Cattive notizie per gli utenti che necessitano dalla versione non-free di Java: Oracle ha infatti annunciato la chiusura del progetto Distributor License for Java (DLJ), tramite il quale offriva alle distribuzioni la possibilità di includere l’incarnazione closed source della popolare piattaforma.
Sollecitato dal maintainer di Java in Debian, il responsabile Oracle del progetto ha spiegato che il grado di sviluppo di OpenJDK 7 e il sempre più ridotto interesse nella versione closed source hanno determinato questa decisione.
Come fatto notare dal maintainer di Debian, però, OpenJDK 7 soffre tuttora di diverse incompatibilità con la sua controparte non-free, soprattutto sul fronte della visualizzazione di font, della gestione delle applet e della compatibilità con applicazioni di terze parti.
Nonostante la futura rimozione dai repository delle distribuzioni, le versioni non-free di Java potranno comunque essere scaricate dal sito di Oracle; è possibile quindi che gli attuali pacchetti inclusi nelle distribuzioni verranno sostituiti da semplici script per provvedere al download di Java dai server di Oracle.

e chi se ne strafrega di Java, si potrebbe ritrascrivere Java in versione Free Software (100%) e dargli un altro nome !
di Paolo_Del_Bene - 30 agosto 2011 - 11:46
il tutto interamente sotto GPLv3 ed addio Java nelle distribuzioni Software Libero 100% come:
GNU/linux Blag, GNU/linux Dragora, GNU/linux Dynebolic,
GNU/linux gNewSense, GNU/linux Musix, GNU/linux Parabola,
GNU/linux Trisquel, GNU/linux Ututo, GNU/linux Venenux
la Free Software Foundation partecipa allo sviluppo di GNU/linux gNewSense
e GNU/linux Ututo.
le distribuzioni 100% Software Libero sono scaricabili dal seguente URL: http://www.gnu.org/distros/free-distros.html
di Paolo_Del_Bene - 30 agosto 2011 - 11:51
inoltre i mirrors delle distribuzioni 100% software Libero, non consentono il passaggio di restricted packages.
di Paolo_Del_Bene - 30 agosto 2011 - 11:52
sarebbe interessante capire per quale motivo Oracle ha comprato Sun…
di Giuliano - 30 agosto 2011 - 14:23
@Giuliano
Hai centrato il punto, per cosa ha pagato tanti soldi, per cosa Oracle ha comprato Sun se molte delle cose per cui Sun era famosa vengono ora trattate distrattamente… forse due cose: MySQL AB la società che sviluppa MySQL sotto licenza open source, e il know-how delle persone che ci lavorano dentro
di Ricky - 30 agosto 2011 - 15:45
Che abbia semplicemente voluto eliminare un concorrente?
di Matty - 30 agosto 2011 - 16:43
@Paolo_Del_Bene
una lista abnorme di distro 100% free, usate dallo 0,001% degli utilizzatori linux, che sono 1% del totale.
Lunga vita a quelle distro, per carità, ma sono del tutto irrilevanti.
Si scade nel ridicolo.
di telperion - 30 agosto 2011 - 18:19
Perché Oracle ha comprato Sun? Io credo anzitutto per poter formulare uno stack completo di offerte commerciali (HW + OS + SW), poi anche per provare a capitalizzare quella parte d’investimenti che Sun non ha saputo o potuto capitalizzare.
Oracle nel bene o nel male è un’azienda più pragmatica di Sun e certo per sopravvivere il pragmatismo è un valido aiuto.
di kapocc - 30 agosto 2011 - 20:45
Riscrivere java non è semplice sono anni che c’è openjdk ma ancora vi sono parecchie incompatibilità.
oracle-java come adobe flash sono delle spine nel fianco. A sto punto spero nell’utilizzo per i prossimi anni di un nuovo linguaggio per le aziende.
di Paul - 31 agosto 2011 - 09:15
Oracle ha comprato java, a mio avviso, solo per ampliare il bacino di utenza del suo business, che è sempre stato, e sempre lo sarà a quanto pare, la vendita di licenze per la gestione di database. Senza contare che proprio Sun aveva sviluppato ZFS, che include molte funzionalità di un database, e i file system del futuro andranno in questa direzione. Probabilmente all’inizio MS e Apple potrebbero anche decidere di utilizzarlo per creare nel tempo i loro.
di winebar - 31 agosto 2011 - 18:50
@Paul non c’è bisogno di un nuovo linguaggio di programmazione, ma solo la voglia di iniziare a capire che bisogna strutturare i programmi in modo opportuno, cosi come è sempre stato fatto al MIT da sempre
al MIT nel 1970 essere un Hacker significava essere qualcuno che si divertiva a programmare in modo intelligente che si divertiva a risolvere i problemi tipo creare un programma più breve di tutti
Se poi vogliamo reinventarci l’informatica è un’altra storia, ma il C++ vi basta ed avanza,
Servono persone giovani, che invece d istare davanit a FaceBook e Youtube o davanti alla Playstastion … ci stiano al limite per fare i lrevese enginnering dell’intero gioco, legggerne il codice e capire come si scrivono i programmi, leggere manuali, studiare informatica no nquattro puttanate della ECDL, no mac os x, ne windows, sistemi Unix-like, studiare molto, altro che studiare solo a scuola.
dedicare almeno i primi 8 anni dai tempi delle medie fino alle suoeriori a studiare matematica ottimamente, tutto quello che riguarda grafi, algoritmi, logica dei processori: CISC (680×0) RISC (POWERPC: MOTOROLA, APPLE, IBM, HP), ARM, MIPS, ALPHA, ULTRASPARC.
dedicarsi alla programmazione su GNU/linux con GCC, studiarsi il manuale on -line, oppure compraselo, studiare il debugger GDB, …..
e molto altro.
Fyodor http://insecure.org/fyodor a 13 anni era un fenomeno, dunque come lo è stato lui lo può esser qualsiasi altro ragazzo, basta che non perda dietro a windows ed abbia volgia di smanettare con una shell e farà grandi cose.
di xyz - 17 settembre 2011 - 08:48
@xyz sei un grande!
di Rapture - 1 ottobre 2011 - 02:04