I ragazzi di Tux Radar hanno pubblicato un articolo in cui rendono noti dei recenti benchmark che confrontano tra loro le prestazioni di tre sistemi operativi: Ubuntu Linux 8.04, Windows Vista SP1, Windows 7 Beta. Il lavoro non ha nessuna intenzione di discriminare Windows e premiare Linux, anzi, al contrario sembra essere abbastanza equilibrato.
L’obiettivo di Tux Radar è confrontare questi tre sistemi operativi in alcune condizioni di utilizzo normale: velocità di “installazione”, “spazio occupato” al termine dell’installazione, tempo di “avvio” e di “shutdown”, copia da “USB ad hard disk”, copia “da una partizione all’altra” di uno stesso hard disk. Si tratta di attività perfettamente normali ed esercitate quotidianamente da un utente normale.
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Si sa: i bachi più insidiosi sono quelli che non colpiscono tutti. Tuttavia, e con più di due anni di ritardo rispetto alla prima segnalazione, gli sviluppatori di Canonical hanno trovato una cura al famoso Bug #59695.
Il problema in questione, è giusto ricordarlo, riguardava la tendenza di ACPI (il software designato a gestire il risparmio energetico) a mettere troppo spesso gli hard disk in posizione parcheggio. Alcuni dischi fissi sono stressati maggiormente di altri durante queste operazioni, da cui il maggiore logoramento.
Per la serie “Mal comune mezzo gaudio”, il baco non ha colpito solo Ubuntu: a subire l’eccessivo entusiasmo di ACPI sono stati anche alcuni portatili equipaggiati con Mandriva, Suse, Debian e Fedora. Probabilmente anche molte altre distribuzioni minori sono state vittima del bug, visto che gran parte della base di codice resta comune.
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Ultimamente in rete gira una voce, che credo avrete sentito anche voi, su un presunto bug di Ubuntu che incrementa drasticamente i cicli dell’Hard Disk riducendone drasticamente il ciclo vitale. Più o meno tutti si sono espressi in allarmismi e cose simili, e come al solito si è dato retta a gente che in materia sa meno di niente.
Per prima cosa: questo “bug” (anche se mi sembra ridicolo chiamarlo così) esiste, ma la responsabilità della sua esistenza è del produttore dell’Hard Disk o dell’utente stesso. Inizio col dirvi che il mio Pavillon della HP, che possiedo da oramai quasi 4 mesi, non presenta questo problema come credo non lo presentino altri portatili.
Sì, perchè se possedete un fisso questo articolo non vi riguarda, è una questione relativa unicamente ai portatili.
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