Dopo il rilascio di GNOME 3.4 avvenuto qualche mese fa il team di GNOME continua il suo lavoro e qualche settimana fa è arrivata la prima minor release con GNOME 3.4.1 che porta con se un notevole lavoro di bugfixing.
Tuttavia il team di sviluppatori è già al lavoro per lo sviluppo di GNOME 3.6, infatti all’interno del repository GIT di GNOME sono comparsi dei mockup che illustrano alcuni pannelli chiamati Initial System Setup.
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Il lavoro degli sviluppatori di MATE, il desktop environment fork di GNOME 2.32, prosegue incessante: proprio oggi infatti è stato rilasciato MATE 1.2.0, l’ultima versione dell’ambiente desktop che introduce alcuni miglioramenti all’intera infrastruttura.
Essenzialmente, oltre ai soliti corposi e numerosi bugfix, sono stati risolti tutti i conflitti con GNOME riguardo i software e il naming dei programmi. Tutta la configurazione è stata spostata in ~/.config/mate, ed è stata migliorata la funzione di apertura delle applicazioni. Caja, il file manager erede di Nautilus, ha subito modifiche sostanziali vedendo una parziale reingegnerizzazione e l’introduzione delle feature di undo/redo.
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Quando si parla di riscritture come quelle che hanno investito GNOME nelle ultime release e KDE qualche tempo prima, di solito si attende sempre qualche release per esprimere un giudizio completo, in modo che le nuove feature introdotte possano essere assestate intorno a valori di stabilità e robustezza accettabili. È proprio quello di cui parla Joe Brockmeier nel suo ultimo articolo in cui mette in luce le novità di GNOME 3.4.
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In perfetto accordo con la tabella di marcia è stato rilasciato GNOME 3.4. Una release importante che porta una ventata di bugfix e di migliorie all’usabilità in uno dei desktop environment più conosciuti del panorama open source.
Vediamo quindi una lista delle maggiori novità che GNOME 3.4 porta con se.
- GTK+ 3.4: La nuova versione delle librerie grafiche introduce molte novità quali il supporto allo “smooth scrolling”, migliori capacità di personalizzazione e miglioramenti sensibili ai backhand per HTML5 e Wayland.
- GNOME Boxes: il nuovo strumento che integra le macchine virtuali e i desktop remoti in una unica applicazione.
- Epiphany: il browser di default di GNOME, oltre agli ovvi bugfix, ha subito una radicale modifica dell’interfaccia per allinearlo alla modernità dei browser più diffusi,
- Integrazione più profonda con i social network grazie alla nuova libreria di interfaccia libsocialweb.
- GNOME-Shell arriva con tutta una serie di piccoli miglioramenti fra cui una gestione semplificata delle estensioni e migliori prestazioni nella ricerca delle applicazioni.
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Unity e l’esperienza utente di Ubuntu 12.04 nel suo flavour preferito non sembrano essere l’unico target di Canonical per questa release: sta facendo infatti la sua comparsa nel ramo di sviluppo un ambiente desktop chiamato “GNOME Classic“. C’era già da prima a dire il vero, ed era basato su GNOME in versione Fallback, per non utilizzare GNOME Shell.
La vera novità è che come avevamo anticipato qualche tempo fa Canonical ha condotto su Ubuntu un lavoro di dimensioni non indifferenti per permettere agli utenti di tornare al loro caro vecchio GNOME – o desktop classico, come veniva chiamato nelle precedenti release. La cosa impressionante è che il nuovo GNOME Classic sembra aver ereditato tutte le caratteristiche del suo predecessore, e ad un primo sguardo non sembrerebbe mancargli proprio nulla.
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