Diaspora: il social network open source online dal 15 settembre

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Nato nel maggio scorso come un semplice progetto universitario di quattro studenti newyorkesi, Diaspora si appresta al suo debutto online previsto per mercoledì 15 settembre, come reso noto dai suoi creatori attraverso un post comparso sul blog ufficiale. Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di un social network open source ideato per rispondere ad alcune esigenze degli utenti (la tutela della privacy su tutte) poste in secondo piano da altre piattaforme ben più blasonate, Facebook in primis.

L’idea ha incontrato fin da subito il consenso di molti sostenitori, tanto che i quattro, nel tentativo di raccogliere 10.000 dollari per il suo sviluppo attraverso la piattaforma Kickstarter, si ritrovano ora con a disposizione un gruzzolo venti volte superiore alle loro aspettative.

Gli utenti sembrano dunque giorno dopo giorno più sensibili alla gestione dei loro dati personali, come dimostrano iniziative nate dal basso del calibro di Quit Facebook Day, e Diaspora rappresenterebbe una valida alternativa ai social network tradizionali, capace di tutelare gli interessi degli iscritti anziché sfruttarne le informazioni condivise per campagne di marketing o per la vendita di spazi pubblicitari.

Niente hub centralizzati sui quali salvare immagini, messaggi e intere conversazioni, ma tanti piccoli seed rappresentati dai singoli utenti, capaci di decidere in qualsiasi momento cosa rendere noto e a chi. Un’idea sulla quale potrebbe essere costruito il Web sociale del futuro, anche se l’etichetta di anti-Facebook affibbiata da molti a Diaspora sembra al momento un po’ fuori luogo, tanto che fra i sostenitori del progetto rientra anche un certo Mark Zuckerberg, la cui leadership garantita dagli oltre 500 milioni di fedeli sembra tutt’altro che a rischio.

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Commenti

  1. [1]

    Sono molto curioso circa questo progetto. Obiettivamente non vedo l’ora di vedere che direzione prenderà. Confrontarlo a facebook mi sembra però un po’ una forzatura. Stiamo parlando di 500milioni di utenti da vendere al mercato contro un progetto universitario che fa della privacy e dell’open source i suoi valori principali. C’è sicuramente un potenziale però. Non vorrei esagerare, ma probabilmente potrebbe nascere una piattaforma di nicchia popolata da tanti addetti ai lavori (e non) del panorama open. Sarebbe davvero una bella cosa. Magari creare una piazza per riunire tutti, superando almeno per una volta quella bella ma esagerata frammentazione di distro che c’è in circolazione.

    ps – Zuckerberg tra i finanziatori mi dà da pensare e alla lontana mi sa di storia già vista. “Carino questo friendfeed” (cit.)

  2. [2]

    Analisi condivisibile la tua, Zer0, anche se va specificato che la differente natura di FriendFeed e Diaspora.

  3. [3]

    @cristiano

    uh, certo, non avevo sottolineato la differenza che ritenevo un po’ implicita. Però si sa come vanno a finire questi colossi del marketing: incorporano qualsiasi prodotto e/o servizio, anche se sembra lontano dalla loro prima immagine… che poi magari ti ritrovi a sostenere altri progetti che appartengono comunque ai soliti noti. Il fatto che si impongano pochi e grossi nomi nel mercato mi lascia sempre con qualche dubbio. (E parlo anche da utente android, un po’ di diffidenza su Big G a volte mi viene, ma alcune loro politiche innovative mi piacciono troppo :P )

  4. [4]

    mi sto chiedendo vedendo le date dei commenti “DIASPORA” esiste sempre?
    Una risposta è utile,Grazie

  5. [5]

    Trovi qui tutti gli update sul progetto http://blog.diasporafoundation.org/

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