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	<title>oneOpenSource &#187; Alessio Biancalana</title>
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	<description>Blog su Linux e mondo Open Source</description>
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		<title>Linux: Flash Player solo per Google Chrome</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/22/02/2012/linux-flash-player-solo-per-google-chrome/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 13:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È un periodo di sorprese per l&#8217;ecosistema Linux: dopo la rivelazione di Ubuntu per Android, anche Adobe ha deciso di calare i propri assi nella manica, così ha annunciato lo sviluppo di una nuova API per Flash Player. La nuova &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/22/02/2012/linux-flash-player-solo-per-google-chrome/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un periodo di sorprese per l&#8217;ecosistema <strong>Linux</strong>: dopo la rivelazione di <a href="http://www.oneopensource.it/21/02/2012/ubuntu-arriva-anche-per-android/">Ubuntu per Android</a>, anche <strong>Adobe</strong> ha deciso di calare i propri assi nella manica, così ha <a href="http://blogs.adobe.com/flashplayer/2012/02/adobe-and-google-partnering-for-flash-player-on-linux.html">annunciato</a> lo sviluppo di una nuova API per <strong>Flash Player</strong>. La nuova API sarà supportata da <a href="http://www.oneopensource.it/tag/chrome/">Google Chrome</a> (e Chromium), ma non da Mozilla.</p>
<p>La nuova API, denominata <strong>Pepper</strong>, sarà l&#8217;unico modo per avere Flash in ambiente <a href="http://www.oneopensource.it/tag/linux/">Linux</a>, e questi significa che a meno di nuove decisioni e ripensamenti da parte di <strong>Mozilla</strong>, che ha detto &#8220;non essere interessata&#8221; data la concorrenza di standard maggiormente aperti, Flash Player non sarà più disponibile per <a href="http://www.oneopensource.it/tag/firefox/">Firefox</a>.</p>
<p><span id="more-8173"></span><a href="http://www.oneopensource.it/tag/google/">Google</a> invece ha dato piena disponibilità ad Adobe per i lavori, che sono già iniziati: le due aziende stanno lavorando gomito a gomito per fornire agli utenti <strong>Linux</strong> un Flash Player più sicuro e performante. Ciò non toglie però che questa sia una bella gatta da pelare, per utenti e sviluppatori: quale sarà la mossa di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/mozilla/">Mozilla</a>?</p>
<p>Sarà comunque disponibile una <strong>versione di debug</strong> del plugin affinchè sia possibile fare delle prove di integrazione in altri browser, ma la casa ci ha tenuto a confermare che il plugin ufficiale non sarà più scaricabile come download diretto, ma solo incluso nella distribuzione software di <strong>Chrome</strong>.</p>
<p>Per ora si profila un futuro in cui Flash Player sarà disponibile su Linux <strong>per il solo Chrome</strong> (e Chromium).</p>
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		<title>KDE sta morendo? Decisamente no, per Datamation</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/22/02/2012/kde-sta-morendo-decisamente-no-per-datamation/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desktop environment]]></category>
		<category><![CDATA[kde]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfittando delle impressioni esternate da tutti al momento dell&#8217;annuncio del fatto che Kubuntu non sarà più foraggiata da Canonical, Datamation ha voluto fare qualche considerazione in più su KDE che, nonostante come progetto vada avanti alla grande, qualcuno ha già &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/22/02/2012/kde-sta-morendo-decisamente-no-per-datamation/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfittando delle impressioni esternate da tutti al momento dell&#8217;annuncio del fatto che <strong>Kubuntu</strong> non sarà <a href="http://www.oneopensource.it/07/02/2012/kubuntu-non-sara-piu-supportata-da-canonical/">più foraggiata</a> da <a href="http://www.oneopensource.it/tag/canonical/">Canonical</a>, Datamation ha voluto fare <a href="http://www.datamation.com/open-source/the-kde-death-watch-1.html">qualche considerazione</a> in più su <strong>KDE</strong> che, nonostante come progetto vada avanti alla grande, qualcuno ha già cominciato a celebrare come un qualcosa di morto.</p>
<p>In realtà come il post precisa sin dall&#8217;inizio c&#8217;è solo stato un piccolo cambio di rotta per la derivata di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu/">Ubuntu</a>, e nient&#8217;altro: KDE non è stato per nulla afflitto da questo anzi, il suo sviluppo prosegue senza sosta come testimonia la creazione di <a href="http://www.oneopensource.it/10/02/2012/hud-di-ubuntu-in-kde-grazie-ad-appmenu-runner/">Appmenu-Runner</a>, uno <strong>HUD</strong> di Ubuntu ma in salsa QT/KDE.</p>
<p><span id="more-8170"></span>Corredata da numeri più che confortanti, l&#8217;esperienza è positivissima e il post non fa che mettere in luce anche alcuni aspetti psicologici dell&#8217;utenza che &#8220;auspica&#8221; la morte di <strong>KDE</strong>; dal mio punto di vista non esiste progetto più sano, anche se necessiterebbe di un pelo più di struttura. Tuttavia, concordo con Bruce Byfield: parlare di morte per KDE è <strong>decisamente prematuro</strong>.</p>
<p>E voi, che ne pensate?</p>
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		<item>
		<title>Ubuntu 12.04: scelto il nuovo suono di login</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/21/02/2012/ubuntu-12-04-scelto-il-nuovo-suono-di-login/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità e tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu-12.04]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sviluppo di Ubuntu 12.04 &#8220;non s&#8217;arresta un&#8217;ora&#8221;. Così, tra una riga di codice e l&#8217;altra, anche se le cose da aggiustare per la prossima LTS sarebbero molte, il team di sviluppo di Ubuntu ha trovato anche il tempo di &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/21/02/2012/ubuntu-12-04-scelto-il-nuovo-suono-di-login/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sviluppo di <strong>Ubuntu 12.04</strong> &#8220;non s&#8217;arresta un&#8217;ora&#8221;. Così, tra una riga di codice e l&#8217;altra, anche se le cose da aggiustare per la prossima LTS sarebbero molte, il team di sviluppo di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu/">Ubuntu</a> ha trovato anche il tempo di rinnovare il parco sonoro della distribuzione.</p>
<p>È stato infatti scelto il nuovo suono di avvio di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu-12.04/">Ubuntu 12.04</a>, che finalmente concorda un po&#8217; meglio con lo stile del desktop impresso da <a href="http://www.oneopensource.it/tag/canonical/">Canonical</a> alla distribuzione, e che continua a maturare sempre di più. È così che diciamo addio dalla prossima release ai <strong>tamburelli africani</strong> a cui alcuni di noi si erano affezionati e si, diamo il benvenuto a questo nuovo suono che, vista la memoria del team per dettagli del genere, ci accompagnerà molto a lungo.</p>
<p><span id="more-8163"></span>Bando alle ciance, il suono è stato scelto in una rosa di quattro finalisti, in un contest che ha visto la numerosa partecipazione della comunità, prendendo quasi <strong>un terzo dei voti</strong> totali; a me personalmente piace, anche se come ho detto ci sarebbero altre cose da aggiustare più in generale, ma dicono che si cominci dai piccoli passi. In attesa del feature freeze, che renderà <a href="http://www.oneopensource.it/tag/unity/">Unity</a> una roccaforte in quanto a merge del codice, potete sentire il <a href="http://design.canonical.com/2012/02/sound-theme-results/">nuovo suono di login</a>, che è il primo tra tutti, nel video sottostante.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/XPwlD8hJq0A&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/XPwlD8hJq0A&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<item>
		<title>Ubuntu 12.04: stream Twitter integrato nell&#8217;installer</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/17/02/2012/ubuntu-12-04-stream-twitter-integrato-nellinstallazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità e tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu-12.04]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli sviluppatori di Ubuntu non lasciano nulla (o forse lasciano troppo?) al caso. Durante lo slideshow d&#8217;installazione della nuova Ubuntu 12.04 in uscita tra qualche mese è stata infatti aggiunta una nuova slide, che contiene, oltre ad un link per &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/17/02/2012/ubuntu-12-04-stream-twitter-integrato-nellinstallazione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sviluppatori di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu/">Ubuntu</a> non lasciano nulla (o forse lasciano troppo?) al caso. Durante lo slideshow d&#8217;installazione della nuova <strong>Ubuntu 12.04</strong> in uscita tra qualche mese è stata infatti aggiunta una nuova slide, che contiene, oltre ad un link per il blasonato <strong>Ask Ubuntu</strong>, ossia la piattaforma &#8220;domanda e risposta&#8221; di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/canonical/">Canonical</a> per la distro, anche una timeline dei tweet contenenti l&#8217;hashtag <a href="https://twitter.com/#!/search/%23ubuntu">#ubuntu</a>.</p>
<p>Disponendo di una connessione alla rete già in fase di installazione quindi si potrà vedere, in buona sostanza, cosa ne pensa la rete di <strong>Ubuntu</strong> e della nuova release; il problema è che questa potrebbe essere una grossa arma a doppio taglio in termini di <strong>feedback</strong>. Molti infatti hanno già espresso la loro perplessità sulla riuscita dell&#8217;operazione.</p>
<p><span id="more-8140"></span>Di sicuro in casa <strong>Canonical</strong> gli sviluppatori sono piuttosto fiduciosi dell&#8217;operazione e soprattutto delle feature, nonchè della stabilità di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu-12.04/">Ubuntu 12.04</a>, tanto da permettere un sistema di feedback indiretto integrato nell&#8217;installer, messo su attraverso <strong>Twitter</strong>, tuttavia c&#8217;è sempre il timore che ci siano più problemi del previsto, e tale colonna sia intasata da tweet di utenti furiosi.</p>
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		<item>
		<title>Ubuntu 12.04: disponibile anche il &#8220;desktop classico&#8221;</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/15/02/2012/ubuntu-12-04-disponibile-anche-il-desktop-classico/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 13:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità e tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu-12.04]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto pare, Canonical è meno restia ai feedback della comunità di quanto sembri. Gli aficionados del &#8220;classic desktop&#8221;, ossia di GNOME 2.32, si sono scagliati così tante volte contro Unity da far considerare alla compagnia un piccolo cambio di &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/15/02/2012/ubuntu-12-04-disponibile-anche-il-desktop-classico/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare, <a href="http://www.oneopensource.it/tag/canonical/">Canonical</a> è meno restia ai feedback della comunità di quanto sembri. Gli aficionados del &#8220;classic desktop&#8221;, ossia di GNOME 2.32, si sono scagliati così tante volte contro <a href="http://www.oneopensource.it/tag/unity/">Unity</a> da far considerare alla compagnia un piccolo cambio di rotta.</p>
<p>Se in <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu-11.10/">Ubuntu 11.10</a> infatti non è più possibile scegliere la sessione di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/gnome/">GNOME</a> (data la presenza di GNOME 3.0 alla base del desktop environment), in <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu-12.04/">Ubuntu 12.04</a> questa possibilità di scelta è stata reintegrata, agendo sulla sessione di fallback di <strong>GNOME</strong>, quella della &#8220;modalità grafica sicura&#8221;, per intenderci.</p>
<p><span id="more-8113"></span>Per avere subito questo cambiamento, dovrebbe bastare installare il pacchetto corrispondente dai repository:</p>
<p><code>sudo apt-get install gnome-session-fallback</code></p>
<p>In questo modo riavrete quanto di più simile al desktop classico ci possa essere, con tutte le criticità del caso: per quanto sviluppata, questa soluzione non è pensata per essere usabile quanto <strong>Unity</strong>, anche se verrà fatto parecchio lavoro per integrare la user experience di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu/">Ubuntu</a> all&#8217;interno di questa potenziale sostituta del vecchio desktop tradizionale.</p>
<p>Installato il pacchetto, si tornerà ad avere la sessione classica; basterà scegliere la voce apposita nel menù disponibile al momento del login, attraverso la rotella configurativa posta di fianco al nome utente. Un altro cambiamento, questo, che fa presagire la portata più che buona della prossima release <strong>LTS di Ubuntu</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu 12.04: LIM, il menu sulla barra del titolo</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/15/02/2012/ubuntu-12-04-lim-un-nuovo-tipo-di-menu-oltre-appmenu-e-hud/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 08:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità e tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu-12.04]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa release di Ubuntu sembra proprio che debba essere ricordata negli anni. Oltre che essere una LTS infatti, ha il pregio di aver visto un lavoro immane degli sviluppatori su parecchi fronti, specialmente prima del feature freeze: ecco infatti spuntare &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/15/02/2012/ubuntu-12-04-lim-un-nuovo-tipo-di-menu-oltre-appmenu-e-hud/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa release di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu/">Ubuntu</a> sembra proprio che debba essere ricordata negli anni. Oltre che essere una <strong>LTS</strong> infatti, ha il pregio di aver visto un lavoro immane degli sviluppatori su parecchi fronti, specialmente prima del feature freeze: ecco infatti spuntare una nuova feature che potresse essere oltremodo gradita: <strong>Locally Integrated Menu</strong>, ossia un nuovo approccio ai menù delle finestre, rimossi anche dalla barra superiore, e relegati stavolta sulla barra del titolo, disponibili tramite un pulsante.</p>
<p><span id="more-8118"></span>Ancora una nuova implementazione per i menù contestuali, che così con <strong>AppMenu</strong> e <strong>HUD</strong> arrivano a contare ben tre modi d&#8217;interazione nell&#8217;intera Unity; attraverso un pulsante posto sulla titlebar in <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu-12.04/">Ubuntu 12.04</a> verranno resi disponibili i ben noti menù, stavolta fruibili attraverso un menù a tendina. Una concezione più di vecchio stampo e leggermente già vista in altre occasioni.</p>
<p>A mio parere il problema di questa implementazione non sta tanto nella bontà effettiva del codice, ma proprio nell&#8217;esperienza utente: se infatti <strong>AppMenu</strong> si rileva scomodo per lunghi usi a causa del fatto che il  menù contestuale, scomparso alla vista dell&#8217;utente, crea degli interrogativi, il fatto che in <strong>LIM</strong> la comparsa dei menù richieda addirittura un click in più arriva a costituire quasi un problema.</p>
<p>Stesso discorso dicasi per <strong>HUD</strong>: una rivisitazione più &#8220;umana&#8221; delle shortcut, dato che se una persona non conosce precisamente i comandi, non viene agevolata dall&#8217;avere una tecnologia simile a disposizione.</p>
<p>Stà a vedere che alla fine erano più comodi i menù al loro solito posto? Nonostante l&#8217;interrogativo, è sempre bello vedere gli sviluppatori di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/canonical/">Canonical</a> al lavoro su nuove alternative. Aspettiamo fiduciosi lo sviluppo di questa <strong>nuova idea</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>HUD di Ubuntu in KDE grazie ad Appmenu Runner</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/10/02/2012/hud-di-ubuntu-in-kde-grazie-ad-appmenu-runner/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità e tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[kde]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante Kubuntu sia appena stata dichiarata come un flavour comunitario, la comunità relativa allo sviluppo di KDE ferve. È stata infatti resa disponibile un&#8217;implementazione di HUD, il nuovo modo di concepire i menu di Ubuntu 12.04, anche per l&#8217;ambiente desktop &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/10/02/2012/hud-di-ubuntu-in-kde-grazie-ad-appmenu-runner/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante Kubuntu sia <a href="http://www.oneopensource.it/07/02/2012/kubuntu-non-sara-piu-supportata-da-canonical/">appena stata dichiarata</a> come un flavour comunitario, la comunità relativa allo sviluppo di <strong>KDE</strong> ferve. È stata infatti resa disponibile un&#8217;implementazione di HUD, il <a href="http://www.oneopensource.it/25/01/2012/mark-shuttleworth-lancia-hud-per-ubuntu-12-04/">nuovo modo</a> di concepire i menu di <strong>Ubuntu 12.04</strong>, anche per l&#8217;ambiente desktop basato sulle librerie <a href="http://www.oneopensource.it/tag/qt/">QT</a>. Volendo quindi, anche gli utenti KDE avranno la possibilità di usufruire di tale feature.</p>
<p>Basato su un&#8217;idea precedente, tale software utilizza proprio l&#8217;infrastruttura di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/kde/">KDE</a> per funzionare: è infatti un plugin per <strong>KRunner</strong>, che si interfaccia ad<strong> AppMenù</strong> per rendere attuabili le azioni anche senza interagire direttamente con la menubar dell&#8217;ambiente desktop; il codice sorgente è disponibile su Git.</p>
<p><span id="more-8083"></span>Lo sviluppatore Alex Fiestas si è detto molto disponibile a continuare il suo lavoro anche nell&#8217;ambito di KDE, quindi integrando la patch a KRunner perchè sia disponibile in <strong>KDE 4.9</strong>; la criticità più grande è che tale soluzione fa uso di AppMenu, e tutta una serie di software appositamente patchati da <a href="http://www.oneopensource.it/tag/canonical/">Canonical</a> direttamente disponibili nei repositori di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu/">Ubuntu</a> (come le librerie GTK+, e la base di KDE), quindi per ora non è possibile che KRunner divenga qualcosa di simile a <strong>HUD</strong>, oltre le sue numerose applicazioni.</p>
<p>Chissà, magari però per <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu-12.04/">Kubuntu 12.04</a>; voi che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LibreOffice in crescita: aumentano gli sviluppatori coinvolti</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/09/02/2012/libreoffice-sviluppo-in-aumento-per-la-document-foundation/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[libreoffice]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oneopensource.it/?p=8036</guid>
		<description><![CDATA[La Document Foundation ha pubblicato alcune statistiche riguardo lo sviluppo di LibreOffice, formalmente il fork di OpenOffice.org il cui sviluppo è cominciato nel 2010; tali numeri sono interessanti, dato che mostrano un consistente incremento riguardo tutti gli aspetti dello sviluppo &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/09/02/2012/libreoffice-sviluppo-in-aumento-per-la-document-foundation/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Document Foundation</strong> ha pubblicato alcune statistiche riguardo lo sviluppo di <a href="http://oneopensource.it/tag/libreoffice/">LibreOffice</a>, formalmente il fork di <strong>OpenOffice.org</strong> il cui sviluppo è cominciato nel 2010; tali numeri sono interessanti, dato che mostrano un consistente incremento riguardo tutti gli aspetti dello sviluppo del software.</p>
<p>L&#8217;infografica pubblicata dal <a href="http://blog.documentfoundation.org/2012/02/02/fosdem-preview/">blog della Document Foundation</a> non è propriamente quello che si definisce una gioia per gli occhi, tuttavia mostra dei dati in netto aumento e assolutamente rassicuranti per le sorti del progetto, che di certo non chiuderà i battenti a breve: tantissime patch, operazioni di bugfixing profonde, ma soprattutto una drastica riduzione dei metodi inutilizzati sono caratteristiche che rendono <strong>LibreOffice</strong> un progetto veramente encomiabile.</p>
<p><span id="more-8036"></span>I &#8220;dev numbers&#8221;, come vengono chiamati dall&#8217;infografica infatti, mettono a nudo un dato molto interessante: tra i maggiori 20 bug reporter, la maggior parte sono <strong>volontari</strong>; allo stesso modo, tra i risolutori di bug, una grossa fetta è data da contributi volontari, mentre un altro grosso mattone è posto da <strong>SUSE</strong>. Se si esaminano oltre tutto le righe di codice scritte, gran parte degli hack sono a base volontaria.</p>
<p>Il fatto poi che lo sviluppo del software sia <strong>community-driven</strong>, sia pure con una commissione che ne valuta il progresso, è emblematico: se infatti nel 2010 e nel 2011 avevamo visto un &#8220;calo di prestazioni&#8221; da parte di progetti community-driven come <a href="http://oneopensource.it/tag/gnome/">GNOME</a> e <strong>GIMP</strong>, le statistiche diffuse in questi giorni fanno ancor più piacere e ci fanno auspicare che presto altri team subiscano l&#8217;influsso positivo.</p>
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		<title>Linux 3.2: risolto il bug del consumo energetico</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/08/02/2012/linux-3-2-includera-un-fix-per-il-powerbug/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto pare, la politica degli sviluppatori del kernel Linux riguardo il ben noto bug del consumo energetico consiste nell&#8217;applicare le patch relative il più presto possibile: dal team di sviluppo infatti è stato annunciato che la versione 3.2.5 sarà &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/08/02/2012/linux-3-2-includera-un-fix-per-il-powerbug/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare, la politica degli sviluppatori del kernel <a href="http://www.oneopensource.it/tag/linux/">Linux</a> riguardo il ben noto bug del <a href="http://www.oneopensource.it/06/12/2011/linux-3-3-rimediera-al-bug-del-risparmio-energetico/">consumo energetico</a> consiste nell&#8217;applicare le patch relative il più presto possibile: dal team di sviluppo infatti è stato annunciato che la <strong>versione 3.2.5</strong> sarà una release contenente una sola patch rispetto alla precedente, e sarà la patch che si presume possa risolvere in maniera definitiva il bug.</p>
<p>Il motivo di questa decisione essenzialmente è che la maggior parte dei distributori che hanno anche collaborato in upstream per identificare ed eliminare il problema, nella prossima release stabile delle rispettive distro includerà <strong>Linux 3.2</strong> come kernel, quindi case come <a href="http://www.oneopensource.it/tag/canonical/">Canonical</a>, Red Hat e Novell potranno includere il fix senza abbandonare un ramo del kernel più rodato.</p>
<p><span id="more-8058"></span><strong>Greg Kroah-Hartman</strong> ha anche <a href="https://lkml.org/lkml/2012/2/3/409">commentato</a> l&#8217;unicità della patch contenuta nel changelog dicendo che tale release sarà al solo scopo di poter controllare effettivi miglioramenti in maniera agevole da parte di tutti. <a href="http://www.oneopensource.it/tag/ubuntu-12.04/">Ubuntu 12.04</a> quindi non soffrirà più del problema del consumo energetico, così come <a href="http://www.oneopensource.it/tag/fedora-17/">Fedora 17</a>, e tutte le distribuzioni basate sul kernel <strong>Linux 3.x</strong>.</p>
<p>Tutto ciò, naturalmente, nonostante il fatto che in <strong>Linux 3.3</strong> il problema sia già stato risolto. La patch applicata in Linux 3.2.5 è frutto di un&#8217;operazione di backport.</p>
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		<title>Linux Mint 12 KDE provata per voi</title>
		<link>http://www.oneopensource.it/06/02/2012/linux-mint-12-kde-provata-per-voi/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Biancalana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Distro Linux]]></category>
		<category><![CDATA[kde]]></category>
		<category><![CDATA[Linux Mint 12]]></category>
		<category><![CDATA[mint]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai il lato oscuro ha preso possesso delle mie macchine, e KDE ha vinto nel mio cuore su Unity e GNOME, almeno per adesso, dato che riesce a farmi completare i miei compiti in maniera abbastanza agevole dopo averlo minuziosamente &#8230; <a href="http://www.oneopensource.it/06/02/2012/linux-mint-12-kde-provata-per-voi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai il lato oscuro ha preso possesso delle mie macchine, e <strong>KDE</strong> ha vinto nel mio cuore su <a href="http://oneopensource.it/tag/unity/">Unity</a> e <a href="http://oneopensource.it/tag/gnome/">GNOME</a>, almeno per adesso, dato che riesce a farmi completare i miei compiti in maniera abbastanza agevole dopo averlo minuziosamente piegato al mio volere. È per questo che mi ha incuriosito la nuova <a href="http://oneopensource.it/tag/mint/">Linux Mint 12 KDE</a>, rilasciata proprio in questi giorni.</p>
<p><span id="more-8029"></span>Ho scaricato la distribuzione, l&#8217;ho infilata con <strong>UNetBootin</strong> su una penna USB e ho cominciato il mio test, prima tramite LiveCD e successivamente tramite installazione fisica: la distro si presenta completa, ben fatta, fornita di tutto ciò che serve ad un utente medio per svolgere i suoi compiti quotidiani in un ambiente desktop decisamente user friendly, traguardo ambito e già raggiunto in parte da <a href="http://oneopensource.it/tag/ubuntu/">Ubuntu</a>.</p>
<p><strong>Linux Mint 12 KDE</strong> include direttamente <strong>Firefox 9</strong>: molto probabilmente grazie al cambio di politica nei repository della distro madre, sarà presto disponibile per questa distribuzione anche <a href="http://www.oneopensource.it/01/02/2012/firefox-10-disponibile-per-il-download/">Firefox 10</a>, rilasciato da poco; onestamente, nella navigazione, mi ha molto colpito che fosse impostato <strong>DuckDuckGo</strong> come motore di ricerca predefinito. Ok, magari servirà a contrastare la posizione forse eccessivamente dominante di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/google/">Google</a> tra i motori di ricerca, ma da una distribuzione come <a href="http://www.oneopensource.it/tag/mint">Mint</a>, che ha sempre un occhio di riguardo verso l&#8217;utente, questo non me lo sarei aspettato.</p>
<p>La seconda cosa che non mi ha convinto è stata l&#8217;inclusione di <strong>KDE 4.7.4</strong>, anche se questa piccola defaillance può essere considerata almeno dal sottoscritto come un&#8217;attenzione maggiore verso la stabilità: essendo stato reso disponibile infatti <a href="http://www.oneopensource.it/26/01/2012/kde-4-8-disponibile-per-il-download/">KDE 4.8</a>, ci si sarebbe aspettati quantomeno un lavoro di adattamento. Tuttavia, forse, è meglio così: il team non ha fatto inutili corse, e ha preferito includere una versione dell&#8217;ambiente desktop più rodata.</p>
<p>Ai power user più smaliziati, farà piacere sapere che l&#8217;immagine su cui viene distribuita la distro è una <strong>Hybrid ISO</strong>: questo significa che il filesystem dell&#8217;immagine disco è maggiormente versatile e introduce parecchie innovazioni, pur rimanendo compatibile con i vecchi sistemi di booting da media tradizionali, come UNetBootin o il più classico CD-ROM.</p>
<p>In ogni caso, nonostante la mancanza di <a href="http://www.oneopensource.it/tag/kde/">KDE 4.8</a>, release molto apprezzata dal sottoscritto, la distribuzione si presenta bene. Fateci sapere la vostra opinione a riguardo.</p>



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		<strong class="title">Galleria</strong>
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