Nona versione stabile per il browser di BiG G (scaricabile nella versione per Windows da Download.HTML.it), che porta con sé le interessanti caratteristiche da noi anticipate nel recente passato: capacità 3D native con WebGL senza plugin esterni (come già Firefox 4 nella sua Beta 7), Google Instant e Chrome Web Store.
Il supporto a WebGL consente di utilizzare le primitive OpenGL attraverso il linguaggio di scripting JavaScript, permettendo quindi la costruzione di applicazioni grafiche tridimensionali accelerate all’interno dello stesso browser, le cui potenzialità vengono ad esempio palesate dall’impressionante Body Browser.
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Google compirà un ulteriore passo a sostegno dell’adozione di formati liberi di distribuzione video nel più ampio contesto possibile, rimuovendo il supporto in Chrome (presente fin’ora di default) per il formato H.264.
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Grazie all’abbondanza di tool e software messa a disposizione da Google e gli altri supporter del progetto WebM sono già partiti i primi test di qualità per confrontare quali siano le effettive performance del codec VP8 contro H.264.
I risultati vedono i due contendenti sostanzialmente in una condizione di parità. Le differenze tra i file compressi in H.264 o in VP8 sono impercettibili e l’unico leggero vantaggio H.264 sembrerebbe averlo con immagini in forte movimento. Il tutto ovviamente al netto di eventuali ottimizzazioni dei parametri di compressione (quelle per H.264 sono ben rodate, mentre per VP8 c’è ovviamente meno esperienza).
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Non lasciano adito al dubbio i test condotti da Jan Ozer, esperto in media streaming: H.264 offre risultati di gran lunga migliori di Ogg Theora. Nell’esperimento non solo H.264 ha surclassato Theora a parità di bitrate, ma anche quando il bitrate era nominalmente a sfavore del blasonato codec proprietario.
Uno scontro da cui Theora è uscito abbastanza malconcio da richiedere l’intervento di Greg Maxwell, in rappresentanza della stessa fondazione Xiph che sviluppa il codec open source. Maxwell ha fatto notare che il test non è stato del tutto corretto, che i parametri scelti per la codifica di Theora erano per nulla ottimizzati e che era stata usata una versione del codec (quella per Quicktime) che non è particolarmente seguita e aggiornata da Xiph.
Stesse obiezioni mosse a KeyJ, blogger e sviluppatore, che armato di SSIM (un algoritmo per la misura oggettiva della qualità) ha confrontato H.264, MPEG4, Theora e Dirac. In questo, addirittura, il test sarebbe stato inficiato dall’utilizzo di una versione ormai obsoleta del codec. Per la cronaca: anche nel test condotto da KeyJ H.264 ha vinto su tutti i campi.
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Ora che la questione codec è tornata alla ribalta, con l’introduzione di HTML5 e dei video nativi su YouTube e Vimeo, Mozilla ha espresso senza se e senza ma la sua posizione al riguardo: H.264 non verrà mai usato in Firefox. A presentare le ragioni di Mozilla è Mike Shaver, a capo del settore engineering.
La questione “codec” è ritornata in auge dopo che YouTube che Vimeo hanno avviato una sperimentazione del tag di HTML5 scegliendo proprio H.264, nonostante questo sia supportato al momento da una fetta esigua di browser (Chrome e Safari). Dailymotion, che già da alcuni mesi porta avanti una sperimentazione simile, si è invece schierata dalla parte open e ha scelto Ogg Theora, supportato da Firefox, Opera e Chrome, e spinto soprattutto da Mozilla e Opera.
Le ragioni del no tutte incentrate sulla natura proprietaria del codec: chiunque voglia implementare H.264 all’interno di un prodotto deve pagare una licenza annuale di 5.000.000 di dollari (poco più di 3,5 milioni di euro al cambio attuale).
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VDPAU (Video Decode and Presentation API for Unix) è una tecnologia sviluppata da nVidia per le proprie schede grafiche dotate di capacità di decodifica, rendering e display di video stream. Inizialmente sviluppata per la serie di schede grafiche GeForce 8, è stata poi resa utilizzabile anche su quelle più recenti.
In pratica usando VDPAU è possibile decodificare uno stream video di uno dei formati MPEG-1, MPEG-2, MPEG-4 AVC (H.264), VC-1, e WMV3/WMV9. Il flusso decodificato può essere combinato con la grafica per implementare effetti OSD (On Screen Display) e realizzare interfacce grafiche più o meno complesse. Il tutto è realizzato per una buona parte in hardware dalla GPU (Graphics Processing Unit), alleggerendo la CPU e rendendo il sistema disponibile all’esecuzione di altri task. A questo si aggiunge la possibilità di utilizzare direttamente le porte di uscita HDMI pensate per l’HDTV, ovvero per la visualizzazione di formati video ad alta definizione quali 1080i oppure 1080p.
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