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Gianluca Masone -
Mercoledì 27 Gennaio 2010 alle 10:45

La notizia ufficiale arriva direttamente dal blog di Canonical: Ubuntu supporterà le applicazioni IBM Lotus. La missione che il management di Canonical si propone è quella di offrire agli utenti enterprise la possibilità di poter eseguire le stesse applicazioni IBM utilizzate in ambiente Windows, ad un costo minore rispetto alle equivalenti Microsoft. IBM Client for Smart Work, questo il nome ufficiale del prodotto, potrà essere installato e usato su Ubuntu.
IBM Client for Smart Work è un prodotto molto complesso che si articola in una miriade di configurazioni derivate. Prodotto complesso dal punto di vista della “architettura software” ma non difficile da utilizzare. Questo l’elenco delle configurazioni che saranno supportate da Canonical: Lotus Live iNotes, Lotus Live Connections, Lotus Live Engage, Lotus Notes/iNotes, Lotus Sametime e Lotus Symphony.
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Gianluca Masone -
Lunedì 18 Gennaio 2010 alle 16:01

Il messaggio postato in questi giorni sul forum di Ubuntu non lascia adito a dubbi. Il tema è di quelli che fanno indignare i puristi dell’Open Source: quali applicazioni proprietarie supportare in Ubuntu?
Stiamo cercando di raccogliere le impressioni circa le applicazioni proprietarie che gli utenti vorrebbero provare nelle successive versioni di Ubuntu. Sebbene noi crediamo nel potere delle applicazioni Open Source siamo anche entusiasti sul fatto che gli utenti possano scegliere il software che già usano. Ci sono molte grandi applicazioni che non sono attualmente supportate da Ubuntu e Canonical vorrebbe capire a quali applicazioni gli utenti darebbero priorità. Questa lista è indicativa e non definitiva e ci piacerebbe capire cosa ne pensate in proposito.
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Gianluca Masone -
Venerdì 18 Dicembre 2009 alle 12:22

Tutto ha un inizio e una fine, e in questa logica rientra anche il ruolo ricoperto da Mark Shuttleworth in Canonical. Con una lettera aperta a tutti e pubblicata sul suo blog personale Mark Shuttleworth comunica alla comunità di Ubuntu, ma anche a tutto il mondo Open Source, che la sua esperienza come CEO di Canonical è terminata. Si volta pagina.
Attenzione! Mark Shuttleworth non abbandonerà la sua “creatura” ma passerà ad altro ruolo. A prendere il posto di Mark sarà la dinamica e brillante Jane Silber. Sbarcata in Canonical già nel 2004, la Silber ha assistito fin dall’inizio alla nascita e alla crescita di Ubuntu. A detta di Mark la sua esperienza di management sarà fondamentale nei prossimi cinque anni, che vedranno Canonical proiettarsi nella competizione e collaborazione con i big del settore.
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Cristiano Ghidotti -
Venerdì 20 Novembre 2009 alle 15:00

Google ha finalmente fatto luce sul progetto Chrome OS, destinato a rivoluzionare il settore dei sistemi operativi quando, nel 2010, farà il suo esordio ufficiale. Al momento i primi test denotano una certa assenza di stabilità, comunque perdonabile considerata la mole di modifiche che l’azienda stessa ha dichiarato di dover ancora apportare prima del suo rilascio al pubblico.
A fianco di bigG, nella stesura del codice, è coinvolta anche parte degli ingegneri al servizio di Canonical, società dietro al progetto Ubuntu.
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Michele C. Soccio -
Martedì 17 Novembre 2009 alle 10:37

Alcuni blog hanno notato l’apparizione di un blueprint per Lucid Lynx riguardo un misterioso Ubuntu One Music Store. Per ora il blueprint è vuoto, e non ci sono ulteriori informazioni nemmeno sul wiki di Ubuntu. La nuova idea, di cui sapremo di più nei prossimi giorni dopo l’Ubuntu Developer Summit in corso questa settimana, dovrebbe configurarsi come un servizio associato a Ubuntu One, il “cloud storage” di Canonical. Appare scontato l’utilizo di Ogg Vorbis e l’assenza di DRM (che comunque sono scomparsi dalla maggior parte degli store musicali).
Nonostante la mancanza di informazioni l’idea non è del tutto nuova. L’Ubuntu Music Store era già stato proposto sul Brainstorm e era stato bocciato dagli utenti (-32 punti). Non è quindi da escludere che l’Ubuntu Music Store sia nuovamente destinato a restare solo una proposta.
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Andrea de Palo -
Mercoledì 28 Ottobre 2009 alle 09:00

Le schiere di utenti che da diversi anni attendono il rilascio di ogni versione di Ubuntu per richiedere la consegna gratuita dei CD tramite ShipIt rischiano di rimanere a bocca asciutta con Karmic Koala: Canonical ha infatti annunciato modifiche sostanziali al programma di invio.
Anche a causa della sempre maggiore popolarità di Ubuntu, Canonical ha infatti deciso di restringere alle sole LoCo (local community), contributori e utenti di primo piano l’invio di CD gratuiti, invitando il resto della massa ad utilizzare l’aggiornamento online.
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