“Let’s port Chromium to Android!”. È con questo laconico comunicato lanciato sulla pagina G+ di Chromium che viene annunciato il tanto attesto porting del browser made in Google sulla piattaforma Android. Una mezza dozzina di parole che hanno scatenato l’entusiasmo di molti androidiani.
Chromium è infatti uno dei browser più avanzati disponibili in ambiente desktop e lo sviluppo di una versione per Android atta a soppiantare il non certo smagliante browser di default è un desiderio e una speranza che gira più o meno latentemente da molto tempo.
Continua »
Cambio di look per la versione libera del browser di Google: in concomitanza con il rilascio di Chrome 10, nelle nightly build di Chromium 11 ha fatto capolino quello che potrebbe essere il nuovo logo del browser.
La differenza di stile tra la versione attuale e quella “sperimentale” è netta: il primo adotta uno stile molto più realistico, dai colori accesi e ricchi di riflessi mentre il secondo vira verso tonalità più morbide.
Continua »
Ricordate Splashtop? Si tratta di un sistema operativo basato su Linux dai tempi di avvio molto ridotti; venduto a molti produttori hardware (che lo hanno affiancato a Windows come sistema “instant on”), Splashtop OS è ora liberamente disponibile anche ai privati.
Specificatamente indirizzato agli utenti che necessitano di poche funzionalità legate al Web (navigazione, social network, chiamate VoIP con Skype, etc), Splashtop OS prova a battere la strada indicata da Google Chrome OS: oltre a Chromium (e ai componenti per consentirne l’esecuzione), Splashtop OS non include altre applicazioni native.
Continua »
Gli sviluppatori di Chrome hanno una passione innata per la velocità, anche quando questa non riguarda direttamente il loro browser: insoddisfatti della velocità di Make, uno sviluppatore di Google ha infatti deciso di creare un sistema alternativo, chiamato Ninja.
Come illustrato dal suo autore, Ninja è essenzialmente una versione “semplificata” di Make, priva di funzionalità ritenute non necessarie per la compilazione di Chrome; da un punto di vista tecnico è interessante notare come questo processo vada ad interessare più di trentamila file e spinga quindi al limite uno strumento complesso come Make.
Continua »
Lo sviluppo del browser di Google continua in maniera incessante, e per prima l’azienda ha avuto il coraggio di proporre una feature, nelle build di sviluppo di Google Chrome, che, soprattutto per quanto riguarda macchine datate, avrebbe dovuto essere sviluppata da molto più tempo: c’è infatti da adesso, per gli utilizzatori di Chromium e Chrome dal Dev Channel, la possibilità di visualizzare i contenuti in Flash solamente dopo averli abilitati con un click.
Molto semplicemente, al posto del contenuto che verrebbe visualizzato, viene fatto vedere un quadrato azzurro; cliccando su questo spazio, successivamente, viene abilitata l’esecuzione di Flash in quell’area. Gli ambiti che questa nuova caratteristica copre sono molteplici, per prima cosa le pubblicità: i banner Flash che molte volte disturbano la navigazione, piazzati in posti strategici per far cliccare erroneamente l’utente, avranno vita breve con un’esecuzione solamente on-demand.
Continua »
Introdotta recentemente da Google (anche se, a quanto sembra, ideata originariamente da Yahoo), la funzionalità dell’instant search permette di visualizzare i risultati della ricerca man mano che si digita, favorendo secondo Mountain View la velocità di reperimento delle informazioni desiderate e secondo altri il mal di testa.
Facendo il verso a tale innovazione, Chromium integra nelle sue ultime daily build la possibilità di ricerca “instant” sul completamento di quanto inserito sulla sua address bar (anche se tale termine per il browser made in Google risulta restrittivo).
Continua »
A quanto pare non è un bel periodo per i browser: infatti, dopo l’annuncio di Mozilla secondo cui a quanto pare Firefox non avrà una versione a 64 bit, anche Chromium ha subito un rifiuto da poco. Tale rifiuto è quello del Debian Release Team, che ha rimosso il pacchetto relativo al browser dal repository di Squeeze, attuale ramo testing, a causa di codice obsoleto e vulnerabile nella versione di webkit utilizzata da Chromium 5.0, versione presente nel repository al momento del software freeze.
La giustificazione della squadra è che le vulnerabilità di sicurezza hanno sempre la precedenza, tuttavia la cosa ha scatenato in rete non poche polemiche: il lavoro fatto per integrare Chromium in Debian testing era senza dubbio tantissimo, e alcuni degli sviluppatori non hanno preso bene la reazione del Release Team alla segnalazione di codice vulnerabile.
Continua »
L’incombente presenza di WebGL e delle trasformazioni 3D definite dalle specifiche CSS 3 hanno convinto gli sviluppatori di Google ad introdurre l’accelerazione tramite GPU all’interno di Chromium.
Il vantaggio principale nell’adottare l’accelerazione hardware è rappresentato dalla possibilità di ridurre drasticamente i tempi di caricamento dei contenuti, soprattutto quando si tratta di video o altri elementi grafici; a differenza dei processori “normali”, quelli presenti all’interno delle scheda video sono infatti specializzati nel gestire questo tipo di dati.
Continua »
Google ha integrato un lettore PDF nelle ultime versioni di sviluppo di Chrome ma, per il momento, questa funzionalità è disponibile solamente su Windows e Mac OS X.
Gli sviluppatori di Big G hanno promesso di portare la funzionalità anche su Linux ma, nel frattempo, è già possibile sfruttare il lettore PDF integrato, ricorrendo alla libreria presente in Chrome.
Continua »