A pochi giorni dal primo rilascio ufficiale per Apache OpenOffice, messo ormai in ombra dal suo “concorrente” LibreOffice, sta per arrivare un’importante novità per la nota suite ex Oracle. IBM, tra i collaboratori di questa release, ha dichiarato tramite Kevin Cavanaugh che nella suite curata dall’Apache Foundation verrà incluso il codice open source di Lotus Symphony. “Apache OpenOffice 3.4″, continua Cavanaugh, “rappresenta un primo passo importante nella nostra strategia di evoluzione per Symphony”.
Continua »
Quando si parla di Ubuntu si pensa sempre al desktop ma Canonical non è interessata esclusivamente a questo ambito: da diversi anni, ormai, l’azienda di Shuttleworth è impegnata nel ritagliarsi una fetta del mercato enterprise.
Non stupisce quindi la notizia che Canonical sarebbe in trattative con IBM per certificare Ubuntu sulle macchine System P e sui mainframe System Z; entrambe le parti non hanno voluto confermare la notizia ma, nonostante questo, questa ipotesi non appare particolarmente fantasiosa.
Continua »
Ultimamente abbiamo parlato di Oracle per notizie non del tutto positive, come le dimissioni di personaggi di spicco dalle loro cariche.
La notizia che leggiamo riguardo la collaborazione tra IBM e Oracle in OpenJDK certamente è di tenore diverso; qualche dubbio rimane, però, sui reali benefici figli di questa manovra e su chi li otterrà alla fine.
Continua »
Bob Sutor, vice president for open source and Linux di IBM, dà comunicato che IBM passerà a Mozilla Firefox quale browser di default per i suoi dipendenti.
Le motivazioni alla base di questa “imposizione” ai dipendenti vengono così descritte: Firefox ha una grande tradizione nell’essere aderente agli standard, è un progetto open source, è sicuro e molto duttile (adattabile alle proprie esigenze attraverso le estensioni), è innovativo, ed è la scelta giusta per il cloud-computing.
L’installazione e configurazione automatizzata del browser Mozilla in organizzazioni corporate ha storicamente dato più che un grattacapo, essendo il browser sprovvisto di tool di deploy nativi. IBM, a tale scopo, si affiderà molto probabilmente al Client Customization Kit.
Continua »
Forte della sua proprietà intellettuale, IBM ha scagliato i suoi brevetti contro TurboHercules, la startup produttrice di Hercules, software open source per l’emulazione di mainframe IBM. Con una lettera ufficiale, Big Blue ha inviato alla piccola società una lista di nove pagine con 106 brevetti già aggiudicati e 67 in fase di approvazione.
Ad infiammare gli animi è stata la presenza nella lista di due brevetti appartenenti al famoso gruppo dei 500 che IBM aveva promesso non avrebbe mai usato contro l’open source. Nel caso in questione l’open source non gioca a vantaggio di IBM e l’Industrial International Business Machine ha pensato bene di mostrare il pugno duro e ignorare la precedente promessa. Il tutto per proteggere il ricco mercato dei mainframe, che frutta a IBM 25 miliardi di dollari all’anno per le sole licenze software.
Continua »
Secondo una notizia apparsa oggi sul Wall Street Journal, ripresa anche dal Sole 24 Ore, IBM sarebbe in procinto di definire un accordo con Sun per l’acquisizione del gigante di Santa Clara, alla modica cifra di 6,5 miliardi di dollari.
Le trattative sono ancora in corso, e il finale della vicenda nient’affatto scontato, ma, sempre secondo il “WSJ”, già durante la prossima settimana l’acquisizione potrebbe essere conclusa e annunciata ufficialmente. Si tratterebbe della prima maxi-acquisizione da parte di Big Blue, che ha sempre portato al suo interno aziende piccole e medie, ma senza mai investire grosse cifre per acquisire asset significativi.
Continua »
Gerry Carr, Canonical Marketing Manager, ha scritto una mail al magazine online “WorksWithU” comunicando che Canonical e HP hanno definito una “strategia comune” per il supporto di Ubuntu Server sui server HP Proliant.
HP non venderà Ubuntu come sistema operativo preinstallato, ma seguirà con attenzione lo sviluppo della versione server di Ubuntu, con l’obiettivo di certificare questa distribuzione Linux per i propri server della linea Proliant.
Continua »
Fino ad oggi sembrava che sulla vicenda delle cause legali intentate da SCO Group contro IBM e Novell fosse stata pronunciata la parola “fine”. Analizzando però quanto riportato in un interessante articolo che riassume tutta la vicenda, e gli avvenimenti dell’ultimo mese, sembra che ci sia ancora qualcosa da dire.
SCO, per far fronte ai “creditori” e per tranquillizzare sia i “clienti” che gli “azionisti”, ha sottoposto al tribunale di Salt Lake un piano di ristrutturazione. L’obiettivo è quello di mettere all’asta parte dei propri prodotti, sia del comparto “server” che di quello “mobile”, e col ricavato recuperare tutti i debiti accumulati. Alla fine del processo di ristrutturazione l’azienda si troverebbe nelle condizioni di continuare a lavorare sulle attività non vendute. A dirlo è Darl McBride, il CEO (Chief Executive Officer) di SCO Group, in una lettera pubblicata sul sito dell’azienda.
Continua »