Chromium diventa più veloce grazie all’accelerazione hardware

Chromium

L’incombente presenza di WebGL e delle trasformazioni 3D definite dalle specifiche CSS 3 hanno convinto gli sviluppatori di Google ad introdurre l’accelerazione tramite GPU all’interno di Chromium.

Il vantaggio principale nell’adottare l’accelerazione hardware è rappresentato dalla possibilità di ridurre drasticamente i tempi di caricamento dei contenuti, soprattutto quando si tratta di video o altri elementi grafici; a differenza dei processori “normali”, quelli presenti all’interno delle scheda video sono infatti specializzati nel gestire questo tipo di dati.

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Utilizzare il lettore PDF di Chrome in Chromium

Chromium logo

Google ha integrato un lettore PDF nelle ultime versioni di sviluppo di Chrome ma, per il momento, questa funzionalità è disponibile solamente su Windows e Mac OS X.

Gli sviluppatori di Big G hanno promesso di portare la funzionalità anche su Linux ma, nel frattempo, è già possibile sfruttare il lettore PDF integrato, ricorrendo alla libreria presente in Chrome.

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Chrome avrà presto il supporto all’accelerometro

Chrome orientation

Nella lunga corsa all’implementazione delle funzionalità relative all’HTML5, il gigante di Mountain View ha dotato il “proprio” engine WebKit (e quindi in un imminente futuro anche Chrome e Chromium) del supporto per gli eventi relativi all’orientamento, come da specifica W3C DevideOrientation e Accelerometer.

I programmi che girano sul browser saranno quindi in grado di capire l’orientamento del dispositivo su cui il browser è eseguito e, attraverso eventi JavaScript, modificare opportunamente il DOM (Document Object Model) della pagina HTML, ovvero apportare modifiche all’aspetto della pagina visualizzata secondo le esigenze.

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New Wrench Menu: il menu unificato di Chrome

Chrome 5 stable

Sembra che la tendenza all’unificare in unico elemento i vari menu presenti nei moderni browser abbia colpito anche Chrome: dopo Opera e Firefox, anche Google ha infatti iniziato a sperimentare questa soluzione.

Presente a partire dalle ultime versioni di sviluppo di Chrome il new-wrench-menu non risulta attivo di default: per utilizzare la nuova configurazione è infatti necessario eseguire Chromepassando il parametro –new-wrench-menu.

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Chrome rifiuta i plugin obsoleti

Chrome

Nella sempre più agguerrita lotta per la supremazia dei browser, Mozilla Firefox e Google Chrome vedono le loro sorti alternativamente divergere, come nel caso dell’integrazione di plugin di terze parti, e a volte convergere, come in questo ultimo caso, chiaramente a grande vantaggio degli utilizzatori finali, cioè di tutti noi.

L’ultimo caso, appunto, è la notizia che anche Chrome, come già opera Firefox (anche in maniera altruistica), intende avvisare l’utente se un suo plugin risulta non aggiornato, e quindi potenzialmente a rischio sicurezza.

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Chrome 5: plugin Flash attivato di default

Chrome enables Flash plugin

Solitamente non segnaliamo gli aggiornamenti minori di Chrome ma, per questa occasione, faremo un’eccezione: con la versione stabile 5.0.375.86, Google ha infatti attivato il plugin Flash integrato nel suo browser.

La collaborazione tra Big G e Adobe era stata già annunciata mesi fa ma, fino ad ora, il plugin Flash era rimasto in uno stato “dormiente”: per la gestione dei contenuti FLV veniva infatti utilizzato quello di sistema.

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Google Chrome include un lettore PDF

Google Chrome PDF

Dopo che Chrome ha incorporato Flash Player, tocca ora al vero prodotto di punta di Adobe. Chrome 6 avrà infatti il supporto nativo ai file PDF, ovvero non richiederà un plugin esterno per aprire questo tipo di documenti.

La nuova caratteristica ha fatto capolino sul Dev Channel di Chrome/Chromium, destinato (a breve, diremmo, vista la velocità con cui Google sforna nuove versione del suo browser) a diventare la versione 6.0 stabile. L’intento di Google è quello di avere il rendering dei PDF in maniera indistinguibile da quanto avviene con l’HTML. L’utente potrà selezionare e cercare il testo, fare lo zoom e tutte quelle altre operazioni a cui è abituato per le normali pagine Web.

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Vulnerabilità grave in Chrome: Google paga 2000 dollari

Google Chrome logo

La sicurezza è una delle priorità principali di Google e la dimostrazione viene da quanto accaduto nei giorni scorsi: il colosso di Mountain View ha infatti sborsato 2000 dollari ad un ricercatore dopo che questi aveva scoperto e segnalato una vulnerabilità nel browser di Big G.

Nonostante non siano ancora disponibili i dettagli del caso (la pagina di riferimento non risulta pubblicamente accessibile) sembra che il problema sia legato alla possibilità di eludere la same origin policy, un meccanismo alla base della sicurezza delle applicazioni Web.

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Google Chrome Frame in beta

Google Chrome Frame

Google Chrome Frame, come noto, è il plugin Google studiato per trapiantare il cuore WebKit sui browser Internet Explorer 6, 7 e 8.

Tale trapianto porta miglioramenti notevoli ai vecchi e lenti browser Microsoft, sia appunto in termini di velocità che di supporto ai futuri (ma non troppo) standard HTML5.

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Chrome guadagna il supporto a WebM, Google apre la libreria RLZ

WebM, Chrome and RLZ logos

Completato il rilascio della versione 5 di Chrome, gli ingegneri di Google hanno concentrato le forze per aggiungere il supporto a WebM nella versione 6 del sempre più popolare browser.

Affiancandosi alle versioni di sviluppo di Chromium, Firefox e Opera (che supportano WebM dal giorno della presentazione), anche Chrome-dev è ora in grado di riprodurre flussi codificati con VP8.

Questo risultato spiana la strada all’arrivo di un Web realmente libero: quando verranno rilasciate le versioni definitive di questi browser, infatti, gli utenti avranno finalmente la possibilità di abbandonare le limitazioni di Flash.

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