Non molto tempo dopo la nostra intervista (meravigliosa, si) ad Andrea Scarpino, Arch Linux compie 10 anni, ed è un occasione non solo per molti sviluppatori di fare una sorta di punto della situazione, riassumendo la loro storia all’interno del team, ma anche per noi, che vogliamo fare un po’ le pulci. In 10 anni effettivamente il solco che è stato tracciato infatti è piuttosto lungo.
A quanto pare infatti ciò che colpisce l’utenza di Arch Linux (di cui mi fregio di fare parte) è la possibilità di avere un sistema rolling release, indipendente quindi da cicli di sviluppo di toolkit interni, senza dover pagare il pegno di dover imparare la fisionomia di un sistema di pacchettizzazione caratterizzato da una complessità eccessiva; in 10 anni quindi la base di utenza è cresciuta notevolmente, contando diverse migliaia di utenti che cooperano e contribuiscono al progetto anche attraverso il forum, le mailing list, e i social network.
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KahelOS è una distribuzione derivata da Arch Linux, ci offre tutti i vantaggi di Arch quali leggerezza, estrema personalizzazione e aggiornamenti “rolling release” uniti alla facilità di installazione grazie al comodo installer grafico realizzato dal team di KahelOS simile a quello che si usa per installare Ubuntu (non che installare Arch sia tanto difficile, ma per i novizi del mondo GNU/Linux non è il massimo).
KahelOS si presenta sin dal suo LiveCd con Gnome 3.2.3 e, oltre al famoso desktop enviroment, al suo interno troviamo preinstallati:
- Yaourt (per installare facilmente i pacchetti da AUR);
- Extended Places Menu Extension (plugin che replica il pannello “Risorse” di Gnome2);
- Desura (un piattaforma di distribuzione di videogiochi simile a Steam);
- Firefox e Thunderbird 10;
- Vlc.
Se eravate sempre stati curiosi di provare Arch Linux ma eravate spaventati dalle difficoltà di installazione e personalizzazione, beh, KahelOS fa proprio al caso vostro, e se non vi piace Gnome Shell potete sempre provare altri DE presenti nei repository di Arch, infatti KahelOS pur essendo una derivata ha mantenuto gli stessi repo di Arch (al contrario di Chakra). Se volete provarla ecco qui il file ISO dell’ultima versione per i686 (la 020212), da masterizzare o da montare su una pennetta USB.
Dopo molto tempo attraverso il quale si è consolidata la stabilità della nuova major release, finalmente per tutti gli utenti Arch Linux è stato rilasciato nel ramo stabile della distribuzione Pacman 4.0; tale release è ricca di bugfix e soprattutto di nuove features, alcune tra le quali sono state demandate a lungo dagli utenti.
Sicuramente il passo più importante è stato introdurre un meccanismo di package signing efficiente; purtroppo non è presente un database centralizzato di firme PGP, tuttavia è emblematico come anche Arch Linux abbia introdotto una simile politica di sicurezza in Pacman che è un package manager dall’architettura molto più semplice ad APT di Debian.
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È stata rilasciata in questi giorni la nuova versione di una piccola derivata di Arch Linux, e cioè ArchBang 2011.09. Ne avevamo parlato un anno fa, in occasione del precedente rilascio, ma torniamo a trattarla per via delle novità introdotte: sono infatti stati sostituiti quasi tutti i software essenziali, sia per il desktop che nel cuore del sistema.
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Questa calda estate volge al termine, e mentre tanti di noi riprendono possesso delle loro workstation casalinghe, abbiamo voluto rivolgere qualche domanda a Andrea “Bash” Scarpino, uno degli sviluppatori italiani della distribuzione Arch Linux, molto popolare tra coloro che hanno un po’ più di dimestichezza con le dinamiche del pinguino. Andrea ha accettato di buon grado di rispondere ai nostri quesiti, e qui di seguito vi proponiamo la chiacchierata che c’è stata tra noi.
Ciao Andrea, innanzitutto presentati, e dicci un po’ di te: chi sei, che ruolo svolgi, le solite cose di rito.
Ciao Alessio, io sono uno dei 36 sviluppatori (60 se contiamo anche i Trusted Users) che portano avanti Arch Linux. Sono entrato a far parte del team di Arch Linux come TU nel marzo del 2008 e nel gennaio del 2009 ho iniziato a lavorare insieme a Pierre Schmitz per mantenere KDE; dopo qualche mese Pierre ha lasciato gestire tutto a me. Da allora seguo lo sviluppo di KDE in ogni dettaglio, riporto i bug segnalati dai nostri arcieri nel bug tracker di KDE e cerco di mantenere KDE pulito e leggero e mantengo le applicazioni per avere un desktop KDE completo e funzionale. Curioso se penso che 2 anni fa ero nella mailing list di sviluppo di awesome! Oltre a questo mi occupo di verificare che i pacchetti nei repo di Arch siano sempre impeccabili riportando e correggendo i loro bug.
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Arch Linux è annoverata tra le distribuzioni software più flessibili, proprio per via del suo package manager: Pacman. Grazie a Pacman infatti è possibile gestire con semplicità il proprio sistema, non solo a livello di installazione e rimozione software, ma, con un po’ di fantasia, conducendo operazioni più estrose sui pacchetti, e mantenendo la distribuzione in uno stato pulito e coerente.
Quelli che andiamo a introdurre sono dei piccoli trucchi da usare responsabilmente, quindi, poiché forniscono risposte, questo è vero, ma a volte un database dei pacchetti in stato non propriamente allineato può indurre gli script di cui sotto in errore.
Come primo piccolo consiglio, esiste un modo per rimuovere ricorsivamente i pacchetti orfani, fattibile tramite il comando:
# pacman -Rs $(pacman -Qtdq)
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A distanza di una settimana dal suo rilascio, abbiamo avuto occasione di scattare qualche screenshot ad Xfce 4.8; dato che sia Fedora che openSUSE stanno ancora preparando la pacchettizzazione della nuova versione di questo desktop environment, abbiamo sfruttato la velocità degli sviluppatori di Arch Linux, che hanno già reso disponibile Xfce 4.8 nei repository della loro distribuzione.
Gli utenti Ubuntu, invece, possono ricorrere ai PPA disponibili.
Tempo fa il team di Chakra, distribuzione prima basata su Arch Linux che faceva della sua pacchettizzazione particolare di KDE il suo punto forte, aveva annunciato di voler separare la distro dalla sua radice, per costruire un ambiente totalmente nuovo, seppur ancorato ai principi di semplicità ispiratori di entrambe le distribuzioni. Il lavoro svolto negli ultimi mesi ha consentito di rilasciare la versione 0.2.2 del LiveCD installabile, con numerosi cambiamenti e miglioramenti, e soprattutto una base sempre più vicina al distacco da Arch Linux.
Sono stati aggiunti i pacchetti riguardanti Gwenview, Juk, Kget e Ksnapshot per aumentare il numero di funzioni espletabili out-of-the-box, e rimossi i caratteri Microsoft; l’installer è stato ulteriormente migliorato, con parecchi bugfix e nuove caratteristiche, esattamente come i driver proprietari inclusi all’interno della distribuzione e lo script che ne controlla il bisogno, che è stato aggiornato.
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