In questi giorni sta facendo clamore il post su Google+ di Linus Torvalds, il quale ha deciso di dare una possibilità a Chrome OS, il sistema operativo di Google che, pian piano, sta venendo sviluppato in ogni aspetto. Contrariamente a qualsiasi pronostico, infatti, il leader del team di sviluppo del kernel ha definito Chrome OS “rivoluzionario”.
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Archiviato il rilascio numero 18 nel canale Stable di Google Chrome, è entrato in fase Beta il suo successore, con una interessante novità. Sarà possibile infatti sincronizzare tutte le schede attive – una volta effettuato l’accesso a Chrome, come già avviene per altre funzioni – su qualsiasi dispositivo, compreso Chrome for Android, la cui beta è stata annunciata lo scorso febbraio.
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Il re è morto. No, fermi tutti, è ancora vivo (anche se malconcio).
L’agonia di Internet Explorer quale browser più usato al mondo sembra volgere al termine, e nella giornata del 18 Marzo, secondo le rilevazioni del celebre ed affidabilissimo StatCounter, si è avuto il primo sorpasso della storia.
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È un periodo di sorprese per l’ecosistema Linux: dopo la rivelazione di Ubuntu per Android, anche Adobe ha deciso di calare i propri assi nella manica, così ha annunciato lo sviluppo di una nuova API per Flash Player. La nuova API sarà supportata da Google Chrome (e Chromium), ma non da Mozilla.
La nuova API, denominata Pepper, sarà l’unico modo per avere Flash in ambiente Linux, e questi significa che a meno di nuove decisioni e ripensamenti da parte di Mozilla, che ha detto “non essere interessata” data la concorrenza di standard maggiormente aperti, Flash Player non sarà più disponibile per Firefox.
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Buone notizie dal mondo mobile: a distanza di un mese dall’avvio del tanto atteso porting di Chromium per Android, sul blog dedicato a Google Chrome è stata finalmente annunciata la prima beta di Chrome per Android 4.0, in attesa che tale codice venga portato anche inChromium:
Molto del codice di Chrome per Android è già condiviso con Chromium e nelle prossime settimane, il team Chromium invierà in upstream molti nuovi componenti sviluppati per Chrome su Android a Chromium, WebKit e altri progetti.
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Google rilascia Chrome 16 ponendo la release 16.0.912.63 del browser (per le piattaforme Linux, Windows, MacOS X e per Chrome Frame) nello Stable Channel, a cinque settimane dall’uscita della relativa beta.
Rispetto alla versione 15, Chrome 16 diviene multiutente, ovvero è possibile condividere (senza alcun meccanismo di sicurezza) uno stesso browser di una stessa sessione del sistema operativo tra più utenti.
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Si è scritto più volte di come, contrariamente a Mozilla Firefox, Chrome per Microsoft Windows pone il suo rendering engine HTML e il suo “compilatore” JavaScript in una sandbox (che sfrutta le primitive offerte dal sistema operativo), la quale si è dimostrata, alla prova dei fatti, decisamente meglio costruita che quella (equivalente) di Internet Explorer 7+ (sempre sui medesimi sistemi Microsoft Windows Vista e successivi).
La dimostrazione è che Chrome si classifica come unico browser uscito indenne dagli ultimi tre Pwn2Own contest e pochissime sono le notizie di exploit “in the wild” (si noti che il numero di bugfix effettuati o dei bug scovati dai terzi non ha a tutt’oggi gran valore; Google peraltro paga lautamente chiunque riporti un errore sulla sicurezza e non è restia come altri alla pubblicazione dei dati).
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In soli tre anni il browser di Google, Chrome, salendo vertiginosamente in quanto ad utilizzo, è riuscito nella titanica impresa di superare Firefox e porsi come il contendente più pericoloso per Internet Explorer, il quale, per la verità, vede il suo destino segnato già da parecchi mesi, essendo la sua definitiva detronizzazione solo una questione di tempo.
Secondo StatCounter, il noto network di statistiche, infatti, oggi è il giorno in cui Chrome sorpassa Firefox a livello mondiale nelle preferenze degli utenti.
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Rilasciato Chrome 15 da pochi giorni, l’incessante sviluppo del navigatore made in Google (fin troppo palesato dalla continua modifica della nomenclatura) porta i suoi sviluppatori a porre la sedicesima versione del browser nel Beta Channel.
Chrome 16 Beta (v. 16.0.912.21) introduce la possibilità di avere più utenti Chrome entro una medesima sessione del sistema operativo: Chrome diventa “multiutente”.
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Google ha rilasciato la quindicesima versione del suo browser ponendo Chrome 15.0.874.102 nello Stable Channel.
A fronte di una nutrita schiera di bugfix inerenti alcune problematiche di sicurezza, Chrome 15 porta con sé pochissime novità e nessuna dalla sua beta release, cosa ragionevole dato il feature freeze dello stadio finale di sviluppo.
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