Superando se stesso, Phoronix mette in scena il suo più imponente confronto tra filesystem, ponendo al banco di prova il kernel Linux 2.6.38 accoppiato ai filesystem EXT3, EXT4, Btrfs, XFS, JFS, ReiserFS e NILFS2 (operanti, senza tuning, ai loro valori di default), con utilizzo sia su hard disk tradizionale che su unità SSD.
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In questi ultimi mesi si è fatto un gran parlare dei problemi del filesystem ext4. Problemi riscontrati proprio dai primissimi utenti di Ubuntu 9.04 Alpha, e che sono stati ampliamenti discussi nella mailing list della distribuzione. La discussione ha addirittura coinvolto non solo semplici utenti, ma anche i grandi guru di Linux, tra cui lo stesso Linus Torvalds.
Sembra giusto, quindi, all’alba del rilascio di Ubuntu 9.04 capire quali potrebbero essere i principali problemi cui va incontro un utente che decide di utilizzare ext4. Infatti, sebbene il rilascio di ext4 per Ubuntu 9.04 sia stabile c’è da dire che questo filesystem potrebbe richiedere delle accortezze aggiuntive.
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Recentemente su questo blog era stata segnalata una discussione sul forum di Ubuntu che parlava di alcuni problemi di instabilità col filesystem ext4.
La discussione era iniziata verso la fine del mese di gennaio e si era protratta fino alla metà del mese di marzo. Ted Ts’o, lo sviluppatore del Kernel Linux che si è occupato di ext4, aveva posto fine alla lunga polemica intervenendo direttamente sulla questione, e spiegando nel dettaglio le tecniche di delayed-writing (ndr la causa dei problemi) utilizzate sia da ext3 che da ext4.
Oggi, all’indomani del rilascio del kernel Linux 2.6.29, la discussione è ripresa e si è addirittura spostata su un altro livello, poiché i diretti partecipanti sono stati proprio i senior developer di Linux: Linus Torvalds, Alan Cox, Ingo Molnar, Ted Ts’o.
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I ragazzi di Tux Radar hanno pubblicato un articolo in cui rendono noti dei recenti benchmark che confrontano tra loro le prestazioni di tre sistemi operativi: Ubuntu Linux 8.04, Windows Vista SP1, Windows 7 Beta. Il lavoro non ha nessuna intenzione di discriminare Windows e premiare Linux, anzi, al contrario sembra essere abbastanza equilibrato.
L’obiettivo di Tux Radar è confrontare questi tre sistemi operativi in alcune condizioni di utilizzo normale: velocità di “installazione”, “spazio occupato” al termine dell’installazione, tempo di “avvio” e di “shutdown”, copia da “USB ad hard disk”, copia “da una partizione all’altra” di uno stesso hard disk. Si tratta di attività perfettamente normali ed esercitate quotidianamente da un utente normale.
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Il tanto acclamato filesystem ext4 è ormai ritenuto stabile, e si prevede che lentamente prenderà il posto dell’attuale ext3, che da diversi anni svolge egregiamente il suo lavoro. Questo, ovviamente, avverrà in tempi relativamente lunghi, e non in maniera drastica.
Le diverse distribuzioni, infatti, lentamente introdurranno il supporto ad ext4, che verrà affiancato agli attuali filesystem disponibili, evitando di porlo come soluzione principale almeno per un po’ di tempo. Seguendo questa strada, dunque, sembra che Ubuntu 9.04 sarà una delle prime distribuzioni ad effettuare tale introduzione, come spiegato anche in un interessante articolo di Phoronix.
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Ext4 è l’evoluzione di Ext3, il filesystem standard del kernel Linux. Introdotto per la prima volta in Linux 2.6.19 come “Ext4dev” (dove dev sta per development, cioè sviluppo) adesso è diventato semplicemente Ext4, modifica che indica il prossimo rilascio stabile nel kernel 2.6.28.
Tra le novità, la possibilità di volumi fino a 1024 Petabyte, il supporto agli extent (tecnica che consiste nel preallocare lo spazio necessario per un file, prima che termini la sua scrittura, così da ridurre la frammentazione), l’allocazione ritardata (cioè l’allocazione dello spazio e la scrittura avvengono prima “virtualmente”, in memoria, e solo dopo vengono fisicamente realizzate su disco nei tempi morti).
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A quanto pare la risposta alla domanda che fa da titolo al post è “Sì”, ma va quanto meno raccontata. I problemi di performance riguardano il database interno di Firefox 3, utilizzato per cronologia e segnalibri, e che come sappiamo è affidato all’ottimo SQLite.
Il problema nasce quando SQLite, per assicurare l’integrità dei dati, ordina una fsync al filesystem per fare in modo che i dati ancora in sospeso vengano effettivamente scritti sul disco. Questa richiesta, però, ha delle conseguenze più ampie su alcuni filesystem, come ad esempio EXT3 e Reiser4: su tali formattazioni infatti la chiamata di sistema fa in modo che tutti i dati in sospeso (non solo quelli di Firefox) vengano immediatamente scritti su disco.
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