Ve l’avevo promesso… e infatti in questo momento sto compilando KDE4, come vi avevo anticipato nel mio precedente post. Appena finita questa onerosa procedura per il mio processore potrò finalmente darvi un’analisi più accurata dello stato in cui sono i lavori.
Quello che mi ha fatto cambiare idea è stato in realtà un metodo molto semplice che permette più o meno a chiunque di compilare l’ultima versione in Subversion di KDE4, che ho scoperto grazie a una guida di Felipe, che colgo l’occasione per ringraziare dello sforzo.
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Ubuntu Gutsy è fra noi, lo sappiamo, anche perché, a ragione, ne parlano un po’ tutti. E anche Dell lo sa e ci tiene a far sapere che l’upgrade a Ubuntu 7.10 per i suoi desktop e notebook targati Linux non sarà disponibile da subito.
La ragione è subito spiegata: prima di fornire la nuova versione della distribuzione umana nei laboratori Dell vogliono essere assolutamente sicuri che non sorga alcun problema, e che l’aggiornamento, anche in presenza di modifiche da parte dell’utente, possa funzionare senza alcun intoppo, in modo che tutto funzioni al primo colpo.
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Uno dei tanti servizi offerti da Canonical per diffondere Ubuntu, e a mio avviso uno dei più nobili, è il servizio ShipIt, del quale non tutti sono a conoscenza.
Tramite ShipIt è possibile ordinare i CD di Ubuntu e farli arrivare a casa vostra (anche se dopo un bel po’) senza alcun costo.
Un ottimo modo per chi non ha una connessione veloce e non può permettersi di scaricare un’immagine CD, o per chi vuole far conoscere ai propri amici o conoscenti un nuovo sistema operativo nella maniera migliore possibile. Insomma, un “regalo” per tutta la comunità della distribuzione Linux più famosa al mondo. Ma perchè ve ne parlo proprio ora?
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Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, in casa Canonical non perdono un attimo e la pianificazione di ogni release è davvero frenetica. Infatti, proprio mentre Gutsy sta entrando in stato Beta, si iniziano già ad avere i dettagli sulla prossima release, che ora ha anche un nome: Hardy Heron.
Questa release ha un’importanza quasi storica. Ci sono tanti fattori che rendono Hardy probabilmente la release più attesa di Ubuntu di sempre, primo tra tutti, l’annuncio che Hardy Heron non sarà il successore di Gutsy, ma di Dapper. Hardy sarà una LTS, o distribuzione enterprise. Insomma una distribuzione con supporto esteso fino a 3 anni (5 per i server) che viene incentrata sulla stabilità.
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Come mia consuetudine, all’incirca un mese prima del rilascio ufficiale, aggiorno la mia versione di Ubuntu. Così oggi mi sono confrontato con Gutsy e ne sono rimasto davvero colpito. Se il cambiamento Edgy-Feisty mi aveva lasciato abbastanza indifferente, Gutsy è riuscita anche a risolvermi alcuni problemi. Ma andiamo con ordine.
Io sono solito fare “installazioni fresche”, cosa che consiglio a tutti, ma prima di installare il CD di Tribe 5 ho provato la procedura di avanzamento di versione che l’ultima volta era finita in maniera tragica.
Tuttavia, seppur con qualche precauzione del sottoscritto, l’aggiornamento è andato a buon fine. Soddisfatto della cosa, ho proceduto all’aggiornamento sia del portatile che del desktop.
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Se per la sicurezza di solito le distribuzioni preferiscono SELinux, Ubuntu va un po’ controcorrente. Infatti, la prossima versione, Gutsy Gibbon, prevista per il 18 ottobre, includerà AppArmor già nell’installazione base.
Del modulo per la sicurezza sviluppato principalmente da Novell e incluso in Suse e OpenSuse avevamo già parlato, descrivendolo come un sistema semplice ed immediato e forse proprio questo ha condizionato la scelta della distro Ubuntu, che ha la facilità d’uso tra le sue bandiere.
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E’ uscita da poco ma è già l’ultima moda nel mondo Linux, “Feisty Fawn” (Cerbiatto Eccitato), numericamente 7.04, è l’ultimo rilascio della distribuzione più “umana” tra i pinguini: Ubuntu.
Anche questa volta gli sviluppatori non ci hanno deluso, sia per il nome, che diventa sempre più stupido a ogni release (la prossima sarà “Gutsy Gibbon” e vi lascio il piacere di tradurlo), sia per le nuove funzionalità che mirano sempre di più a scalzare Windows dai nostri PC.
Iniziamo dalla procedura di installazione, come sempre davvero user-friendly ed estremamente funzionale: basta avviare il live CD e infine far partire il programma di installazione. Così mentre il cerbiatto colonizza il vostro PC potete navigare, giocare, ascoltare musica, insomma utilizzare il vostro nuovo sistema operativo ancora prima che venga installato.
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