Il lancio di Windows 8 ha destato clamore nella comunità open source per l’ennesima iniziativa volta a limitare l’installazione di software non certificato accanto al nuovo sistema operativo del colosso di Redmond, estendendo UEFI con il supporto a Secure Boot.
Sebbene ci sia stata la smentita da fonti Microsoft, in quanto l’implementazione di Secure Boot resta ad esclusiva dei produttori hardware, la Free Software Foundation scende ancora una volta in campo a difesa del free software con una nuova iniziativa, volta ad informare del “pericolo” che gli utenti poco informati potrebbero correre.
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Come è ormai risaputo, progetti quali Nouveau mirano a fornire software di controllo per le schede grafiche che uniscano una licenza libera ad un’implementazione il più possibile aderente agli eventuali moduli ufficiali proprietari (quando ci sono) o che comunque assicurino un grado di funzionalità decente.
È altresì noto che l’utilizzo di sistemi basati su Linux su piattaforme embedded sia in grande crescita, grazie anche al favore che Android e MeeGo stanno incontrando presso i produttori di smartphone e tablet; questi dispositivi sono sempre più sofisticati, e hanno cominciato ad incorporare hardware che supporta operazioni in 3D.
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Free Software Foundation Latin America ha annunciato il rilascio del Kernel Linux 2.6.33-libre. Il gruppo di sviluppatori sudamericani ha lavorato con molto pazienza alla eliminazione di software non libero dal kernel Linux 2.6.33.
Linux 2.6.33-libre, come dice lo stesso nome intende essere una versione di Linux priva di ogni software binario e di ogni firmware non aderente ai “dettami del free software”. Il manifesto del progetto parla chiaro:
Linux non è stato più solo Free Software dal 1996 allorquando “Mr Torvalds” ha incluso il primo pezzo “non-Free Software” nelle distribuzioni Linux pubblicate dal 1991. Durante questi successivi anni, mentre il kernel è cresciuto (ndr in dimensione) di un fattore 14, la quantità di firmware non-Free richiesta dai driver Linux è cresciuta di un allarmante fattore 83.
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Non usano mezzi termini alla Free Software Foundation per definire iPad: il nuovo tablet di Apple è un pericoloso passo indietro per l’informatica e la distribuzione di contenuti. Gli strali della FSF si concentrano ancora una volta sull’uso delle soluzioni di Digital Restriction Management (DRM), ampiamente usate da Steve Jobs e soci per limitare la libertà degli utenti.
All’assalto dell’iPad è stata lanciata una petizione di Defective by Design, campagna anti DRM dei paladini del software libero capeggiati da Richard Stallman.
John Sullivan, uno dei promotori dell’iniziativa anti-iPad, ha protestato vivacemente, insieme ad altri membri della FSF, anche durante lo svolgimento del keynote di presentazione di Steve Jobs. L’obiettivo è quello di far capire alla stampa e ai media la “Restriction Zone” costruita da Cupertino intorno ai suoi prodotti, per impedire agli utenti di poter usare liberamente i propri dispositivi.
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Nell’ambiente FOSS questa sembra proprio essere la settimana della caccia ad Apple. Dopo i due ex programmatori Mozilla, ora tocca a Richard M. Stallman in persona puntare il dito contro la casa di Cupertino e contro il suo Mac OS X.
Direttamente dal blog della Free Software Foundation, il papà del software libero elenca quelli che secondo lui sono le “colpe” più gravi di Mac OS X, soprattutto in relazione ad alcuni aggiornamenti voluti da Apple per diffondere e difendere i famigerati DRM.
Come nel 2005, quando Apple aggiornò iTunes con la scusa di un problema di sicurezza, mentre il reale motivo era quello di impedire a software come PyMusique di accedere all’iTunes Store. Un problema che si è ripetuto negli anni ogni qual volta Apple cambiava il meccanismo DRM, impedendo alle versioni “vecchie” di iTunes di riprodurre i brani acquistati più di recente.
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Proseguendo la sua guerra per la libertà degli utenti, Free Software Foundation ha indetto una nuova campagna di sensibilizzazione, questa volta diretta ad incentivare l’uso di lettori PDF liberi.
Il sito della campagna, disponibile anche in italiano, contiene informazioni basilari sulla natura del formato PDF e, soprattutto, un elenco di lettori liberi disponibili per i vari sistemi operativi.
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La Free Software Foundation (quella del progetto Gnu, per intenderci) è da sempre intransigente quando si parla di software libero. Così intransigente da avere da ridire anche su alcuni componenti del kernel Linux che sarebbero non del tutto liberi, o quanto meno di dubbia licenza.
Ad essere sotto accusa sono quei firmware proprietari che vengono distribuiti assieme al kernel per permettere il corretto funzionamento di alcune periferiche. Secondo la FSF c’è un’unica soluzione: smettere di usare tali firmware e usare nelle distribuzioni Linux solo componenti approvati dalla FSF stessa, come nel caso di gNewSense.
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“Il giorno anti-pirateria”? Macché, è il giorno “anti-utenti”. È questo il commento sarcastico che la Free Software Foundation ha affidato al suo blog ufficiale per rispondere al “Global Anti-piracy Day” della Microsoft.
Il post critica il termine “pirata” per descrivere chi fa copie non autorizzate del software. Ma soprattutto se la prende con la campagna di Redmond che descrive i “pirati” come dei criminali internazionali da cui difendersi.
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In occasione del venticinquesimo anniversario di GNU (annunciato nel 1983), il fondatore del progetto Richard Stallman ha voluto spiegare quale politica la Free Software Foundation persegue a lungo termine.
Secondo Stallman:
Il movimento per il software libero persegue un cambiamento sociale: rendere tutto il software libero, così che tutti gli utenti possano essere parte di una comunità cooperante
Ma come ogni obiettivo a lungo termine, durante il cammino c’è bisogno di qualche compromesso.
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Forse non a tutti era noto che l’applicazione alla base dell’accelerazione 3D su GNU/Linux non aderiva alla filosofia della Free Software Foundation. Adesso, dopo mesi di trattative tra la stessa FSF e SGI, società che nel 1999 diede vita al progetto OpenGL, si è arrivati ad un accordo grazie al quale tale utility verrà rilasciato con una licenza approvata dalla FSF.
La nuova licenza con la quale verrà distribuito OpenGL sarà del tutto simile alla licenza X11 utilizzata da X.Org, e alla Free Software Foundation sembrano davvero entusiasti di ciò.
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