Tag Archives: gpl

Microsoft non voleva la GPL per il codice finito nel kernel Linux

Il rilascio di codice sorgente destinato ad entrare nel kernel Linux sarebbe stato da parte di Microsoft più sofferto di quanto si fosse immaginato in un primo momento. Il principale ostacolo a questa “storica” operazione non è infatti da imputare al contributo offerto da Redmond ad un prodotto concorrente (il kernel Linux per l’appunto), ma la licenza GPL che accompagna le famose 20.000 righe rilasciate.

Pare infatti che Microsoft avesse scelto una licenza differente per il driver Hyper-V destinato al kernel Linux. Secondo quanto rivelato da Stephen Hemminger, un ingegnere della società Vyatta, Microsoft avrebbe incluso nel proprio driver alcuni pezzi di codice GPL destinati al networking e distribuiti proprio dalla Vyatta.

Hemminger avrebbe poi contattato un programmatore Novell sperando che la vicinanza tra Novell e Microsoft, permettesse di ricordare a Redmond le stringenti regole della licenza GPL. Solo in seguito a questa operazione, Microsoft avrebbe considerato la scelta (obbligata) di rilasciare il codice sotto licenza GPL.

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La diffusione della GPLv3 quadruplica nel 2009, ma i progetti GPL diminuiscono

Il portale americano di finanza e marketing MarketWatch riporta un interessante studio sulla diffusione della GPL e derivate all’interno del panorama Open Source: l’analisi, svolta dall’azienda Black Duck Software, segnala come dato principale il quadruplicarsi della diffusione della GPLv3.

Se nel 2008 erano circa 2300 i progetti Open Source che adottavano tale licenza, nel 2009 se ne contano oltre 9000, e le previsioni sono ancora migliori: secondo tale report, la GPLv3 dovrebbe superare per diffusione la licenza BSD entro i prossimi 6 mesi, nonostante numerosi progetti di grosse dimensioni, quale ad esempio lo stesso Linux, siano rimaste alla versione 2 della GNU Public License.

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FSF e Cisco arrivano ad un accordo

La Free Software Foundation (FSF) e Cisco Systems Inc. hanno raggiunto un accordo. A comunicare la notizia è stata la stessa FSF svelando anche parte di quanto concordato. Cisco si impegna a risarcire economicamente la FSF, garantendo quindi lo sviluppo di alcuni progetti Open Source. Oltre a questo la stessa Cisco dovrà collaborare costantemente con uno dei manager FSF al fine di validare il proprio utilizzo dei prodotti coperti dalla licenze GPL e LGPL.

La “bomba” era esplosa l’11 dicembre 2008 allorquando la FSF aveva deciso di citare in giudizio Cisco. Linksys, uno dei brand di Cisco, era stata accusata di aver utilizzato impropriamente codice coperto da licenze GPL e LGPL. In pratica Linksys aveva usato e modificato componenti GNU quali GCC, Binutils e GLIBC, senza fornire tutti i sorgenti modificati. Uno dei prodotti incriminati era proprio il famoso Linksys WRT54GL WiFi router.

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Wikipedia adotterà la licenza Creative Commons Atribution Share-Alike?

Il popolo di Wikipedia, o meglio tutte quelle persone che negli anni hanno contribuito alla “costruzione” della famosa enciclopedia online, è stato “chiamato alle urne”. Il board di Wikimedia, la fondazione dietro Wikipedia e altri progetti collaterali, avrebbe deciso di cambiare la licenza adottata per i contenuti Web. Tuttavia non potendo decidere unilateralmente per il “cambio di rotta” deve ricorrere ad una votazione tra tutti i membri che lavorano attivamente al progetto.

La licenza con cui è nata Wikipedia, e che è tutt’ora utilizzata, è la GNU Free Documentation License (GFDL). Questa è stata ideata dalla Free Software Foundation per gestire la documentazione tecnica dei progetti software della GNU. Proprio per la sua origine legata al mondo del software la GDFL presenta alcune caratteristiche che col passare del tempo sono divenute sempre più vincolanti per i contenuti gestiti da Wikipedia, certamente di tutt’altra natura.

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Stallman contro gli applicativi online: the JavaScript Trap

Un po’ come il Don Quijote di Cervantes, anche Richard Stallman è perennemente alla ricerca di battaglie in favore della libertà degli utenti: dopo aver annunciato il disinnesco della trappola di Java, RMS ha infatti iniziato la sua campagna contro il codice JavaScript proprietario o, per meglio dire, offuscato.

Moltissime applicazioni Web offrono un’esperienza utente simile a quella degli applicativi tradizionali e, per fare ciò, caricano sul PC degli utenti il codice JavaScript contenente le funzionalità da eseguire nel browser; il problema è che nella maggior parte dei casi si tratta di codice illeggibile, compresso e “riorganizzato” per ridurre le dimensioni (e renderne difficoltosa la modifica).

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Launchpad diventa open source

Dopo tanto attendere Canonical ha deciso di rilasciare Launchpad come progetto open source. Per chi non lo sapesse, Launchpad è un sito di hosting dedicato allo sviluppo di software open source. Nato inizialmente per coordinare lo sviluppo di Ubuntu, è riuscito ad espandersi fornendo asilo a quasi 10.000 progetti.

Il processo di rilascio del sorgente non sarà immediato: attualmente la data prevista è il 21 luglio di quest’anno. Prima di quella data Canonical dovrà rivedere tutta la documentazione online e assicurarsi che il codice utilizzato, una volta reso pubblico, non violi le licenze di terze parti. Per l’occasione sarà assegnato anche un nuovo numero di versione, arrivando così a Launchpad 3.0.

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La nuova release di Qt avrà licenza LGPL

Nokia ha annunciato sul sito ufficiale di Qt che la prossima release del framework (la 4.5, pianificata per marzo 2009) verrà rilasciata secondo i termini della licenza LGPL.

Qt è un diffuso framework per sviluppo di software che supporta Linux, Windows e Mac OS X oltre a diversi sistemi operativi per dispositivi mobili.

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Debian accetta la AGPL per i software nei suoi repository

Una delle caratteristiche che ha da sempre contraddistinto Debian è la sua filosofia improntata pienamente al software libero. Per questo motivo, diversi software largamente diffusi non hanno trovato posto nei repository ufficiali della distribuzione, a causa di licenze non compatibili con le linee guida ufficiali.

I responsabili della distribuzione, però, sono sempre stati disponibili ad accettare qualunque progetto potesse rispettare gli ideali alla base di tale filosofia. Ecco, dunque, che alcuni membri del team che si occupa dell’FTP di Debian ha espresso la propria opinione sull’introduzione di software con licenza AGPL all’interno della distribuzione, sostenendo tesi a favore di tale licenza.

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La Free Software Foundation denuncia Cisco

I prodotti a brand Linksys di Cisco violano la GPL. A dirlo è la Free Software Foundation (FSF), che ha deciso di passare dalle parole ai fatti, citando in giudizio Cisco per violazione di copyright. Secondo gli avvocati della FSF, l’azienda, famosa in tutto il mondo per i propri router, avrebbe incluso nei propri prodotti dei software coperti da licenza GPL e LGPL senza rilasciare però il codice sorgente.

Si parla di software che vanno dal compilatore GCC alle binutils, fino alla libreria C di GNU (glibc). Per tutti questi software Cisco si sarebbe rifiutata di fornire il codice sorgente nella distribuzione dei propri prodotti, nonostante gli avvocati della FSF abbiano più volte sollecitato l’azienda.

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Violazione della GPL: una questione di voti

Ennesimo caso di violazione della licenza GPL: questa volta ad essere sotto accusa non è il solito apparecchietto domestico (vedi i precedenti casi BusiBox) ma un dispositivo per il voto elettronico prodotto dalla Diebold. Nel caso particolare Diebold e la sua sussidiaria Premier Election Solutions sarebbero ree di includere all’interno dei propri apparecchi una versione modificata del software GhostScript senza rispettarne la licenza.

Infatti la licenza GPL, sotto cui il famosissimo software dedicato a PDF e PS è rilasciato, non lascia scampo: rivendi, modifica e utilizza come vuoi il software, ma rendi sempre disponibile il codice sorgente. La natura “virale” della licenza fa il resto e impone di “liberare” il codice sorgente di qualunque cosa venga mischiata con del codice GPL.

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