About Andrea de Palo
Laureato in informatica, si interessa e scrive di software libero/aperto dall'inizio del secolo corrente; attualmente lavora come consulente IT, dedicandosi principalmente alla programmazione Python ed alla gestione di DB Oracle.
Dopo un periodo di silenzio, Apache Foundation ha condiviso con la comunità lo stato attuale di OpenOffice ed i piani relativi al 2012; pur dovendosi confrontare con un progetto già attivo (i rilasci di LibreOffice avvengono regolarmente), Apache Foundation sembra volersi prendere tutto il tempo necessario al “riavvio” del progetto.
Dalla lettera pubblicata sul blog della fondazione, infatti, appare evidente come Apache Foundation intenda consolidare il terreno prima di dare il via a nuovi sviluppi.
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Natale potrebbe essere arrivato in anticipo, per gli utenti scontenti di KDE restii a migrare verso ambienti desktop GTK+: dalla fredda Russia è infatti arrivato Razor-Qt, un desktop environment leggero basato sulle stesse librerie di KDE.
Razor-Qt è un desktop environment nel senso più classico del termine: pannello inferiore, desktop (con icone), menù tradizionale, gestione delle sessioni e delle impostazioni sono i componenti alla base di quello che può essere visto come la controparte Qt di LXDE.
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L’era della messaggistica proprietaria sembra volgere al termine: anche Microsoft si è infatti aggiunta alla lista di aziende che supporta il protocollo di comunicazione XMPP.
Grazie a questa decisione, a breve sarà possibile collegarsi alla rete Microsoft Live utilizzando un client XMPP; oltre al protocollo standard sono inoltre supportate estensioni come vCard, chat state notifications e delayed delivery.
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Nella lunga storia che contrappone GNOME a KDE, la scelta del login manager ha da sempre rappresentato un ulteriore motivo di differenziazione: GDM per le distribuzioni che preferiscono le librerie GTK e KDM per quelle che invece prediligono Qt.
Ubuntu 11.10 ha infranto questa regola adottando LightDM, un nuovo login manager che offre una netta separazione tra backend e frontend, permettendo quindi la scrittura di interfacce grafiche differenti basate però sullo stesso “motore”.
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Oltre ad offrire una versione di GNOME 3 particolarmente personalizzata, Linux Mint 12 è stata la prima distribuzione ed offrire in maniera ufficiale il desktop environment MATE.
Nato come fork di GNOME 2.x, questo progetto si prefigge l’obiettivo di fornire un desktop tradizionale, proseguendo sulla strada del suo progenitore.
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Nonostante l’interesse verso il mondo mobile, Ubuntu resta profondamente legata al mondo dei PC e l’ultima discussione relativa alla scelta dei kernel della versione 12.04 LTS ne è la prova.
Su richiesta del kernel team, infatti, era stata proposta la rimozione dei kernel non-PAE, quelle versioni particolari di Linux che non sono in grado di gestire più di 4 GB di RAM su CPU a 32 bit.
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La quasi totalità degli introiti di Mozilla deriva da accordi con Google: ogni anno il colosso di Mountain View versa milioni di dollari nella casse della mamma di Firefox in cambio dell’utilizzo del suo motore di ricerca come servizio predefinito.
Una così stretta dipendenza da Google potrebbe diventare un grosso problema, soprattutto ora che Chrome ha superato Firefox come quote di mercato: in molti si chiedono infatti quanto Google possa essere interessata a finanziare un progetto concorrente.
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Nonostante GNOME 3 sia quasi giunto alla sua terza incarnazione (GNOME 3.4 è previsto per marzo), il nuovo look del desktop environment e delle sue applicazioni principali non sono ancora definitivi.
Oltre alla presentazione del nuovo look di Epiphany, gli sviluppatori hanno lasciato trapelare anche alcuni mockup riguardanti Nautilus ed il sistema di notifiche.
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Tempo di rifiniture per i progetti open source: dopo la presentazione di GNOME Ever Datail Matters, infatti, anche gli sviluppatori di Ubuntu hanno inaugurato un nuovo ciclo della loro iniziativa One Hundred Paper Cuts.
Come ogni recente rilascio di Ubuntu, anche la versione 12.04 riceverà quindi l’attenzione di utenti e sviluppatori intenzionati a rifinire qualsiasi “spigolo” della distribuzione.
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