Mark Shuttleworth, il celeberrimo fondatore di Canonical e Ubuntu, ha appena ivestito la bellezza di un milione di dollari nella startup Inktank per sovvenzionare lo sviluppo e il mantenimento della loro più famosa creatura: Ceph.
Ceph è un file system distribuito completamente open source per Linux. Il supporto a Ceph è presente nel kernel fin dalla versione 2.6.34 ed è una delle tecnologie più apprezzate e sponsorizzate da Ubuntu. Sebbene lo sviluppo di Ceph vada avanti da anni, Inktank è stata fondata solamente nell’ultimo anno con lo scopo di rafforzare il progetto, offrire un supporto più professionale e di espandere il gruppo di sviluppatori.
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La corsa alle novità per Ubuntu 12.10 non è ancora finita: a pochissimo dal feature freeze infatti gli sviluppatori continuano ad introdurre caratteristiche, e proprio in questi giorni ha fatto capolino nel ramo di sviluppo una novità: la possibilità, attraverso la schermata di login, di accedere al desktop remoto.
La procedura viene completata utilizzando Ubuntu One e il servizio di Ubuntu Single Sign On, per cui accedendo dalla propria schermata di login il sistema operativo consente di accedere a tutte le proprie macchine remote; al momento ci sono ancora dei lavori in corso sul software, ma presto sarà possibile eseguire un login remoto praticamente senza sforzo.
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Nel continuo universo in espansione del cloud computing, l’open source continua a fare passi da gigante grazie a diverse soluzioni – come Open Cloud di Red Hat ed OpenStack – ma non si tratta certo delle uniche. In campo c’è anche VMware, nota per le sue applicazioni per la virtualizzazione che, come ha dichiarato il suo CTO Stephen Herrod, vuole diventare “Linux per il cloud“.
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Microsoft è un’azienda di mercato, e quando il mercato chiede, se si vuole restare in gioco bisogna assecondare per quanto possibile la clientela. È per questo motivo che proprio Microsoft che tanto ha osteggiato i sistemi operativi open source sta lanciando una nuova caratteristica per la propria piattaforma cloud che permetterà di eseguire macchine virtuali Linux.
Windows Azure infatti è un servizio su cui Microsoft punta molto per rilanciare il proprio marchio anche all’interno della nuova linea di mercato venutasi a creare con l’esplosione (un tantino scriteriata) del cloud computing: tramite questa nuova feature sarà possibile ospitare su macchine virtuali proprio Linux, SharePoint ed SQL Server.
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Brutto giornata per gli utenti KDE che sfruttano l’integrazione delle sue applicazioni con Facebook: a seguito di un giro di vite attuato dal famoso social network, infatti, è stata revocata la chiave utilizzata per l’interazione con i suoi servizi.
Gli effetti su software come DigiKam e Gwenview sono stati profondi: oltre all’impossibilità di caricare nuovi contenuti, tutte le immagini già caricate tramite i software incriminati sono sparite nel nulla.
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Come segnalato dai colleghi di edit, Zend Technologies ha reso disponibile la versione 1.8.1 del suo framework di sviluppo PHP5; questo primo rilascio di “manutenzione” del nuovo ramo 1.8 arriva a meno di due settimane dalla major release e corregge ben 68 bug emersi negli scorsi giorni.
Approfittiamo quindi dell’occasione per citare alcune tra le migliorie apportate al framework Zend 1.8, prima fra tutte l’introduzione di Zend_Tool, uno strumento che consente di ridurre sensibilmente i tempi di sviluppo di un’applicazione.
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La distribuzione gOS annuncia una nuova evoluzione del proprio sistema, chiamato gOS Cloud ed espressamente dedicato ai netbook e alle soluzioni per l’avvio (quasi) istantaneo. Good OS si era già distinta, grazie a Wal-Mart e all’accoppiata con un computer da 199$, per essere un sistema particolarmente dedicato alle attività online.
Il nuovo Cloud, come il nome stesso suggerisce, nasce con un’anima ancora più “Web” e viene definito sul sito di Good OS come un “Browser Operating System”: le applicazioni non vengono avviate in finestre ma in schede, esattamente come accade nei moderni browser Web. L’organizzazione in schede rende gOS Cloud particolarmente adatto ai piccoli schermi dei netbook, ed è proprio un netbook il primo computer su cui lo vedremo girare.
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