PulseAudio, il server sonoro che gira sopra il più classico ALSA, è stata la croce e delizia di Ubuntu Hardy. Molti utenti ne lamentavano i problemi con applicazioni che si ammutolivano, ma sembra che con Ubuntu 8.10 le cose vadano meglio. Soprattutto molti si chiedono a cosa serva di preciso.
PulseAudio può svolgere una funzione importante di interfaccia tra le applicazioni audio e la struttura sottostante di ALSA. Invece di un dialogo “diretto”, PulseAudio si incarica di raccogliere le richieste delle diverse applicazioni e poi smistarle verso ALSA.
Il risultato è che possiamo fare diverse cose: la più comune è quella di abbassare o alzare il volume di una applicazione direttamente dall’interfaccia di Pulse, regolandolo in base al volume di altre applicazioni.
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Non c’è un comunicato ufficiale, ma da ora è possibile scaricare l’immagine di Haiku con il suffisso “alpha” dal sito ufficiale del progetto.
Per chi non lo sapesse, Haiku è la reincarnazione Open Source di BeOS, un sistema operativo desktop che, negli anni ’90, offriva già alcune delle caratteristiche che solo più tardi sarebbero comparse nei concorrenti: forte orientamento alla multimedialità, multithreading spinto pensato per sfruttare più processori, file system journaled.
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“Il giorno anti-pirateria”? Macché, è il giorno “anti-utenti”. È questo il commento sarcastico che la Free Software Foundation ha affidato al suo blog ufficiale per rispondere al “Global Anti-piracy Day” della Microsoft.
Il post critica il termine “pirata” per descrivere chi fa copie non autorizzate del software. Ma soprattutto se la prende con la campagna di Redmond che descrive i “pirati” come dei criminali internazionali da cui difendersi.
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Anche se nel 2003 il Parlamento Europeo modificò (rendendola inoffensiva) una direttiva per la brevettabilità del software, il pericolo è ancora in agguato. Voci insistenti dicono che la BSA (Business Software Alliance, l’organizzazione che raccoglie le “major” del software commerciale), già autrice della direttiva del 2003, stia per tornare all’attacco.
La Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) aveva organizzato in Settembre il “Stop Software patents” mondiale e lanciato una petizione contro i brevetti.
A poca distanza, un gruppo di attivisti della stessa FFII ha lanciato un’altra petizione specifica sull’Europa.
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Android, ovvero il sistema operativo di casa Google basato sul kernel Linux e indirizzato ai telefonini di ultima generazione, è diventato ufficialmente open source. A darne l’annuncio è il blog degli sviluppatori di Android.
Google ha aperto un sito ufficiale in cui è possibile scaricare il codice sorgente, riportare dei bug, proporre patch.
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Ext4 è l’evoluzione di Ext3, il filesystem standard del kernel Linux. Introdotto per la prima volta in Linux 2.6.19 come “Ext4dev” (dove dev sta per development, cioè sviluppo) adesso è diventato semplicemente Ext4, modifica che indica il prossimo rilascio stabile nel kernel 2.6.28.
Tra le novità, la possibilità di volumi fino a 1024 Petabyte, il supporto agli extent (tecnica che consiste nel preallocare lo spazio necessario per un file, prima che termini la sua scrittura, così da ridurre la frammentazione), l’allocazione ritardata (cioè l’allocazione dello spazio e la scrittura avvengono prima “virtualmente”, in memoria, e solo dopo vengono fisicamente realizzate su disco nei tempi morti).
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Avete presente la Time Machine di Mac OS X? Bene, perché OpenSolaris si è messo in testa di fare di meglio.
OpenSolaris è il progetto open source di Sun nato dopo il rilascio del kernel e delle librerie di Solaris sotto la licenza CDDL. Da Maggio è però diventato anche una distribuzione ufficiale di Sun, curata da Ian Murdock, il creatore di Debian GNU/Linux. Attualmente siamo alla prima versione, la 2008.5, e per Novembre si attende un nuovo rilascio.
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Chi l’ha detto che il software libero è una prerogativa dei sistemi operativi liberi? In realtà una considerevole quantità di programmi open source è multipiattaforma e costituisce il primo approccio al mondo libero per molti utenti ma anche una via di fuga per chi a casa usa GNU/Linux o FreeBSD ma a lavoro è costretto a Windows. Per non contare le migliaia di aziende che così risparmiano un bel po’ senza sconvolgere l’infrastruttura informatica.
OpenDVD è un’ampia raccolta di software libero per Windows curata dal “Centro di Competenza per l’open source e il software libero”, per gli amici open@polito e in particolare dagli studenti di linux@polito.
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Tra meno di un mese gli Stati Uniti eleggeranno il loro nuovo presidente. Sia che tifiate per Obama, sia che siate sostenitori di McCain, probabilmente vorreste che non si ripetesse il triste spettacolo delle elezioni presidenziali del 2001, quando i “problemi” con il voto in Florida tennero il mondo sospeso per alcuni giorni.
Una soluzione, secondo l’Open Voting Consortium, è il software libero/open source. Il software proprietario è segreto, spiegano quelli dell’OVC, e quindi non è trasparente e affidabile. Inoltre mette le elezioni nelle mani di una azienda senza nessun controllo.
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Tra le novità di GNOME 2.24 non segnalate dall’annuncio ufficiale, ne spicca una che forse farà contenti molti utenti che usano il client di posta e “personal information manager” Evolution.
Evolution 2.24 è infatti in grado di utilizzare la rubrica remota di Gmail, il servizio di posta elettronica di Google.
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