OpenXC è una nuova piattaforma di ricerca che ha come obiettivo consentire agli sviluppatori di creare software e hardware che funzionino in modalità plug&play all’interno dell’auto. Il progetto è stato presentato durante il TechCrunch Disrupt.
Nasce da una collaborazione fra Ford e Bug Labs, provider che lavora con hardware e software open source.
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Nell’intento di definire compiutamente cosa sia l’open source hardware (OSHW), alcuni noti sviluppatori del settore (Chris Anderson di Wired Magazine, Phillip Torrone di Make, Limor Fried, Ayah Bdeir, David A. Melli del MIT e il team del progetto Arduino) sono giunti alla stesura della Open Source Hardware Definition nella sua versione 1.0, rilasciata quest’oggi dopo qualche mese di gestazione.
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Prosegue la strategia di apertura di AMD: dopo aver rilasciato in dicembre del codice per supportare in maniera elementare i chipset della serie R600/R700, il colosso di Sunnyvale ha reso disponibile anche la documentazione tecnica relativa.
Le 166 pagine del manuale coprono tutti gli aspetti necessari alla realizzazione di un driver per le schede di entrambe le serie, tanto che AMD stessa e Novell hanno fatto riferimento a questo manuale per la realizzazione del codice rilasciato in dicembre.
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Cento giorni, tanto è durata la fase di beta testing di Chrome, il primo browser di Google, sicuramente pochissimi se raffrontati agli anni di test utilizzati per Gmail.
Nell’annuncio Google lascia intendere che la release 1.0 non è un punto d’arrivo, ma una tappa del percorso che dovrà portare Chrome ad insidiare Firefox, Opera e IE, proprio per questo sono già in cantiere molte funzionalità vitali ancora mancanti, come il supporto ai feed RSS, le estensioni e il completamento automatico dei form, funzioni di cui molti utenti non sanno farne più a meno. I miglioramenti saranno volti ad avvicinare gli utenti alla scelta di Chrome, difatti in molti reputano alcune operazioni un po’ macchinose.
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Come ci si aspettava già da un po’, Dell ha rinnovato la sua offerta di computer con Ubuntu Linux preinstallato aggiornando il sistema a Ubuntu 8.04 Hardy Heron. E fin qui, l’abbiamo detto, ce l’aspettavamo un po’ tutti.
La novità più succosa è che, mentre in precedenza occorreva una ricerca certosina nello store Dell per individuare la pagina dei computer Open, adesso è stato inserito un comodo link direttamente nel menu Products: niente più Google se si vuole acquistare una macchina “Microsoft free”. Purtroppo ancora nessuna novità in vista per il mercato italiano.
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È finalmente arrivato TuxGuitar 1.0, il fantastico editor e player multitraccia scritto in Java e dedicato a tutti gli appassionati conoscitori di strumenti musicali come il basso e la chitarra.
Lo sviluppo per un certo periodo di tempo pareva essersi arenato, ma con un annuncio a sorpresa Julian Gabriel Casadesus, project admin di TuxGuitar, ha confermato come il progetto sia più vivo che mai.
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A poco più di dieci giorni dal tanto atteso rilascio finale 1.0, Wine torna sulla cresta dell’onda inaugurando, neanche tanto a sorpresa, il ciclo di release del neonato ramo di sviluppo 1.x.
Nei rilasci immediatamente precedenti a Wine 1.0 eravamo abituati a osservare solamente bugfix e piccoli ritocchi; con questa Wine 1.1.0 sono invece state aggiunte interessati caratteristiche. Vediamole insieme.
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Nonostante negli ultimi mesi le cose in materia di driver video proprietari sembrano in netto miglioramento, è inutile negare come le maggiori case produttrici di schede grafiche (Ati e nVidia) offrano, nel caso del sistema operativo Linux, un supporto molto al disotto delle aspettative.
L’Open Graphics Project nasce proprio per colmare questo vuoto e si prefigge di creare in un futuro nemmeno troppo remoto piattaforme aperte e dunque totalmente programmabili.
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Anche se qui nel Bel Paese siamo ancora in attesa di poter acquistare le macchine Dell equipaggiate con Ubuntu, l’azienda texana sembra essere particolarmente soddisfatta dei risultati di vendita ottenuti. Risultati che, però, sono considerati materiale riservato, non tanto per una questione di segretezza, ma perché per il mercato non rappresenterebbero dei numeri significativi.
Inutile negare che la percentuale di Linux-on-Dell è trascurabile rispetto alla controparte con Windows e Dell, almeno per ora, non sembra intenzionata a cambiare la situazione. Basti pensare che l’iniziativa non è pubblicizzata nei canali ufficiali (neanche sulla home page di Dell!), ma è portata a conoscenza degli appassionati di software libero tramite forum e blog volenterosi come quello che state leggendo.
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Vuoi per moda, vuoi per effettivo apprezzamento da parte delle sue sfere dirigenziali, CHL offre Ubuntu tra le opzioni per i suoi computer assemblati: è infatti andata ad affiancarsi ai sistemi Microsoft la possibilità di installare Ubuntu 7.10, Gutsy Gibbon.
Contattata l’assistenza, un tecnico ci ha confermato che la scelta dei componenti tiene conto di eventuali incompatibilità con Linux e che comunque il test finale assicura che tutti i device non presentino problemi o incomprensioni con il pinguino. Inoltre nulla cambia per l’assistenza post-vendita, offerta alle stesse condizioni delle alternative made in Redmond.
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