OpenXC è una nuova piattaforma di ricerca che ha come obiettivo consentire agli sviluppatori di creare software e hardware che funzionino in modalità plug&play all’interno dell’auto. Il progetto è stato presentato durante il TechCrunch Disrupt.
Nasce da una collaborazione fra Ford e Bug Labs, provider che lavora con hardware e software open source.
The Document Foundation ha lanciato da ieri il progetto di certificazione per LibreOffice. Cinque le possibilità offerte:
migrazione;
integrazione;
sviluppo;
training;
supporto.
La certificazione sarà personale e le organizzazioni potranno conseguirla se avranno tre membri certificati in diversi settori. Con una persona certificata per settore si conseguirà il massimo livello: Migration Competence Center.
Pedro, utente del forum italiano di Mint, ha appena rilasciato – grazie alla collaborazione di altri utenti del forum – una versione di Mint 11 con desktop GNOME 3. E relativa Shell. Si chiama GnoMint.
Essendo Mint una derivata di Ubuntu, pur non avendo voluto passare a Unity, l’ultima release aveva infatti ereditato la precedente versione di GNOME, nonostante le ambizioni del team di eseguire l’upgrade autonomamente.
Potrebbe essere Chrome il primo browser a integrare la videochiamata VoIP, seguito a ruota da Firefox e Opera. È quello che si scopre leggendo l’annuncio dell’ingresso del progetto WebRTC in Chromium, anticamera per l’approdo in Chrome.
Cnet ha inoltre trovato un post in una discussione fra sviluppatori di Chromium che indica come gli ingegneri di Google lavorino sodo al progetto.
Linux è senza dubbio il motivo per cui tutti noi conosciamo Linus Torvalds. E indubitabilmente Linus passerà alla storia per questo, ma forse in futuro non sarà ricordato per il sistema operativo cui ha dato vita, ma per qualcosa di ancora più grosso.
Non certo Git, l’altro grande progetto opera di Linus. Progetto che a dire il vero qualcuno sostiene sia addirittura più importante del kernel Linux. Discussione ancora senza un punto fermo.
Dimenticandoci un attimo di Linux e Git, sono recentemente capitato su una discussione su Slashdot in cui Glyn Moody sostiene che il maggior contributo di Linus all’umanità sia stato il concetto di open innovation.
Qual è il motivo per cui Linux non sfonda sui desktop? Trovo molto interessante una risposta in cui mi sono imbattuto su Quora e che mi piace proporre qui dopo l’ampia discussione scaturita dal post sui nuovi desktop Linux.
L’autore della risposta è Dheera Venkatraman, graduate student del Mit. Non una voce autorevole, ma che propone interessanti osservazioni. Ecco in sintesi la sua spiegazione:
Webian è un progetto open source per la realizzazione di un browser dedicato a tutti i sistemi operativi, PC e touch, che non hanno bisogno di un desktop. Al momento si può scaricare solo un prototipo, disponibile per Windows, OS X e Linux.
Il browser in questione è stato battezzato shell ed è per il momento alla versione 0.1, ma con un piano di sviluppo già a buon punto e per il quale si cercano contributi. Obiettivo del progetto è trattare le Web app per quello che sono, o vorrebbero essere: programmi in tutto e per tutto.
Kongoni è la traduzione in lingua Shona di Gnu, l’animale simbolo del progetto Gnu, appunto. Con questo nome è stata battezza una derivata di Slackware rigorosamente free, la cui nuova versione Firefly è giunta da poco alla stata Release Candidate 2.
Kongoni, che viene distribuita in LiveCD, include solo software free approvato dalla Free Software Foundation e usa il Kernel Linux Libre 2.6.37-6, il browser IceCat e DuckDuck Go come motore di ricerca principale, ma nessuna suite per l’ufficio. Sembrerebbe una distro per duri e puri, ma non è proprio così.
Con l’uscita di Mint 11 abbiamo avuto la certificazione che le novità per attecchire hanno bisogno di tempo. Mint infatti si presenta con il vecchio Gnome 2.32 come desktop di default e Fabio Erculiani mi ha raccontato che probabilmente anche Sabayon 6 farà una scelta simile, pur passando a Gnome 3.0: escluderà cioè la Shell come desktop di default. Eppure GNOME Shell è il desktop più innovativo e funzionale. Senza nulla togliere a KDE, che richiede un certo lavoro di personalizzazione per dare il massimo, e Unity, che ha portato su Linux lo schema consolidato dock+global menu di Mac Os X.
Le novità sono state presentate da Ubuntu e Fedora: la prima con Unity in versione desktop, la seconda sposando in toto il progetto GNOME Shell.
Da quest’anno la dichiarazione dei redditi si può fare anche su Linux. L’Agenzia delle Entrate si è finalmente presa la briga di supportare almeno le principali distribuzioni, vale a dire Ubuntu e Fedora (anche Red Hat 9 per la precisione).
Il software è lo stesso in distribuzione per Mac e Windows. È disponibile sia per il modello 730 che per quello Unico Persone Fisiche.