Sarebbe dovuta essere IBM l’acquirente e invece, con una mossa a sorpresa, è stato Larry Ellison a entrare in scena con decisione: Oracle ha comprato Sun Microsystems.
L’acquisizione costerà alla società di Ellison la bellezza di 7,4 miliardi di dollari, una cifra elevata ma non esagerata rispetto al valore dei progetti di proprietà di Sun Microsystems: Java, Solaris, MySQL, OpenOffice e VirtualBox.
Scott McNealy, co-fondatore e chairman di Sun ha commentato l’acquisizione dicendo che:
Questa combinazione è una naturale evoluzione del nostro rapporto e sarà un evento in grado di definire un settore
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Secondo una notizia apparsa oggi sul Wall Street Journal, ripresa anche dal Sole 24 Ore, IBM sarebbe in procinto di definire un accordo con Sun per l’acquisizione del gigante di Santa Clara, alla modica cifra di 6,5 miliardi di dollari.
Le trattative sono ancora in corso, e il finale della vicenda nient’affatto scontato, ma, sempre secondo il “WSJ”, già durante la prossima settimana l’acquisizione potrebbe essere conclusa e annunciata ufficialmente. Si tratterebbe della prima maxi-acquisizione da parte di Big Blue, che ha sempre portato al suo interno aziende piccole e medie, ma senza mai investire grosse cifre per acquisire asset significativi.
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A quanto pare Xandros, società madre dell’omonima distribuzione recentemente diventata famosa soprattutto grazie ai piccoli Asus EeePC, sarebbe in procinto di acquistare la più nota Linspire, distribuzione fondata e voluta da Michael Robertson, già fondatore di MP3.com.
Secondo alcune voci di corridoio, derivanti da una lettera inviata agli azionisti, l’acquisizione riguarda tutte le attività di Linspire, ovvero la distribuzione Linspire, la sua alternativa libera Freespire e il noto servizio Click’n'Run per l’installazione al volo di software via Web. E non mancano le polemiche.
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Parliamo ancora una volta di acquisizioni nel mondo open source, questa volta è stato il turno della Blue Sunrise che è stata acquisita dalla Hippo.
L’acquisizione risulta strategicamente importante in quanto la Hippo, che è una società olandese, ha assorbito la società americana Blue Sunrise, precisamente di San Francisco.
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Lo scorso febbraio Apple ha acquistato CUPS, portando sotto il suo marchio tutto il codice sorgente che è alla base di quasi tutte, se non proprio tutte, le distribuzioni Linux e la maggior parte dei sistemi BSD (MacOSX incluso).
Michael R. Sweet, il papà del Common Unix Printing System, ha precisato di essere stato assunto dalla casa di Cupertino, ma che continuerà a sviluppare e supportare CUPS secondo le licenze GPL2/LGPL2. Esattamente come prima. Solo che lo farà da dipendente Apple.
C’è qualcosa, però, che non convince. Innanzitutto l’annuncio è stato fatto con ben cinque mesi di ritardo, che informaticamente parlando non sono pochi. Inoltre è ben specificato che la licenza utilizzata resterà la seconda versione della GPL/LGPL alla quale, a chiarire ogni dubbio sulle intenzioni di Apple, è stata aggiunta una clausola, di cui riporto uno stralcio:
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