InfoWorld propone il resoconto di una ricerca di mercato condotta da Gartner con lo scopo di valutare la situazione Linux contro Windows in ambito server. Stando a quanto emerge dall’indagine, risulta chiaro, come era lecito aspettarsi, che la posizione di Linux risulti particolarmente forte in questo settore, nonostante la pressione del gigante di Redmond.
In particolare, Linux ha un largo margine di vantaggio per quanto riguarda il Web, basti pensare alla diffusione di Apache e di altri strumenti open source che vi sono spesso associati, quali MySQL o PHP, mentre Windows ha conquistato nel tempo una propria posizione predominante in altri ambiti, grazie a prodotti quali Exchange o SQL Server. L’aspetto interessante del confronto sembra essere il fatto che la crescita di uno dei due concorrenti non vada necessariamente a scapito del rivale.
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Ancora polemiche per l’ennesima comparativa di Microsoft sulla sicurezza. Questa volta il match riguarda Firefox e Internet Explorer e, al solito, vengono scodellati dei numeri su bachi e patch che dovrebbero convincere l’ignaro utente a propendere per Internet Explorer perché più sicuro. Ma quelli di Mozilla non ci stanno e lo dicono chiaro e tondo.
In un post sul blog di Mozilla, dal geniale titolo “Critical Vulnerability in Microsoft Metrics”, prima di tutto viene criticato il modello chiuso di mamma Microsoft: se anche fosse vero che Firefox nell’ultimo ha sofferto di più bachi di sicurezza di IE, dal conto mancano tutti i problemi che sono stati aggiustati silenziosamente senza che l’utente ne sapesse niente e che, di conseguenza, non compaiono in nessun elenco, mentre tutti i bachi di Firefox, sia quelli scoperti internamente che quelli trovati da enti esterni, sono trattati in maniera aperta.
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Molti utenti e attori del mondo open source vedono in Microsoft il nemico per antonomasia e quasi tutti fanno fronte comune su questo punto. Ma è vero anche viceversa? Sì, e soprattutto nel mercato Server, Linux rappresenta una seria minaccia per Microsoft, sia per i costi minori sia per un vecchio adagio secondo cui Linux è sicuro e Windows invece no.
Secondo Microsoft, invece, questa consapevolezza di fondo è sbagliata, perché, a detta loro, il modello opensource non è adatto a garantire la sicurezza in quanto avere molti occhi (“many eyes” nell’articolo pubblicato sul Microsoft TechNet) non garantisce che i bachi vengano scoperti e tappati poiché le conoscenze sulla sicurezza non sono molto diffuse (fenomeno particolarmente sentito a Redmond) e inoltre il debugging è una delle attività più noiose, soprattutto per chi lavora su base volontaria.
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