Archivio categoria 'embedded'

Ubuntu arriva su Nexus One

Ubuntu su Nexus One

Perché accontentarsi di Android su Nexus One quando si può avere Ubuntu? Questa la domanda che si deve essere fatto uno “smanettone” che, basandosi sull’ottimo lavoro fatto sul forum di XDA developer, ha deciso di tentare l’impresa di far girare Ubuntu sullo smartphone di Google.

In questo caso, è bene precisarlo, non si tratta di una versione di Ubuntu avviabile al boot del telefono ma di un ambiente chroot costruito su Nexus One (su cui si abbiano privilegi di root), utile per far convivere Ubuntu con Android. La procedura di installazione è stata descritta accuratamente su Nexus One Hacks.

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Meego: arriva la versione per smartphone

MeeGo per smartphone

Terza incarnazione per MeeGo, il sistema operativo con cuore pulsante Linux di Intel e Nokia, nato dalla fusione tra Moblin e Maemo.

L’avevamo dapprima visto girare sui netbook, quindi, acquistando il supporto al multitouch, l’abbiamo visto quale prototipo (in pre-alpha) di sistema operativo per tablet: il terzo passo era solo questione di tempo.

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Nokia sceglie MeeGo al posto di Symbian per la sua serie N

Nokia, MeeGo logos

Confermando le ipotesi di alcuni analisti/utenti/sviluppatori e lasciandone perplessi un numero equivalente, Nokia ha annunciato l’intenzione di utilizzare MeeGo sui dispositivi della serie N, abbandonando Symbian.

L’obiettivo del colosso finlandese è utilizzare il framework Qt (lo stesso di KDE) per sviluppare applicazioni che siano eseguibili sia sulla sua piattaforma di fascia alta, MeeGo, che su quella di fascia medio-bassa, cioè Symbian.

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Ubuntu Light si mostra su un Dell 14R

Ubuntu and Dell logos

Poco da dire ma ben sei minuti di video in cui osservare l’aspetto e il comportamento di Ubuntu Light, la versione “instant on” di Ubuntu annunciata qualche mese fa da Mark Shuttleworth.

Nel video viene mostrato anche un bootloader dal design semplice ed elegante, che permette di scegliere tra Ubuntu Light e Windows; interessante la descrizione data alla voce di Ubuntu Light: “Get online fast”.

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Android 2.2 Froyo, disponibile il codice sorgente

Android Froyo

A quanto pare Google ha intenzione di rispettare completamente la tabella di marcia, non deludendo nessuno degli appassionati sia di smartphone che del pinguino: è stato infatti rilasciato il primo codice sorgente ufficialmente dichiarato stabile di Android 2.2 “Froyo”. Questa release segna un passo importante sia per il sistema operativo di casa Google, che raggiunge così un nuovo stadio di maturità del software, sia per i produttori, che potranno contare su un sistema operativo stabile, pur avendo iniziato i lavori per un update dei propri dispositivi già da qualche tempo.

A godere dell’aggiornamento a Android 2.2 saranno sicuramente tutti i dispositivi di punta dei principali produttori, ma anche parecchi smartphone della generazione precedente potranno ricevere questa nuova versione grazie a delle ROM personalizzate da alcuni hacker della comunità.

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Nuova interfaccia per Android Gingerbread, parola di Google

Android NexusOne UI

Definire lo sviluppo di Android come “inarrestabile” è quasi riduttivo: non è ancora arrivato sui terminali Android 2.2 Froyo e già pensa in grande alla prossima major release: Gingerbread.

L’obiettivo è decisamente impegnativo: lavorare sull’aspetto grafico di Android e rendere inutili le interfacce personalizzate (HTC Sense e Motorola Motoblur, per esempio) sviluppate dai produttori di dispositivi.

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Commodore rinasce e vende PC all-in-one con Ubuntu

CBM

Chi non sa cosa sia Commodore alzi la mano (e speriamo di vederne poche di mani alzate..). Commodore Business Machines è la storica società che produsse, tra le altre, due pietre miliari nella storia dell’Informatica: il Commodore 64 e l’AMIGA (acronimo di Advanced Multitasking Integrated Graphics Architecture, o per lo meno così ci raccontarono).

La società ha dichiarato bancarotta nel 1994, ed è poi rinata in seguito a varie operazioni finanziarie, ma il grande pubblico non ne ha mai più sentito effettivamente parlare.

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Pandora: in vendita la console per videogiochi open source

pandora

I primi esemplari di Pandora sono finalmente in vendita. Una “console” descritta come l’esatto opposto dei prodotti Sony o Nintendo, ovvero sistemi assolutamente proprietari.

In questo caso non soltanto il sistema operativo, ma persino l’architettura hardware è dichiarata assolutamente “open”.

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Prime notizie su Android 2.2 “Froyo”

Android Royo

Forte degli ottimi risultati negli ultimi mesi dal suo sistema operativo open source per dispositivi mobili, Google si prepara al rilascio di Android 2.2, nome in codice Froyo (da “Frozen Yoghurt”, per restare in tema con le versioni precedenti).

Fra le novità più interessanti che saranno incluse, un compilatore JIT (Just In Time) che promette una velocizzazione del codice fino a 3 volte, e contemporaneamente contribuisce al risparmio energetico, un kernel Linux aggiornato e meno “affamato” di RAM, aggiornamenti anche per il supporto OpenGL Es 2.0 e introduzione del supporto a Flash 10.1.

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Microsoft si accorda con HTC: attacco o difesa di Android?

Android Microsoft HTC

La notizia è di quelle scottanti, di quelle che vanno lette con attenzione e che hanno implicazioni non sempre chiare: Microsoft e HTC hanno siglato un accordo che consente al produttore di smartphone (HTC) di poter usare alcuni brevetti Microsoft.

Non è ancora chiaro quali sono i brevetti interessati e non è nemmeno chiaro quanto costerà tutto questo ad HTC. Quel che è certo è che si tratti di brevetti relativi ad alcune tecnologie usate da Android.

L’antefatto. Apple nel mese di marzo ha citato in giudizio HTC per la violazione di circa una ventina di brevetti. Stando alle valutazioni degli esperti questi brevetti interessano sia gli smartphone HTC Windows-Based che quelli Android-Based. Molti però leggono in questa mossa di Apple più un attacco a Google che a Microsoft.

Microsoft oggi comunica di aver siglato un accordo con HTC. Questo accordo garantirà ad HTC l’utilizzo dei brevetti Microsoft mettendola quindi al sicuro anche da un attacco dall’azienda di Redmond. È come dire che HTC ora deve solo preoccuparsi degli attacchi da parte di Apple.

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