Dalla Cina ancora brutte notizie per quanto riguarda il fronte informazione libera. La dittatura non si ferma davanti a niente, ed è così che ancora un altro servizio rimane vittima della piaga totalitaria: stavolta a cadere è stato Dropbox, il servizio di backup e file sharing del quale abbiamo parlato spesso e volentieri su queste pagine.
A quanto pare, il governo cinese ha deciso che non era il caso di lasciare un servizio come Dropbox “a piede libero” tramite il quale potessero circolare notizie incondizionatamente, rendendolo inaccessibile dal territorio cinese.
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La questione dei rapporti tra occidente e Cina non è limitata al solo ambito economico e/o diplomatico, come le recenti polemiche sugli attacchi a Gmail hanno evidenziato: anche ambiti come quello del software libero/aperto sono interessati dagli strascichi di queste vicende.
In questo caso la polemica è scoppiata attorno a Mozilla e in particolare alla sua decisione, presa in ottobre, di aggiungere China Internet Network Information Center all’elenco delle certification authority (CA root) “sicure” utilizzate da Firefox.
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Forse non tutti sanno che il popolo più presente su Internet è quello cinese. Mozilla invece lo sa e sa anche che si deve adeguare e per farlo ha tirato fuori dal cilindro una versione di Firefox espressamente pensata per il paese della Grande Muraglia.
Il Firefox China Edition non è solo una traduzione dell’originale, ma presenta alcune funzioni modificate per venire incontro alle abitudini degli utenti cinesi, che rispetto a quelli occidentali hanno modi diversi di interagire con il Web.
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Qualche tempo fa si discuteva dell’eccessiva dipendenza di Mozilla da Google: in cambio di denaro (tanto) Firefox usava dei servizi made in Mountain View, dal classico motore di ricerca, fino ai filtri anti malware. Una collaborazione che ha fatto storcere il naso soprattutto ai concorrenti di Google, piuttosto che agli utenti.
Mozilla, però, sembra decisa a diversificare le sue sorgenti di denaro e in quest’ottica ha stretto un accordo con Baidu, primo motore di ricerca in Cina (più di un miliardo di utenti, mica briciole). L’accordo prevede una versione di Firefox per il mercato cinese, che utilizzi di default i servizi di Baidu invece di quelli di Google.
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