Importante aggiornamento per il set di compilatori sviluppati dalla Free Software Foundation, l’organizzazione che da tempo lotta in nome del software libero. È stato rilasciato, infatti, il nuovo GCC 4.2.4.
Joseph Myers, colui che ha annunciato questa nuova release, sottolinea come questa versione contenga numerosi bug-fix di problemi pervenuti con GCC 4.2.3 e miglioramenti riguardanti la retrocompatibilità con le precedenti versioni.
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È stato rilasciato da poco il GCC 4.3, ultima incarnazione del compilatore Gnu, con il suo bagaglio di novità, miglioramenti e fix. Il nuovo compilatore, però, ha fatto saltar fuori un problema presente in alcuni kernel Unix.
Si tratta del codice macchina prodotto per accedere alla memoria: le versioni precedenti di GCC reimpostavano automaticamente un flag interno al kernel, mentre la versione 4.3.0 suppone che sia il kernel ad impostare il flag e paradossalmente è quest’ultimo comportamento ad essere quello corretto.
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Uno degli strumenti fondamentali in tutto il panorama GNU/Linux è sicuramente GCC, il compilatore aperto, che spesso vi sarete trovati ad utilizzare. È stata rilasciata da pochissimo la nuova versione maggiore della serie 4, la 4.3.0, che porta grossi miglioramenti soprattutto per chi ha processori nuovi di zecca.
È stato infatti introdotto il supporto al nuovo set di istruzioni SSE4.1 e SSE4.2, e il supporto all’ottimizzazione per i processori delle architetture Intel Core 2 e AMD Geode. Una notizia che farà sicuramente felici gli utilizzatori di distribuzioni come Gentoo o semplicemente fan della compilazione da sorgenti.
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GCC è uno dei più famosi compilatori Open Source che popolano il panorama del free software, GNU Compiler Collection include il supporto per C, C++, Objective-C, Fortran, Java, e Ada e ormai da molto tempo adotta come licenza la GPL2, uno dei pilastri della FSF.
Con la recente release 4.2.2 oltre ai soliti bugfix troviamo un’importante novità, vale a dire il cambio di licenza che ora passa alla tanto criticata GPL3.
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Negli ultimi 10 anni, abbiamo assistito ad un imponente cambio di rotta nell’industria software e nei linguaggi di programmazione. Tale cambiamento è iniziato in maniera massiccia prima con Java e poi con il .Net framework di Microsoft e consiste nell’ormai noto sistema formato da una Virtual Machine e da un compilatore che non produce più codice nativo, bensì bytecode. Questo ha permesso all’industria di rendersi indipendente dall’hardware sottostante, così come dal sistema operativo su cui dovranno girare le applicazioni.
Tutte queste però in generale sono macchine virtuali molto complesse che elaborano un bytecode abbastanza distante dai linguaggi macchina. Questo si traduce essenzialmente in prestazioni non eccelse e in Virtual Machine molto complesse e spesso pachidermiche.
LLVM ha cercato di spingere ancora di più sull’indipendenza hardware e software delle applicazioni, in più ha introdotto una certa indipendenza dal linguaggio di programmazione base.
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