Author Archives: Fernando Marino'

RefactorMyCode: un altro progetto in salsa Web 2.0

Ormai sulla rete delle reti spopolano i siti che traggono a piene mani dalle linee guida del cosiddetto Web 2.0, e di recente è arrivato un nuovo progetto che ha molto in comune con la filosofia open ed è volta ad aiutare gli sviluppatori.

Sto parlando di refactormycode.com, un sito in cui la gente posta porzioni di codice che vengono visionati da chiunque visiti il sito nella speranza che qualcuno suggerisca delle revisioni da apportare, refactoring appunto.

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Niente più Java ME

Stando a quanto ha comunicato James Gosling di Sun Microsystems, Java Mobile Edition, cioè la versione installata sui cellulari e su molti PDA, è giunta al capolinea e non verrà più sviluppata.

Secondo Gosling, Java Me non ha più ragione di essere in quanto i terminali mobili ormai sono abbastanza potenti per reggere la versione completa di Java (Java SE).

Questa di per se è una buona notizia, perché significherebbe fornire maggiore potenza per le applicazioni Java e meno limitazioni e problemi per i programmatori.

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Arriva NetBeans 6 beta 2

A poco più di un mese di distanza dal rilascio della prima beta di NetBeans 6, ecco che fa la comparsa la seconda versione.

Questa seconda beta corregge essenzialmente i bug segnalati dagli utenti e compie un ulteriore passo verso la versione finale.

NetBeans è un ottimo IDE modulare open source scritto interamente in java, sviluppato dalla stessa Sun Microsystem.

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GCC abbraccia la GPL 3

GCC è uno dei più famosi compilatori Open Source che popolano il panorama del free software, GNU Compiler Collection include il supporto per C, C++, Objective-C, Fortran, Java, e Ada e ormai da molto tempo adotta come licenza la GPL2, uno dei pilastri della FSF.

Con la recente release 4.2.2 oltre ai soliti bugfix troviamo un’importante novità, vale a dire il cambio di licenza che ora passa alla tanto criticata GPL3.

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Prove di Open Source a Redmond

A quanto pare Microsoft non può più ignorare il fenomeno open source e nei giorni scorsi la Microsoft Developer Division ha annunciato che presto sarà possibile accedere al codice sorgente del suo .NET framework.

La licenza sarà la Microsoft Reference License e andandola a leggere si scopre che l’accesso al codice è assai limitato, non si potrà infatti né copiare né redistribuirne il suo contenuto, neanche parzialmente.

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Mono Develop finalmente in beta

Continua lo sviluppo di Mono Develop, l’ambiente di sviluppo di riferimento per la comunità open source che gira intorno al .Net framework e al suo gemello aperto Mono, e finalmente vede la luce la prima beta di un IDE decisamente interessante con caratteristiche in grado di soddisfare anche gli utenti più esigenti.

In questa prima beta oltre alla solita correzione dei bug, gli sviluppatori hanno inserito il supporto completo ai progetti scritti in C/C++, migliorie nella gestione dei database e una serie di aiuti nell’editor per la scrittura e il debug delle applicazioni.

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LLVM: la nuova era delle virtual machine

Negli ultimi 10 anni, abbiamo assistito ad un imponente cambio di rotta nell’industria software e nei linguaggi di programmazione. Tale cambiamento è iniziato in maniera massiccia prima con Java e poi con il .Net framework di Microsoft e consiste nell’ormai noto sistema formato da una Virtual Machine e da un compilatore che non produce più codice nativo, bensì bytecode. Questo ha permesso all’industria di rendersi indipendente dall’hardware sottostante, così come dal sistema operativo su cui dovranno girare le applicazioni.

Tutte queste però in generale sono macchine virtuali molto complesse che elaborano un bytecode abbastanza distante dai linguaggi macchina. Questo si traduce essenzialmente in prestazioni non eccelse e in Virtual Machine molto complesse e spesso pachidermiche.

LLVM ha cercato di spingere ancora di più sull’indipendenza hardware e software delle applicazioni, in più ha introdotto una certa indipendenza dal linguaggio di programmazione base.

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QT Jambi va in gold

Continua lo sviluppo delle ottime librerie QT, le librerie grafiche sviluppate da trolltech e alla base di KDE.

Per garantire maggiore versatilità e aumentarne quindi la diffusione, trolltech ha prodotto diverse interfacce per i linguaggi di programmazione più diffusi e di recente è arrivata la release finale delle QT Jambi, vale a dire l’interfaccia che permette di usare le QT con Java.

Jambi è disponibile per Windows, Linux e Mac, mantenendo quindi lo spirito pienamente multipiattaforma sia di Java, che delle QT stesse. Sono disponibili vari look & feel per meglio integrarsi sulle piattaforme su cui girano e devo dire che i risultati sono notevoli.

Sono disponibili vari strumenti per disegnare le interfacce, uno di questi si integra con eclipse.

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Mysql 6, che cosa ci aspetta?

Allo stato attuale non si sa molto sulla prossima major release del popolare database open source, tuttavia grande interesse si sta sviluppando intorno a Falcon, il prossimo storage engine sviluppato internamente da MySQL AB che andrà a sostituire il caro vecchio InnoDB.

Questo passaggio del testimone, in realtà, è un passo obbligato in quanto InnoBase, la società dietro InnoDB, è stata acquistata da Oracle nell’Ottobre 2005. Falcon si proporrà come alternativa all’ottimo InnoDB, ci si aspetta quindi un engine transazionale completo e scalabile.

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Java che verrà

Al 2007 JavaOne conference, oltre alle tante succose novità che in parte abbiamo già discusso, ha fatto la sua prima comparsa un progetto chiamato Consumer JRE, vale a dire una Virtual Machine di Java che più si adatta all’utente medio.

Qual è in dettaglio lo scopo di questo progetto quindi? Migliorare tutte quelle caratteristiche a cui sta attento un utente medio, rendere le applicazioni Java più piacevoli andando a colpire tutti i punti chiave da sempre criticati all’intera piattaforma java: tempi di caricamento, velocità (in special modo le applicazioni con interfacce grafiche) e compattezza della jre.

Andando con ordine, per ridurre i tempi di caricamento, il team di sviluppo sta lavorando per implementare un meccanismo di quickstart, ovvero precaricare in memoria parte della virtual machine, in modo da non doverla sempre richiamare durante l’avvio di un’applicazione. Questo in parte già avviene con le applet e le applicazioni web start, l’obbiettivo è quindi estendere questa funzionalità a tutte le applicazioni java.

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