Arriva prontamente la smentita alle affermazioni di Michael Meeks che abbiamo riportato alcuni giorni fa.
La discussione di Meeks sul suo blog ha aperto numerose discussioni, alimentate anche dal fatto che nel post si incoraggiavano gli utenti a contribuire al fork Go-OO, controllato da Novell (da cui Meeks è stipendiato).
A smentire i dati rilevati da Meeks è John McCreesh, coordinatore del Progetto Marketing di OpenOffice.org, che ha riportato dati ufficiali che descrivono una situazione ben diversa da quella catastrofica presentata.
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È stata rilasciata da qualche giorno KOffice 2.0 Beta 5. Per chi non la conoscesse, KOffice è una suite completa di software per ufficio principalmente sviluppata per KDE, ma utilizzabile anche in ambiente Gnome.
Il team di sviluppo di Koffice sta rilasciando versioni beta ad intervalli regolari (circa una al mese), pertanto si spera che entro pochi mesi venga rilasciata la versione 2.0 stabile.
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Nokia ha annunciato sul sito ufficiale di Qt che la prossima release del framework (la 4.5, pianificata per marzo 2009) verrà rilasciata secondo i termini della licenza LGPL.
Qt è un diffuso framework per sviluppo di software che supporta Linux, Windows e Mac OS X oltre a diversi sistemi operativi per dispositivi mobili.
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Michael Meeks dal suo blog lancia un messaggio allarmante: il progetto OpenOffice.org rischia di essere abbandonato.
Statistiche alla mano, Meeks mostra come il numero di sviluppatori che lavorano su OpenOffice stia continuamente diminuendo (al momento si stimano circa 24 programmatori), mentre nel caso di progetti “sani” quali lo sviluppo del kernel Linux tale numero è in continuo aumento (si stima che attualmente siano circa 300, in crescita).
Importante, poi, prosegue Meeks, rilevare come nel caso di OpenOffice siano quasi completamente assenti i contributi derivanti dall’apporto di grandi industrie, Sun su tutte: le motivazioni di questa scelta non sono chiare, ma i dati riportati parlano da soli.
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Google ha annunciato la prima release della nuova versione del suo browser: Chrome 2.0. Per la precisione si tratta della release 2.0.156.1.
La prima versione del programma ha colpito positivamente per alcune delle sue caratteristiche innovative (tra le altre, ricerca dalla barra indirizzi, dei siti Web più visitati e navigazione in incognito), ma ha sollevato anche diversi dubbi in particolare riguardo la privacy dei dati degli utenti.
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