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Regali di Natale: cosa non comprare secondo la FSF

Il Natale si avvicina ed è già partita la corsa ai regali. Ovunque compaiono idee su cosa regalare, whishlist e chi più ne ha, più ne metta. Ad andare in controtendenza con il Natale e la smania consumistica ci ha pensato la Free Software Foundation che ha stilato una “nobuy guide“, una lista di tutto cioè che non va assolutamente regalato.

Tutti i dispositivi che contengono sistemi di digital rights management sono nella blacklist della FSF che non solo ha indicato la tipologia di prodotto da evitare ma ha anche consigliato (in alcuni casi) delle alternative libere. Diamo uno sguardo alla “nobuy guide”:

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Grandi cambiamenti nel kernel 2.6.33?

La mailing list del kernel Linux di recente è stata “infuocata” da una discussione molto scottante. Discussione che come al solito ha coinvolto Linus Torvalds, Alan Cox e “compagnia di ventura”. Il tema era di quelli importanti, si parlava delle nuove modifiche al sottosistema grafico del kernel Linux 2.6.33. Modifiche apportate da ingegneri e collaboratori di Red Hat e che potrebbero comportare notevoli miglioramenti.

Entrando più nello specifico l’argomento principale è quello del DRM (Direct Rendering Manager) e coinvolge anche il famosissimo Kernel Mode Setting, su cui ormai si lavora da quasi due anni e su cui però ci sono ancora diverse cose da fare.

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Stallman e Pirate Party: prove di dialogo

Le passate elezioni europee hanno visto, con sorpresa di molti, l’affermazione in Svezia del Piratpartiet (Pirate Party); nato con l’obiettivo di ridurre quello che viene visto come lo strapotere delle major, il Piratpartiet intende rendere illegali le tecnologie di DRM (Digital Rights Management), legalizzare lo scambio di materiale (in maniera non-commerciale) sulle retei P2P e forzare la migrazione nel pubblico dominio di qualsiasi contenuto, a distanza di cinque anni dalla sua pubblicazione.

Viste le premesse l’instancabile Richard Stallman ha quindi sentito l’esigenza di esporre i rapporti tra il piratesco partito e la licenze libere (in particolare la GPL). Com’era lecito aspettarsi RMS si trova tendenzialmente d’accordo con le proposte del Piratpartiet, soprattutto quella di vietare l’utilizzo di tecnologie DRM (che lui continua a chiamare Digital Restrictions Management).

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I 5 motivi per evitare iPhone 3G secondo la Free Software Foundation

5 reasons to avoid iPhone 3G, i 5 motivi per evitare iPhone 3G, questo il titolo di un duro attacco sferrato dalla Free Software Foudation contro il nuovo telefonino Apple, da oggi disponibile in tutto il mondo.

Stallman e soci ritengono che iPhone insinui in maniera subdola nelle tasche degli utenti “il Male”, che per i paladini del software libero si chiama Digital Restrictions Management (DRM). Un’accusa che FSF aveva già da tempo rivolto allo smartphone made in Cupertino anche in occasione del lancio della prima versione di iPhone attraverso il sito Defective by Design.

Ma quali sono le motivazioni della FSF per dissuadere gli utenti dall’acquisto di iPhone?

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Il DRM approda su Qtopia e sui telefonini Linux

La società Discretix, ditta americana particolarmente attiva nel mercato asiatico, ha presentato una piattaforma per la gestione dei famigerati DRM. E fin qui non sarebbe nulla di speciale, se non fosse che la tecnologia è stata appositamente sviluppata per funzionare su Qtopia, il framework per la telefonia mobile Linux, creato da Trolltech.

Il sistema ha tutte le caratteristiche necessarie a proteggere i contenuti multimediali dagli utenti da usi illegittimi e comprende anche la possibilità di gestire film in affitto, cifrando i contenuti anche senza i temuti Trusted Chip.

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Se un software può aggirare la GPL3

La GPL3 è amata e odiata soprattutto a causa delle clausole che impongono regole più restrittive sull’utilizzo del software compilato, oltre che del codice sorgente.

Senza scendere nei particolari con la nuova GPL diventa impossibile, per i costruttori hardware, sviluppare delle soluzioni chiuse e protette che utilizzino software targato GPL3. Ad esempio, il videoregistratore digitale TiVo, molto diffuso in America, è basato su Linux e altri software liberi ma adotta anche delle soluzioni DRM per proteggere i contenuti multimediali e dei meccanismi per impedirne l’utilizzo con un firmware diverso dall’originale.

La GPL3 tratta espressamente questo tipo di situazione rendendo difatti illegale l’utilizzo di software GPL3 nel TiVo, e in altre apparecchiature simili (la clausola è infatti nota come “Anti Tivoization“).

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