LinuxPlanet pubblica una lista dei 12 più comuni “buoni motivi” per non usare il Software Libero, commentando punto per punto alla ricerca di miti da sfatare tenuti in vita dal più classico dei FUD, con cui molti utenti avranno già avuto a che fare, o semplicemente dalla mancanza di informazioni che rispecchino la situazione attuale del mondo open source.
Chi conosce l’ambiente del Software Libero da qualche tempo, con tutta probabilità avrà sentito di persona, o letto su Internet, almeno una delle seguenti affermazioni, riferite tipicamente al sistema operativo Linux, ma estese in generale a tutto il software open source.
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Molti utenti e attori del mondo open source vedono in Microsoft il nemico per antonomasia e quasi tutti fanno fronte comune su questo punto. Ma è vero anche viceversa? Sì, e soprattutto nel mercato Server, Linux rappresenta una seria minaccia per Microsoft, sia per i costi minori sia per un vecchio adagio secondo cui Linux è sicuro e Windows invece no.
Secondo Microsoft, invece, questa consapevolezza di fondo è sbagliata, perché, a detta loro, il modello opensource non è adatto a garantire la sicurezza in quanto avere molti occhi (“many eyes” nell’articolo pubblicato sul Microsoft TechNet) non garantisce che i bachi vengano scoperti e tappati poiché le conoscenze sulla sicurezza non sono molto diffuse (fenomeno particolarmente sentito a Redmond) e inoltre il debugging è una delle attività più noiose, soprattutto per chi lavora su base volontaria.
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Sono tante le interviste che Linus Torvalds, il papà pinguino più amato del mondo, ha rilasciato negli ultimi mesi, anche se la nostra è di gran lunga la migliore :p.
Una delle ultime l’ha rilasciata a Peter Moon di Computer World, che ha focalizzato le domande sulle implicazioni commerciali e politiche dello sviluppo di Linux. Dall’intervista salta fuori che Torvalds ritiene necessario un supporto finanziario nello sviluppo opensource e che gli interessi commerciali sono importanti fin dall’inizio. E proprio per questo si ritiene contento ad aver cambiato la licenza iniziale di Linux (grosso modo del tipo “usalo e fanne quello che vuoi, tranne che per soldi”) con la GPL.
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