Ancora Btrfs contro EXT4 su Phoronix, questa volta confrontati su macchine dotate di kernel Linux 3.0 (development snapshot), che, come ogni release, annovera miglioramenti sul fronte filesystem.
Contendenti un netbook dotato di unità SSD e un vecchissimo notebook con hard disk IDE, a confrontare la bontà dei file system e del kernel (compilato con supporto per CleanCache/ZCache) su sistemi agli antipodi. Ubuntu 11.04 il sistema operativo (a 32 bit sul sistema “preistorico” e 64 sul netbook).
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A quanto sembra, il team di Fedora crede nel file system Btrfs molto più che altri a tal punto da valutare la sua inclusione in Fedora 16 Verne.
Il Fedora Engineering Steering Committee starebbe quindi decidendo se includere il “Next Generation file system for Linux” (com’è stato più volte ribattezzato) come filesystem di default, accettando chiaramente di conseguenza il rischio di una sua possibile instabilità (il file system è ancora tecnicamente “experimental”). La decisione finale tuttavia non avverrà prima di settembre o ottobre.
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Btrfs (B-tree filesystem) è il filesystem, nato quale risposta a ZFS, che vanta alcune caratteristiche avanzate che EXT4 per parte sua non ha, quali, prima tra tutte, la possibilità (trasparente) di creazione di snapshot.
Seppur a livello di prestazioni Btrfs abbia ormai equiparato EXT4, altrettanto non si può dire della sua stabilità, in quanto i file system della seria EXT sono ben più rodati: c’è allora chi ha pensato di quadrare il cerchio e portare il supporto agli snapshot su EXT4.
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Btrfs è entrato a far parte della lista di file system ufficialmente supportati (in fase di installazione) a partire da Ubuntu 10.10 anche se il suo utilizzo quotidiano è tuttora raccomandato solo agli utenti più avanzati; nonostante questo e pur considerando che la sua elezione a file system di default non avverrà (ottimisticamente) prima di un anno, gli sviluppatori di Ubuntu sono già al lavoro per migliorarne l’integrazione con la distribuzione.
Come evidenziato durante l’Ubuntu Developer Summit, per esempio, update-manager sarà tra i primi a sfruttare il meccanismo di snapshot del filesystem: a ogni aggiornamento di sistema verrà creata una nuova istantanea del sistema, avviabile direttamente dal menù di GRUB.
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Superando se stesso, Phoronix mette in scena il suo più imponente confronto tra filesystem, ponendo al banco di prova il kernel Linux 2.6.38 accoppiato ai filesystem EXT3, EXT4, Btrfs, XFS, JFS, ReiserFS e NILFS2 (operanti, senza tuning, ai loro valori di default), con utilizzo sia su hard disk tradizionale che su unità SSD.
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A causa di un bug del server grafico X, la prima alpha di Fedora 15 è stata posticipata di sette giorni; nonostante questa decisione, il resto del ciclo di sviluppo della distribuzione non dovrebbe subire ritardi, tanto che il rilascio finale è tuttora previsto per il 10 di maggio (stando alla roadmap).
Tra le novità di Fedora 15 figura un supporto più deciso al nuovo filesystem Btrfs: per la prima volta, infatti, non sarà più necessario utilizzare una particolare opzione di boot per poter selezionarlo come filesystem di default.
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Ci siamo occupati più volte del porting nativo per Linux dell’avanzatissimo filesystem di Sun/Oracle ZFS ad opera di KQ Infotech, il cui kernel module (impossibile da includere nei sorgenti di Linux per motivi di licenza), era stato già messo al banco di prova, nella sua versione beta e su hard disk SSD.
I risultati del benchmark, pur distaccandosi chiaramente (in meglio) rispetto al porting di ZFS via FUSE in user space, facevano trasparire una certa immaturità del progetto che, dal punto di vista prestazionale, non riusciva ad insediare il trono dei titani EXT4 e Btrfs; a due mesi di distanza, con il rilascio della versione stabile di ZFS per Linux cosa è cambiato?
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Quasi a coincidere con la conclusione delle feste natalizie, Linus Torvalds ha reso disponibile Linux 2.6.37, frutto di circa due mesi di lavoro della comunità.
Poche le novità che interesseranno i semplici utenti: molte delle modifiche introdotte in Linux 2.6.37 riguardano infatti il comportamento del kernel in presenza di sistemi con numerosi core (dai 16 in su, giusto per dare qualche numero).
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Come già avvenuto in passato per altri filesystem, anche l’adozione di Btrfs richiederà diverso tempo prima di realizzarsi completamente; tra le distribuzioni Linux, Fedora sembra essere, da sempre, quella con le idee più chiare.
A differenza delle precedenti versioni della popolare distribuzione, infatti, Fedora 15 fornirà il supporto a Btrfs direttamente dall’installer Ananconda, senza la necessità di specificare particolari parametri all’avvio del setup.
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Sulla base del lavoro relativo al primo tentativo di porting nativo per Linux dell’avanzatissimo filesystem ZFS, KQ Infotech ha in questi giorni rilasciato come pubblica la beta release del suo modulo per il kernel (che, chiaramente non sarà incluso in Linux per motivi di licenza, ma andrà caricato in un secondo momento da parte dell’utente).
Il download per i sistemi Red Hat Enterprise Linux 6, Ubuntu Server 10.04 e Fedora 12 è possibile previo registrazione gratuita; in coppia con ZFS verranno installati come dipendenze i moduli relativi al Solaris Porting Layer, che emula alcune primitive del kernel (Open)Solaris su Linux.
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