di
Gianluca Masone -
Martedì 17 Novembre 2009 alle 11:51

Alla fine arriva l’ammissione ufficiale di Microsoft. L’applicativo WUDT, che sta per Windows 7 USB/DVD Download Tool, ha attinto alcune parti di codice da un progetto Open Source ospitato su CodePlex.
Il caso era scoppiato qualche giorno fa. Rafael Rivera Jr aveva pubblicato sul proprio blog una analisi dettagliata che confrontava alcuni sorgenti di WUDT con quelli del progetto Open Source ImageMaster ospitato su CodePlex. Spuntano fuori diverse similitudini, parti di codice strutturalmente simili, insomma il solito gioco del “rinomina le variabili” e modifica leggermente i cicli “while” e i costrutti “if”. Non c’era dubbio WUDT era stato ricavato da ImageMaster.
Continua »
di
Matteo Campofiorito -
Mercoledì 11 Novembre 2009 alle 12:55

In occasione dell’uscita di Windows 7, Microsoft aveva rilasciato un programma chiamato Windows 7 USB/DVD Download Tool, utile per trasferire la ISO del nuovo sistema operativo su pen drive USB e permetterne il boot su netbook e nettop in cui non fosse presente un’unità DVD.
Un tool davvero molto utile, ma a quanto pare non interamente farina del sacco di Redmond. Rafael Rivera, noto blogger e Windows hacker, andando a cercare nel codice di Windows 7 USB/DVD Download Tool ha trovato dei riferimenti a codice protetto da licenza GPLv2.
Stando a quanto riportato da Rivera, Microsoft avrebbe attinto al codice di un software open source, ospitato peraltro su CodePlex, chiamato ImageMaster.
Continua »
di
Gianluca Masone -
Lunedì 27 Luglio 2009 alle 12:05

La risposta non è tardata ad arrivare, d’altra parte bisognava muoversi con estrema rapidità e precisione, prima che il chiacchiericcio degenerasse:
Il motivo principale per cui abbiamo preso questa decisione in questo caso è perché la GPLv2 è la licenza preferita dalla comunità Open Source, e richiesta per una ampia accettazione. Per noi per poter partecipare al progetto Linux Driver la GPLv2 era l’opzione migliore che ci consentiva di beneficiare del supporto offerto dalla comunità. La risposta della comunità all’annuncio di rilascio del codice è stata buona.
A parlare è sempre lui, Sam Ramji, l’uomo di Microsoft impegnato in prima linea ad orchestrare i rapporti con la comunità Open Source e a risolvere le situazioni spinose, e questa dei driver Linux per Hyper-V lo è.
Continua »
di
Michele C. Soccio -
Giovedì 23 Luglio 2009 alle 11:51

Il rilascio di codice sorgente destinato ad entrare nel kernel Linux sarebbe stato da parte di Microsoft più sofferto di quanto si fosse immaginato in un primo momento. Il principale ostacolo a questa “storica” operazione non è infatti da imputare al contributo offerto da Redmond ad un prodotto concorrente (il kernel Linux per l’appunto), ma la licenza GPL che accompagna le famose 20.000 righe rilasciate.
Pare infatti che Microsoft avesse scelto una licenza differente per il driver Hyper-V destinato al kernel Linux. Secondo quanto rivelato da Stephen Hemminger, un ingegnere della società Vyatta, Microsoft avrebbe incluso nel proprio driver alcuni pezzi di codice GPL destinati al networking e distribuiti proprio dalla Vyatta.
Hemminger avrebbe poi contattato un programmatore Novell sperando che la vicinanza tra Novell e Microsoft, permettesse di ricordare a Redmond le stringenti regole della licenza GPL. Solo in seguito a questa operazione, Microsoft avrebbe considerato la scelta (obbligata) di rilasciare il codice sotto licenza GPL.
Continua »
di
Davide Falanga -
Giovedì 2 Luglio 2009 alle 10:11

Il portale americano di finanza e marketing MarketWatch riporta un interessante studio sulla diffusione della GPL e derivate all’interno del panorama Open Source: l’analisi, svolta dall’azienda Black Duck Software, segnala come dato principale il quadruplicarsi della diffusione della GPLv3.
Se nel 2008 erano circa 2300 i progetti Open Source che adottavano tale licenza, nel 2009 se ne contano oltre 9000, e le previsioni sono ancora migliori: secondo tale report, la GPLv3 dovrebbe superare per diffusione la licenza BSD entro i prossimi 6 mesi, nonostante numerosi progetti di grosse dimensioni, quale ad esempio lo stesso Linux, siano rimaste alla versione 2 della GNU Public License.
Continua »
di
Gianluca Masone -
Lunedì 25 Maggio 2009 alle 09:11

La Free Software Foundation (FSF) e Cisco Systems Inc. hanno raggiunto un accordo. A comunicare la notizia è stata la stessa FSF svelando anche parte di quanto concordato. Cisco si impegna a risarcire economicamente la FSF, garantendo quindi lo sviluppo di alcuni progetti Open Source. Oltre a questo la stessa Cisco dovrà collaborare costantemente con uno dei manager FSF al fine di validare il proprio utilizzo dei prodotti coperti dalla licenze GPL e LGPL.
La “bomba” era esplosa l’11 dicembre 2008 allorquando la FSF aveva deciso di citare in giudizio Cisco. Linksys, uno dei brand di Cisco, era stata accusata di aver utilizzato impropriamente codice coperto da licenze GPL e LGPL. In pratica Linksys aveva usato e modificato componenti GNU quali GCC, Binutils e GLIBC, senza fornire tutti i sorgenti modificati. Uno dei prodotti incriminati era proprio il famoso Linksys WRT54GL WiFi router.
Continua »