Nel corso della nona udienza per il discusso processo intentato da Oracle nei confronti di Google, al banco dei testimoni è arrivata Sun nelle vesti di Jonathan Schwartz e Scott McNealy, co-fondatore dell’azienda stessa. Gli interventi sono stati contrastanti: se quella di Schwartz era stata preannunciata come un’importante testimonianza a favore di Google, McNealy si è apertamente schierato dalla parte di Oracle.
Nel riassunto dell’udienza pubblicato da The H Online, Schwartz ha dichiarato di non voler citare in causa Google: la licenza prevede infatti che chiunque realizzi un’applicazione non è tenuto a rendere pubblica la compatibilità con Java, né utilizzare il logo. Al momento del rilascio di Android, Schwartz si è complimentato con Google per questo importante successo:
Senza bisogno di dirlo, Google e la Open Handset Alliance hanno dato un forte slancio alla comunità – e alla visione di un’opportunità tra i nostri (ed altri) pianeti.
Di parere completamente opposto McNealy, amico del CEO Oracle Larry Allison, il quale afferma che le API di Java non solo sono state poste sotto licenza – testualmente considerate come “disegni architetturali” – ma che non volevano versioni incompatibili di Java sul mercato.

Dicci caro McNealy,quante azioni di Oracle hai in saccoccia???
di Cesoia - 30 aprile 2012 - 21:07