9%, GNU/Linux (Unknown or unspecified distribution) 38.1%. In quel 38% potrebbe esserci qualsiasi cosa, per quanto mi riguarda anche un 10% di Arch o un 30% di PcLinuxOS o Mint. Ma in ogni caso anche se “vincesse” Mint, quella statistica che hai linkato ha lo stesso valore dei click sulle pagine di distrowatch, cioè zero.
Piuttosto le statistiche di Wikipedia? E invece di guardare le percentuali di ubuntu o di mint, guardate le percentuali di utilizzo di Linux nel tempo. Diminuiscono. La gente da linux scappa e non è certo per via della frammentazione visto che la massa conosce solo ubuntu. Scappano quindi da linux perchè scappano da ubuntu, visto che ubuntu=linux ?
di liuk - 29 novembre 2011 - 14:17
PS: ne vedremo delle belle quando scadrà il supporto a ubuntu 10.04.
di liuk - 29 novembre 2011 - 14:20
@alberto
Centinaia di migliaia? Ma rileggete quello che scrivete?
Conosci un sondaggio che coinvolga “centinaia di migliaia” di persone? Cos’è, un censimento? Un campione di 500 persone ben assortite basta e avanza. Non so se Distrowatch lo sia, semplicemente fra i suoi utenti emerge questo dato.
@Shiba
Quindi chi usa (Mint|Fedora|SuSE|..) dovrebbe passare la giornata a cliccare qualcosa che già usa.
di crocrocrocro - 29 novembre 2011 - 14:31
torni al mio ragionamento…ossia che mancano dei dati strutturali che prescindano dai soliti fanboy…
di albertoo - 29 novembre 2011 - 14:43
Ubuntu non è assolutamente in discussione! E’ semplicemente la migliore distro e quella sempre piu’ attenta…punto. Anche se ovviamente non è una gara Linux è il benvenuto in qualsiasi forma basta che non si chiami Microsoft o ancor meno Apple. Pero’ quello che bisogna dire si DICA!:D
di Sutter Kaine - 29 novembre 2011 - 14:45
@alberto{,o}
Quindi nessun sondaggio potrà mai soddisfarti?
di crocrocrocro - 29 novembre 2011 - 14:49
Vi posto un commento mio in una precedente notizia più o meno simile..
Beh complimenti al team di Linux Mint perché hanno fatto un buon lavoro con questa distro. Per il momento gli va bene,ma dopo? Non dimentichiamoci che molte distro (ad esempio PcLinuxOs) hanno avuto delle impennate non soltanto nella classifica di Distrowatch,ed oggi sappiamo tutti che fine hanno fatto. Io penso che Ubuntu con Unity e Fedora con Gnome Shell puntino (giustamente) al futuro,al domani. E’ ormai ovvio che tra qualche anno i pc desktop verranno usati molto di meno rispetto ad oggi,lasciando spazio ai tablet,ai pc con schermi touch etc,ed è inevitabile,che piaccia o no sarà così.. ed in questo caso penso che Shuttleworth abbia fatto una cosa buona e giusta. Al di là comunque degli aspetti grafici,Canonical con Unity ha creato un brand,e questa è una peculiarità di Ubuntu,cioè quello di essere unico. Perché ci siamo stancati delle solite distro di cui l’unica differenza tra l’una e l’altra sono i programmi (e alcune volte neanche quest’ultimi sono così diversi). Una persona quando vede Unity,capisce subito che si tratta di ubuntu. Fai la stessa cosa con gnome 2.x o con gnome shell? A meno che non mettano un qualcosa che richiami il loro brand,il loro sistema operativo,non si riesce a capire di cosa si tratta. Voglio finire dicendo che per il momento ,a quanto pare,Linux Mint ha fatto una scelta che la sta premiando,raccogliendo i linuxiani di oggi insoddisfatti delle nuove grafiche e qualche utente neofita di oggi. Ma per gli utenti di domani e di dopo domani? Come la mettiamo? Ogni volta si dovrà reinventare oppure ricopiare qualcosa,non essendo Linux Mint pronta a soddisfare l’utenza del futuro,cosa che almeno Ubuntu con Unity e Fedora con Gnome Shell stanno cercando di fare versione per versione. Insomma se la strada di Linux Mint sarà quella di accontentare gli insoddisfatti di oggi,non penso che potrà andare avanti. Per il momento gli va bene,ma dopo? Se vorrà continuare,gli aspetterà un duro lavoro di rincorsa per il futuro. Ovviamente questa è mia opinione..
Quindi tornando a questo argomento,Ubuntu rimane il terzo sistema operativo più usato al mondo,che abbia avuto un calo ci può stare ma i risultati si guardano in vista del futuro,non del passato/presente..
di Daniel - 29 novembre 2011 - 15:06
Ma veramente c’è qualcuno che crede che le statistiche di DistroWatch siano anche solo lontanamente indicative ? Mi viene da ridere solo al pensiero, lo capisce mio nipotino di 5 anni che quei dati non hanno corrispondenza nella realtà, se lì ci fossero le pagine di Windows starebbero sotto Ubuntu, Mint Fedora ecc. e allora i buontemponi scriverebbero che Mint è più popolare di Windows ? Fatemi il piacere, io credevo che la comunità di Linux fosse un po più seria !
di carlo - 29 novembre 2011 - 15:12
…e per favore non parlate di sondaggi, il sondaggio è una cosa seria, ma per fare un sondaggio ci sono delle regole e vige la statistica !
di carlo - 29 novembre 2011 - 15:15
Sono d’accordo che Ubuntu sia in declino (e non perchè lo dice DW)!!!!
Da quando hanno effettuato il passaggio a nuovo (orrendo IMHO) DE quale è Unity hanno perso TANTISSIMO, in fatto di usabilità e facilità!
Vi dico che uso Ubuntu dalle primissime versioni, era il 2005! Negli anni ha avuto un incremento stupendo, per poi sprofondare con le ultime due release!!!
Penso di passare a Mint (basata su Ubuntu basata su Debian), almeno hanno patchato quell’altro campione (sempre orrendo IMHO) di Gnome 3!!!
Ridateci Gnome 2.x!!!
Djacomo
P.s. Uso Ubuntu QUOTIDIANAMENTE per lavoro!!!
di Djacomo - 29 novembre 2011 - 17:07
Chi va su Distrowatch lo fa per cercare info su le varie distro in quanto INSODDISFATTO di quella che sta usando in quel momento.
Quindi il fatto che molti utenti di Ubuntu vadano su Distrowatch cliccando sulla pagina di Mint può avere un solo significato: vediamo se l’erba del vicino è più… verde…
Certamente Ubuntu è ancora la distro più usata, dato che è stata la più installata negli ultimi 6 anni, così come XP è rimasto il S.O. più utilizzato fino ad oggi anche se fuori mercato dal 2006. Bisognerebbe contare le nuove installazioni e questo Canonical lo può verificare benissimo monitorando i download di pacchetti dai suoi repo. Ma questi dati non li fornisce a nessuno.
di Holodoc - 29 novembre 2011 - 18:05
Un dato utile non sarebbe il numero di download effettuati dal sito o tramite il torrent? Mi pare un dato facilmente recuperabile, e facendo un grafico dei download versione per versione avremmo una visione d’insieme attendibile.
di LolAsdOmgWtfAfk - 29 novembre 2011 - 18:30
Dare Ubuntu per spacciata mi sembra eccessivo. Al massimo si può sostenere che abbia fatto scelte non apprezzate da una parte dei suoi utenti. Si tratta di scelte che possono essere cambiate. Quello che inquieta sono le distro-war giocate sul campo di battaglia dell’ 1% dell’utenza desktop mondiale!
di citizenkane - 29 novembre 2011 - 18:51
Anche i download sarebbero poco attendibili visto che molti fanno l’avanzamento di versione, ad oggi non esistono statistiche credibili, l’unico dato è quello riferito al numero di utenti del sito di riferimento. Ovvero in Italia utenti inscritti a Ubuntu.it 150.490 – Mint. it 2.357, ma per qualcuno questi numeri non contano ma conta quante volte la pagina di ubuntu di DistroWatch è stata visitata. Rob de matt !!!
di Carlo - 29 novembre 2011 - 20:24
@liuk
Concordo sull’attribuire ai click sulle pagine di DW un valore pari a zero, pensavo che dal commento – che volevasi ironico – si capisse… Quel link è l’unica cosa che ho trovato su DW di vagamente simile a un dato certo… Scrivevo in risposta al fatto che in questo blog di recente si è utilizzata quella fonte per vaticinare l’imminente fine di Ubuntu.
di em - 29 novembre 2011 - 20:58
Non so se Ubuntu è in crisi e avendolo usato da quando è nato spero che non sia così.
Purtroppo però devo ammettere che con le ultime versioni ho avuto la sgradevole impressione di avere davanti una macchina lenta e rigida come Windows.
Per il momento sia al lavoro che a casa sono passato a Mint.
Io non faccio “statistica” ma credo che Canonical dovrebbe riflettere sul disagio di alcuni suoi utilizzatori.
di Devid - 29 novembre 2011 - 21:39
su OMG!Ubuntu tra l’altro sono platealmente dei fanatici.
Sbagliato!! Sono solo tutti rigorosamente quindicenni.
di @rchie - 29 novembre 2011 - 23:10
@em
Vabbè ma quello è tam tam mediatico, lasciamolo perdere. Cioè hanno iniziato a parlare della scalata di Mint pure tomshw e hwupgrade, che a malapena pubblicavano ogni sei mesi l’uscita della release di ubuntu e finita lì…
Però un malcontento c’è e di solito questo malcontento è tanto più grande quanto più viene stravolta l’interfaccia… anche perchè si passa da un’interfaccia votata ai desktop a una votata ai touchscreen, inutile negarlo. Mica una cosa da poco.
E qui non conta chi passa da ubuntu a Mint/fedora/openSuse/pincopallo, se sono quattro gatti o se c’è una migrazione di massa. Non è questo il punto. Qui conta chi passa da ubuntu a windows o mac (magari dopo essere scappati da questi SO). E le statistiche serie, quelle che riguardano tutti i sistemi operativi, dicono questo: linux perde terreno.
Se sviluppano interfacce tablet che non vengono adottate da nessuno (gli unici tablet esistenti hanno android o iOS), è dura guadagnare terreno.
Ai posteri l’ardua sentenza. Sono proprio curioso di vedere il risultato di questa politica tra 5-10 anni. Spero di sbagliarmi, non me ne verrebbe in tasta nulla se avessi ragione. Intanto ripeto, ne vedremo delle belle già con ubuntu 12.04.
di liuk - 29 novembre 2011 - 23:42
Sulle statistiche di rilievo c’è sicuramente da riflettere, ubuntu resta certamente la distro ampiamente più installata …
…. ma le “tendenze” sono comunque da considerare: che prendiate distrowatch o il potente google trends, la curva di crescita di Mint è incredibile di fronte alla staticità al ribasso delle altre distro. Le scelte del team di sviluppo sono certamente nella giusta direzione. Meglio così, speriamo che le altre distro facciano lo stesso!
di ernstfree - 30 novembre 2011 - 22:39
io credo che tutto questo parlar male di Ubuntu nasca dal fatto che è una “distro” che comincia a far veramente paura a Microsoft, che ha iniziato a pagare i suoi scagnozzi per mettere in cattiva luce il prodotto della Canonical. Non mi sorprende che molti critichino “Unity”: ha molte pecche è vero ma è il primo tentativo di una “convergenza” tra mondi oggi distanti – computer, smartphone e tablet – ma che domani avranno un’interfaccia omogenea. Non tutti sono in grado di guardare oltre il loro naso.
di oldsteve69 - 30 novembre 2011 - 23:28
Statistiche o meno sono ridotti maluccio rispetto qualche annetto addietro!
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Molti sono scappati in altre distribuzioni ed altri ritornati al Windows.Per questo basta guardarsi in giro.
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Dovrebbero imparare da Mint secondo me.
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Ciao
di ziomaul - 1 dicembre 2011 - 05:58
Da gran parte dei commenti su ubuntu sulla rete, sembra proprio di sentir parlare degli integralisti, dei fanatici. Bisogna avere un po’ di malleabiltà mentale per cosa stia succedendo nel mondo open, non presunzione..ma d’altronde i “professori” informatici peccano putroppo di eccesso di presunzione (lo vedo dai miei colleghi di ingegneria informatica)..comunque sia, fanatismo o meno, la realtà è che qualunque cosa, da un’automobile, ad un software, ad un frullatore, si necessita di due cose importanti: forma e funzionalità. L’uno è imprescindibile dall’altro. Unity e Gnome 3 per come si presentano,portano confusione e disorientamento agli utenti.
Sono interfacce funzionali per dispositivi touch, ma improponibili per un normale desktop “PER LA GRAN PARTE DEGLI UTENTI (NON PROFESSORI)”.
Distrowatch, è un riferimento importante per il mondo open. Nella classifica, ad ieri, nell’ultimo mese c’è stato uno stacco di quasi 6000 hit per day tra mint ed ubuntu. Un abisso.
Un motivo ci sarà, che spero possa far pensare ad una revisione delle politiche grafiche della canonical.
Personalmente, usavo Ubuntu dalla 6.04, ma dopo aver provato la 10.10 son passato a fedora. Credo che le funzionalità di fedora sia di gran lunga migliori rispetto ad ubuntu, in termini di driver, prestazioni e stabilità. Viaggio in gnome fallback mode, ma tutto fila liscio.
Ho appena provato Mint 12, problemi con i driver video, crash continui. Stessi problemi quando provai ubuntu 10.10 con driver stampanti, configurazioni per dual monitor impossibili..etc etc..Fedora riconosce tutto. Se si eseguono procedure da terminale, anche chilometriche, per il riconoscimento dei driver, i device alla fine funzionano su (F14,F15,F16) non come in ubuntu, in cui tutto funziona una distro si, una distro no.
Quindi, o si danno una mossa alla canonical, o ben gli sta la batosta alla Canonical, che anticipa la potenziale batosta per Windows quando presenteranno per desktop Windows8. Le mattonelle, le icone giganti ai dispositivi touch, non per le tastiere e mouse.
di Anonimus - 3 dicembre 2011 - 00:28