ZFS è il filesystem open sviluppato per Solaris (e OpenSolaris) da Sun (e mai incluso ufficialmente in Linux), avente caratteristiche di integrity checking, deduplicazione, creazione di snapshot (quindi possibilità di rollback) e altro.
Btrfs (B-tree filesystem, dal nome della struttura dati impiegata), filesystem nato diverso tempo fa in casa Oracle quale risposta a ZFS, anch’esso con possibilità di creazione di snapshot, è già approdato in Ubuntu (alternate install), sebbene non come possibile filesystem di avvio.
I due filesystem più lo standard attuale Linux, ovvero EXT4, vengono ora confrontati da Phoronix quanto a prestazioni. ZFS sul neonato PC-BSD 8.1 e i filesystem Linux su Ubuntu 10.10 development snapshot (kernel 2.6.35).
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Tag: btrfs, ext4, zfs
Btrfs (B-tree filesystem, dal nome della struttura dati impiegata), filesystem nato in casa Oracle quale risposta a ZFS, viene sempre più spesso utilizzato nelle nuove distribuzioni Linux (come ad esempio la recentissima MeeGo), e si appresta addirittura all’approdo su Ubuntu.
Con questo curriculum, non sorprende che la popolarità di Btrfs sia in netto aumento e che esso catalizzi sempre più spesso l’attenzione della comunità open source, ponendosi in contrapposizione all’attuale “default”, Ext4.
Phoronix, come al solito, ha messo a confronto, l’un contro l’altro armati, i suddetti filesystem.
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Ad un mese circa dal rilascio della sorella gemella Red Hat Enterprise Linux, gli sviluppatori di CentOS hanno rilasciato la versione 5.5 della loro creatura.
Come RHEL 5.5, anche l’analoga versione di CentOS introduce il supporto a nuovo hardware, miglioramenti alle prestazioni delle guest KVM, possibilità di utilizzare Ext4 e filesystem cifrati grazie ad eCryptfs.
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I colleghi di Phoronix ci hanno abituato a benchmark di tutti i generi, da quelli in cui confrontano le prestazioni delle distribuzioni a quelli in cui mettono alla prova le varie incarnazioni di Linux (nel senso di kernel), passando per tutte le possibili combinazioni del caso.
L’ultimo benchmark, però, è stato dedicato ai filesystem e risulta decisamente interessante perché oltre ai soliti ext4, Btrfs e ReiserFS è stato incluso anche il tanto chiacchierato Reiser4, originariamente sviluppato Hans Reiser e ora, a seguito della famosa condanna per uxoricidio, portato avanti da ex-dipendenti della società di Reiser.
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Google sembrerebbe in procinto di aggiornare il filesystem dei suoi server da ext2 ad ext4: stando ad un messaggio pubblicato sulla mailing list di OpenWall da un suo dipendente, i test interni all’azienda avrebbero evidenziato ext4 come la miglior soluzione per le esigenze del colosso di Mountain View.
I contendenti di questa sfida sono stati XFS, ext4 e JFS ma solo i primi due hanno mostrato di poter fornire le prestazioni richieste da Google; la scelta di ext4 è stata dettata dalla possibilità di effettuare un aggiornamento “diretto” del filesystem.
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Quello dei filesystem è un “terreno minato”. Ad ogni occasione, conferenza, incontro, simposio, ritrovo di hacker del kernel Linux, spunta fuori l’argomento dei filesystem. Lo stesso Linus Torvalds in più di una occasione ha sottolineato che quello dei filesystem è il settore del kernel Linux più in fermento.
Quest’anno poi al Linux-Kongress 2009, che si è tenuto la scorsa settimana a Dresden (Germania), ci sono stati interventi proprio sui filesystem di Linux. Gli oratori sono stati Jan Kára, sviluppatore dei SUSE Labs e il famoso Theodore Ts’o, sviluppatore IBM, CTO (Chief Technology Officer) della Linux Foundation, nonché maggiore autore della famiglia di filesystem EXT, in particolare Ext4. Insomma, era presente uno dei guru dei filesystem Linux.
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Sembra che i giorni della versione 1 di GRUB siano ormai contati: anche grazie alla decisione delle principali distribuzioni di passare al più moderno GRUB 2, i ritmi di sviluppo di questo bootloader sono infatti aumentati sensibilmente, tanto che il rilascio della versione finale appare sempre più vicino.
Con la disponibilità di GRUB 1.97 tutte le funzionalità fondamentali sono ormai pronte, tanto che Ubuntu 9.10 Karmic Koala utilizza per default tale versione; questo rilascio arriva a due anni di distanza dal precedente e introduce una novità fondamentale come il supporto al filesystem Ext4.
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Chi di voi ha installato Moblin sui propri dispositivi avrà certamente notato che il filesystem di default non è ext4 ma ancora ext3. Non che il kernel Linux di Moblin non lo consenta, anzi trattandosi di un 2.6.30 il supporto ad ext4 è garantito. Intel ha scelto di utilizzare ext3 in attesa di definire il filesystem definitivo. Perché?
Il mistero sembra svelarsi leggendo una delle mail circolate in questi ultimi giorni sulla mailing list degli sviluppatori Moblin.
Sicuramente siamo in grado di supportare in lettura/scrittura il filesystem ext4. Per quanto riguarda il rootfs (root filesystem) stiamo seriamente prendendo in considerazione btrfs, la nuova generazione di filesystem Linux.
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Venerdì 28 agosto Linus Torvalds ha comunicato la Release Candidate 8 del kernel Linux 2.6.31. Il cerchio si stringe e la data di rilascio si avvicina. Inizialmente atteso per fine agosto il nuovo kernel Linux 2.6.31 sembra sarà rilasciato all’altezza del 7 settembre in occasione del Labor Day americano.
Cosa ci riserva il Kernel 2.6.31? È sempre difficile rispondere sinteticamente ad una domanda come questa, e questo sia perché si parla di lui, del kernel Linux, sia perché ovviamente si tratta di un progetto complesso cui partecipano attivamente circa un migliaio di sviluppatori, più una schiera molto nutrita di tester, sviluppatori minori, e mantainer.
I redattori di H-OnLine hanno preparato per l’occasione una serie di articoli che riassumono tutti i cambiamenti, le novità, le deprecazioni del kernel Linux 2.6.31.
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Phoronix continua coi benchmark e confronti di prestazioni. Oggi nell’occhio del mirino ci sono i tre più importanti filesystem Linux rilasciati nell’ultimo anno: ext4, btrfs, e nilfs2. Il primo, l’ext4, è disponibile fin dal kernel 2.6.28, il secondo, quindi il btrfs, è già presente nel kernel 2.6.29, e l’ultimo arrivato, il nilfs2, è stato incluso nel recente kernel 2.6.30.
Ad onor di cronaca, però, c’è da dire che l’attuale kernel “Linux 2.6.31″ in fase di lavorazione sta ancora apportando modifiche a questi tre filesystem, e principalmente al btrfs.
Dunque, ritornando a quanto da fatto da Phoronix, sono state verificate le prestazioni di questi tre filesystem in alcuni ambiti di utilizzo.
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