Risultano ben note le cause legali che contrappongono Apple a Samsung e HTC, che coinvolgono alcuni brevetti che la casa dalla mela si dice convinta siano stati violati dalle due controparti o il semplice pedissequo emulare le forme dei suoi prodotti.
Non siamo addentro alla questione abbastanza per sostituirci ai giudicanti il processo, ma riteniamo interessanti, dal punto di vista puramente economico, le considerazioni fatte a tal proposito da OSNews: Apple ha paura di Android.
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La guerra sui copyright e in particolare su quello riguardante il termine “app store” ha colpito anche un piccolo progetto open source di nome Amahi: Apple ha infatti chiesto la cessazione dell’utilizzo del termine in questione e la rimozione da tutte le pagine del progetto.
Amahi è un home server basato su Fedora che, oltre a offrire un buon numero di funzionalità (tra le quali figura lo streaming DNLA), può essere esteso tramite estensioni, ospitate all’interno di un app store.
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Tra le numerose critiche, il famoso showcase di tecnologie HTML5 presentato da Apple e accessibile solo da Safari si è attirato anche gli strali di Chris Blizzard, evangelist di Mozilla, che dal suo blog manda letteralmente a quel paese Apple e la sua “scelta”.
A base dell’accusa di mancanza di “onestà intellettuale” non c’è solo la scelta di mostrare all’ingresso dello showcase un popup di avviso a quanti non usano Safari, ma anche la mancata differenziazione tra tecnologie già incluse nella bozza HTML5 e quelle invece che sono invece effettivamente funzionanti solo su Safari.
Sia Mozilla che Google hanno infatti attivi già da tempo siti dedicati alle dimostrazioni di forza dei propri browser, indicando però sempre con precisione quali delle tecnologie messe in mostra sono specifiche del browser. In ogni caso né Mozilla, né Chrome si sognano di mettere uno stop all’entrata per fermare i browser della concorrenza.
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Nell’ultima incarnazione del suo OS X 10.6, Apple ha introdotto una nuova tecnologia chiamata Grand Central Dispatch con lo scopo di semplificare lo sviluppo applicazioni che sfruttino in maniera migliore gli attuali sistemi multi-core.
Dopo l’adozione da parte di FreeBSD, anche Apache potrà sfruttare le potenzialità di Grand Central Dispatch grazie alla disponibilità di un modulo MPM che integra GCD con il popolare webserver.
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La notizia è di quelle scottanti, di quelle che vanno lette con attenzione e che hanno implicazioni non sempre chiare: Microsoft e HTC hanno siglato un accordo che consente al produttore di smartphone (HTC) di poter usare alcuni brevetti Microsoft.
Non è ancora chiaro quali sono i brevetti interessati e non è nemmeno chiaro quanto costerà tutto questo ad HTC. Quel che è certo è che si tratti di brevetti relativi ad alcune tecnologie usate da Android.
L’antefatto. Apple nel mese di marzo ha citato in giudizio HTC per la violazione di circa una ventina di brevetti. Stando alle valutazioni degli esperti questi brevetti interessano sia gli smartphone HTC Windows-Based che quelli Android-Based. Molti però leggono in questa mossa di Apple più un attacco a Google che a Microsoft.
Microsoft oggi comunica di aver siglato un accordo con HTC. Questo accordo garantirà ad HTC l’utilizzo dei brevetti Microsoft mettendola quindi al sicuro anche da un attacco dall’azienda di Redmond. È come dire che HTC ora deve solo preoccuparsi degli attacchi da parte di Apple.
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Novità in vista per WebKit, il layout engine di Apple utilizzato da moltissimi applicativi open (Chrome, Epiphany, GNOME) e non (Safari): gli ingegneri dell’azienda di Cupertino hanno infatti annunciato la disponibilità di una sua nuova incarnazione chiamata, senza troppa creatività, WebKit2.
Nonostante il nome in comune, WebKit2 presenta novità radicali rispetto la versione attualmente utilizzata: questo motore offre infatti una gestione separata dei processi che permettono la visualizzazione di contenuti Web.
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Buone notizie per i possessori di iPhone e iPod Touch: libimobiledevice, una libreria in grado di gestire i dispositivi targati Apple, è giunta alla versione 1.0.0 e sembra ora in grado di funzionare in maniera davvero eccellente, nonostante alcune funzionalità non siano ancora supportate.
Grazie a libimobiledevice, infatti, è possibile sfruttare diverse applicazioni per organizzare la propria libreria musicale, installare e rimuovere applicazioni, riordinare la SpringBoard, e un’altra serie di semplici operazioni. Il tutto, senza installare iTunes o altre applicazioni Apple.
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Apple non è certamente nuova a giudicare altre aziende di averle copiato idee relative ai propri prodotti, o di aver violato brevetti posseduti dalla società. La vittima di turno, in questo caso, è HTC: come annunciato anche sul sito ufficiale, l’azienda di Cupertino sostiene che HTC abbia violato ben 20 brevetti, relativi all’interfaccia e all’architettura del celebre iPhone.
La risposta di HTC non si è fatta attendere: in primis, l’azienda ha dichiarato di non aver ricevuto ancora alcuna notifica; in secondo luogo, la società taiwanese sostiene fermamente la propria volontà di creare prodotti innovativi, per poter competere in maniera consistente sul mercato.
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Poco più di tre settimane fa Apple aveva distribuito i sorgenti di Grand Central Dispatch (GCD), una delle tecnologie più interessanti di Snow Leopard. Oggi, nel FreeBSD Quarterly Status Report, viene annunciato un primo porting di GCD proprio su FreeBSD.
Quanti di voi erano in attesa di una news simile nel mondo Linux resteranno delusi, GCD ancora non sbarca ufficialmente sul pinguino. FreeBSD ha fatto prima, e gli utenti di questo sistema operativo saranno certamente contenti.
In realtà, leggendo attentamente il report quadrimestrale si apprende che il lavoro è solo all’inizio.
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