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IBM sceglie Ubuntu per il suo Desktop Virtuale

IBM non ha dubbi: il nemico da battere è Microsoft. E per farlo sceglie la via del virtuale, con una soluzione dedicata alle aziende e basata su Ubuntu. È infatti caduta sulla distribuzione di Canonical la scelta per la base del Virtual Linux Desktop. Si tratta di un sistema Linux a tutti gli effetti che invece di girare in locale viene fatto funzionare su un server centralizzato da cui viene poi distribuito sulle postazioni delle aziende.

A gestire la virtualizzazione ci pensa VERDE (Virtual Enterprise Remote Desktop Environment) prodotto da Virtual Bridges, famosa per il suo Win4Lin.

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IBM SOFTWARELAND – Open Mind, Green Software

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Logo IBM

Il mondo del Software IBM ti aspetta all’evento che si terrà il 18 Settembre 2008 nella splendida cornice di Villa Reale a Monza. Esperti e relatori di fama internazionale approfondiranno tematiche in ambito IT di grande attualità: “l’openness” e la capacità di aumentare l’efficienza nel rispetto dell’ambiente e di una crescita sostenibile.

Scoprirai come la strategia IBM e il suo portfolio software rispondono a queste sfide con soluzioni aperte e integrate, che offrono massima efficienza di business e risparmio energetico.

Non solo. IBM SOFTWARELAND ti dà l’opportunità di partecipare attivamente da subito. Segnalaci il tema che più ti interessa o che riveste un’importanza prioritaria per il tuo business: se risulterà tra i più votati, farà parte degli approfondimenti della giornata.

Iscriviti e partecipa all’evento. Avrai la possibilità di vincere un Neo FreeRunner, lo smartphone di OpenMoko: uno straordinario, innovativo smartphone open-source per comunicare e navigare con la massima libertà.

Proprio come il software IBM, Neo FreeRunner è all’insegna “dell’openness”: un vero e proprio computer portatile per comunicare e navigare in libertà, con un’apertura totale, funzionalità avanzate e il vantaggio di poter utilizzare i programmi gratuiti resi disponibili dalle comunità open-source.

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Lotus Symphony 1.0: IBM interpreta OpenOffice

Dopo quattro versioni beta, IBM ,ha rilasciato il suo Lotus Symphony 1.0 la suite per ufficio basata su OpenOffice. I cambiamenti sembrano abbastanza radicali, almeno a una prima occhiata: interfaccia ridisegnata, documenti aperti in tab e tre sole applicazioni: testi, fogli di calcolo e presentazioni.

IBM ha lavorato parecchio per migliorare i filtri di importazione ed esportazione verso i formati Microsoft e verso i file della Lotus SmartSuite. Scaricabile gratuitamente e installabile a colpi di click sia in Linux che in Windows (la versione Mac non c’è), Lotus Symphony funziona tutto su Java (la Java Virtual Machine è fornita insieme al pacchetto di installazione) e proprio per questo presenta lunghi tempi di avvio. Una volta caricato l’interfaccia è reattiva e ci si dimentica di utilizzare un software Java (esattamente come avviene usando Eclipse). Ma non è tutto.

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Meno IBM e più community per Eclipse 4

Per la prossima major release di Eclipse, uno dei più famosi IDE per Java e altri linguaggi, si prevede una minore influenza da parte di IBM, che nel 2001 donò alla comunità open source più di tre milioni di righe di codice, dando vita ad Eclipse.

Da allora IBM ha continuato a contribuire più che attivamente allo sviluppo di Eclipse: l’80% dei programmatori che hanno messo mano al codice negli ultimi anni è parte della forza lavoro di Big Blue che, difatti, controlla il progetto anche se questo è saldamente in mano a una fondazione no-profit.

La e4, questo è il nickname assegnato alla futura Eclipse 4, si baserà su codice totalmente nuovo e per tanto sembrerebbe il momento adatto per ridimensionare l’impegno di IBM. È quanto ha affermato Mike Milinkovich, direttore esecutivo della Eclipse Foundation.

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IBM porta il Trusted Computing su Linux

IBM ha portato su Linux il famigerato chip TPM, il Trusted Platform Module. Questo componente fornisce una crittografia hardware sicura che permette di cifrare qualunque tipo di dato, e di validare il kernel o gli altri programmi in esecuzione sul sistema.

Viene così fornito un metodo semplice ed immediato per controllare che il sistema sia stato compromesso oppure no: la validazione avviene tramite una firma digitale, utilizzando le chiavi di cifratura contenute nel modulo e quindi non modificabili. Qualunque file generi una firma non valida è immediatamente identificato come compromesso. Ovviamente non sono tutte rose e fiori.

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IBM entra attivamente in OpenOffice.org

Con un comunicato stampa, qualche giorno fa, è stato annunciato l’ingresso ufficiale di IBM nella comunità di OpenOffice.org per collaborare fattivamente allo sviluppo della suite e dei suoi componenti.

Per iniziare IBM pubblicherà il codice sorgente di alcuni componenti già pronti, come IAccessible2, un progetto per migliorare l’usabilità di ODF da parte degli utenti con disabilità.

Proprio su OpenDocument si concentreranno gran parte degli sforzi dei 35 sviluppatori pagati da IBM per lavorare su OpenOffice: l’intento è quello di diffondere il più possibile il formato OpenDocument. Il lavoro porterà anche all’integrazione e all’utilizzo di OpenOffice all’interno dei prodotti IBM (Do ut des).

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RedHat e IBM nell’Olimpo della sicurezza

Parola del Dipartimento della Difesa Statunitense che, tramite la CCEVS (Common Criteria Evaluation and Validation Scheme) controlla vari sistemi informatici catalogandoli in basa alla conformità agli standard internazionali e, soprattutto, alla sicurezza offerta.

Inutile dire che i test non vanno tanto per il sottile. IBM è riuscita ad ottenere la massima certificazione di sicurezza per i suoi sistemi che utilizzano RedHat Enterprise Linux andando a eguagliare il Trusted Solaris, la versione blindata del sistema operativo di Sun, l’unico altro sistema ad aver raggiunto il massimo dei voti.

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