Avevamo già scritto dell’interessante nuovo progetto targato GNU: un software web-based per la condivisione di materiale multimediale, che puntasse alla libertà dell’utente e alla facilità di configurazione e d’uso. Attraverso MediaGoblin tutto questo diventa possibile, e rilasciato MediaGoblin 0.2.0 al team di sviluppo non rimane che guardare avanti.
Essenzialmente insieme ai parecchi bugfix introdotti, questa versione porta una novità piuttosto corposa: la possibilità infatti non solo di caricare video sulla piattaforma open source, ma di fornire attraverso il server MediaGoblin la possibilità di riprodurre il contenuto in uno streaming video utilizzante HTML5.
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Risale al cinque maggio scorso un articolo pubblicato su NetworkWorld in cui viene discusso un nuovo progetto Web based targato GNU: Mediagoblin, realizzato con il supporto di OStatus, lo standard aperto motore del social network Identi.ca.
L’idea di fondo non è del tutto nuova: Mediagoblin vuole essere – almeno inizialmente – un sistema di condivisione di foto alla pari di più famosi servizi come Flickr e Picasa.
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“Molti utenti del sistema GNU/Linux non hanno mai sentito parlare di software libero.” Inizia così l’intervista pubblicata su TechRadar a RMS, o Richard Matthew Stallman se preferite, il pioniere del movimento Free Software e del progetto GNU.
Molte delle domande poste a Stallman toccano la perenne diatriba free software/open source; oltre a ricordare la differenza tra entrambe queste diciture, spesso fraintese o male interpretate, St. IGNUcius non risparmia stoccate al software proprietario:
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“Il nostro obiettivo è quello di rendere GNU Free Call diffuso e usabile come Skype, ma senza richiedere un provider centralizzato presso il quale doversi registrare e senza l’utilizzo di protocolli binari, che potrebbero contenere backdoor.”
Queste le parole introduttive di Haakon Eriksen e David Sugar circa il progetto GNU Free Call, che mira ad essere un nuovo servizio di comunicazione in diretta concorrenza con Skype ma “free as in freedom and free as in no cost”, ovvero realmente free, sia nella libertà che solo codice e licenze aperti possono dare che nell’assoluta assenza di costi per ognuno.
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Una delle critiche mosse da sempre (soprattutto) alle distribuzioni basate su dpkg/APT è la mancanza di un pannello di controllo centralizzato da cui sia possibile modificare il sistema.
Considerando che non tutti gli utenti si trovano a loro agio con il menù Sistema di GNOME o con l’equivalente di KDE, qualcuno ha pensato di creare la controparte Ubuntu del Mandriva Control Center, dando vita ad Ubuntu Control Center.
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La notizia è di qualche giorno fa e nasconde una diatriba ben più profonda sviluppatasi recentemente fra Philip Van Hoof e Richard Stallman, guru del movimento Free Software nonché pioniere del progetto GNU.
Pare infatti che la pietra dello scandalo sia stato un post di Miguel de Icaza riportato su Planet GNOME.
Come molti altri post precedenti, quello incriminato trattava di software proprietario (per la precisione Microsoft Silverlight) e ha destato più di qualche perplessità tra i membri della community. La discussione si è spostata nella mailing list di GNOME fino a riguardare più in generale la pratica di promuovere software proprietario in Planet GNOME.
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Il team di openSUSE-LXDE, e nello specifico Andrea Florio, ha annunciato la disponibilità del primo Live CD di questa distribuzione derivata da openSUSE 11.1
Usando SUSE Studio, il servizio online messo a disposizione da Novell, è stato possibile costruire, assemblare e generare un Live CD di openSUSE-LXDE. Davvero strabiliante, e pensare che con lo stesso procedimento, e con qualche paziente click del mouse, è possibile creare una qualsiasi distribuzione derivata da Fedora, openSUSE, Ubuntu.
Questa derivata di openSUSE si differenzia dalla versione standard proprio per l’utilizzo del desktop environment LXDE.
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Abbiamo già parlato di SUSE Studio proprio qualche settimana fa. Ora, siamo in grado di fornire alcuni screenshot di questo strumento per la creazione e packaging di distribuzioni Linux personalizzate. Il portale Web infatti ancora non è accessibile a tutti, ma solo a quel ristretto numero di utenti che hanno ricevuto l’invito a partecipare.
Ricordiamo che SUSE Studio è per molti versi simile ad openSUSE Build Service. I due prodotti della Novell si differenziano però per la complessità dell’approccio utilizzato. Mentre openSUSE Build Service si rivolge ad utenti avanzati, e a tutte le persone già molto pratiche di Linux e di amministrazione di sistema, al contrario SUSE Studio ha un approccio più semplice, basato su wizard e su pochi menu di configurazione.
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La Free Software Foundation (FSF) e Cisco Systems Inc. hanno raggiunto un accordo. A comunicare la notizia è stata la stessa FSF svelando anche parte di quanto concordato. Cisco si impegna a risarcire economicamente la FSF, garantendo quindi lo sviluppo di alcuni progetti Open Source. Oltre a questo la stessa Cisco dovrà collaborare costantemente con uno dei manager FSF al fine di validare il proprio utilizzo dei prodotti coperti dalla licenze GPL e LGPL.
La “bomba” era esplosa l’11 dicembre 2008 allorquando la FSF aveva deciso di citare in giudizio Cisco. Linksys, uno dei brand di Cisco, era stata accusata di aver utilizzato impropriamente codice coperto da licenze GPL e LGPL. In pratica Linksys aveva usato e modificato componenti GNU quali GCC, Binutils e GLIBC, senza fornire tutti i sorgenti modificati. Uno dei prodotti incriminati era proprio il famoso Linksys WRT54GL WiFi router.
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Mozilla Foundation continua con i rilasci di maintenance della serie Firefox 3.0.x. Ad un mese di rilascio della versione 3.0.8 arriva ora la versione Firefox 3.0.9.
Essendo la serie Firefox 3.0.x in fase di mantenimento è ovvio che il rilascio in questione punta solo a migliorare la stabilità del browser, correggendo “falle” e “comportamenti anomali”. Le note di rilascio rese disponibili sul wiki elencano tutti i bug e i security fix corretti. In particolare l’elenco dei bug corretti è abbastanza “corposo”.
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