Btrfs (B-tree filesystem) è il filesystem, nato quale risposta a ZFS, che vanta alcune caratteristiche avanzate che EXT4 per parte sua non ha, quali, prima tra tutte, la possibilità (trasparente) di creazione di snapshot.
Seppur a livello di prestazioni Btrfs abbia ormai equiparato EXT4, altrettanto non si può dire della sua stabilità, in quanto i file system della seria EXT sono ben più rodati: c’è allora chi ha pensato di quadrare il cerchio e portare il supporto agli snapshot su EXT4.
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NTFS, il New Technology file system introdotto a partire dal 1993 sulla piattaforma Windows NT 3.1, è l’attuale successore dello storico e tuttora supportato file system FAT 32 sulle installazioni più recenti dei sistemi operativi di casa Microsoft.
Su Linux il supporto a tale file system è iniziato prima in lettura con un modulo del kernel (ormai deprecato), poi con un set denominato NTFSprogs che ne consentiva la lettura e la scrittura (oltre alla creazione, il ridimensionamento e il controllo della consistenza). L’ultima release stabile risale al 2007, e nel frattempo è stato sostituita da NTFS-3G, un modulo per lettura e scrittura basato su FUSE e portabile su diverse piattaforme.
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Superando se stesso, Phoronix mette in scena il suo più imponente confronto tra filesystem, ponendo al banco di prova il kernel Linux 2.6.38 accoppiato ai filesystem EXT3, EXT4, Btrfs, XFS, JFS, ReiserFS e NILFS2 (operanti, senza tuning, ai loro valori di default), con utilizzo sia su hard disk tradizionale che su unità SSD.
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Btrfs (B-tree filesystem, dal nome della struttura dati impiegata), filesystem nato in casa Oracle quale risposta a ZFS, viene sempre più spesso utilizzato nelle nuove distribuzioni Linux (come ad esempio la recentissima MeeGo), e si appresta addirittura all’approdo su Ubuntu.
Con questo curriculum, non sorprende che la popolarità di Btrfs sia in netto aumento e che esso catalizzi sempre più spesso l’attenzione della comunità open source, ponendosi in contrapposizione all’attuale “default”, Ext4.
Phoronix, come al solito, ha messo a confronto, l’un contro l’altro armati, i suddetti filesystem.
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Il 19 aprile scorso, Linus Torvalds ha annunciato il rilascio della quinta preview del kernel Linux 2.6.34. La release finale si appresta quindi ad arrivare a destinazione quanto prima e porta con se numerose novità. Due più importanti sono: Ceph e LogFs.
Partiamo da Ceph. Questa sigla è l’abbreviazione di Cephalopod, ovvero “cefalopode” che è una classe di molluschi acquatici.
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Nuova versione per SystemRescueCD, la collezione di applicazioni Open Source racchiuse in un’unica ISO avviabile da CD o USB e utile per ripristinare la propria Linuxbox: gli sviluppatori hanno infatti rilasciato la versione 1.3.5, contenente per lo più l’aggiornamento di alcuni tool e la correzione di alcuni problemi riscontrati.
Il ChangeLog, infatti, non è particolarmente corposo, ed elenca brevemente i pochi cambiamenti apportati dal team di sviluppo. Vediamo insieme quali sono le novità in arrivo con questa release.
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Google sembrerebbe in procinto di aggiornare il filesystem dei suoi server da ext2 ad ext4: stando ad un messaggio pubblicato sulla mailing list di OpenWall da un suo dipendente, i test interni all’azienda avrebbero evidenziato ext4 come la miglior soluzione per le esigenze del colosso di Mountain View.
I contendenti di questa sfida sono stati XFS, ext4 e JFS ma solo i primi due hanno mostrato di poter fornire le prestazioni richieste da Google; la scelta di ext4 è stata dettata dalla possibilità di effettuare un aggiornamento “diretto” del filesystem.
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Fedora 13 potrebbe usare le doti di Btrfs per garantire maggiore affidabilità durante gli upgrade, grazie alla possibilità del “file system finale” per Linux di “scattare” degli snapshot.
Fedora verrebbe quindi configurata per scattare uno snapshot di tutto il file system ad ogni aggiornamento dei pacchetti. In caso di problemi dopo l’aggiornamento basterà fare un reboot e avviare uno snapshot precedente, effettuando eventualmente un rollback definitivo.
Il bello è che Btrfs utilizza degli snapshot di tipo “Copy & Write”, che permettono di memorizzare l’istantanea di tutti i file e le directory in pochi secondi. Senza scendere nei dettagli, gli snapshot “Copy & Write” prevedono di non effettuare subito una copia della vecchia versione del file, ma solo quando il file (con ultima modifica in data precedente all’ultimo snapshot) sia stato modificato.
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Quello dei filesystem è un “terreno minato”. Ad ogni occasione, conferenza, incontro, simposio, ritrovo di hacker del kernel Linux, spunta fuori l’argomento dei filesystem. Lo stesso Linus Torvalds in più di una occasione ha sottolineato che quello dei filesystem è il settore del kernel Linux più in fermento.
Quest’anno poi al Linux-Kongress 2009, che si è tenuto la scorsa settimana a Dresden (Germania), ci sono stati interventi proprio sui filesystem di Linux. Gli oratori sono stati Jan Kára, sviluppatore dei SUSE Labs e il famoso Theodore Ts’o, sviluppatore IBM, CTO (Chief Technology Officer) della Linux Foundation, nonché maggiore autore della famiglia di filesystem EXT, in particolare Ext4. Insomma, era presente uno dei guru dei filesystem Linux.
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Phoronix continua coi benchmark e confronti di prestazioni. Oggi nell’occhio del mirino ci sono i tre più importanti filesystem Linux rilasciati nell’ultimo anno: ext4, btrfs, e nilfs2. Il primo, l’ext4, è disponibile fin dal kernel 2.6.28, il secondo, quindi il btrfs, è già presente nel kernel 2.6.29, e l’ultimo arrivato, il nilfs2, è stato incluso nel recente kernel 2.6.30.
Ad onor di cronaca, però, c’è da dire che l’attuale kernel “Linux 2.6.31″ in fase di lavorazione sta ancora apportando modifiche a questi tre filesystem, e principalmente al btrfs.
Dunque, ritornando a quanto da fatto da Phoronix, sono state verificate le prestazioni di questi tre filesystem in alcuni ambiti di utilizzo.
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