Questo post è dedicato a tutti gli utenti che sono in possesso di un iPhone o di iPod Touch. In Windows si sa, si può utilizzare iTunes, un prodotto software pensato per i dispositivi Apple. Purtroppo, e questa è cosa nota, non esiste una versione di iTunes per Linux.
Per sopperire a questa mancanza qualcuno propone di installare iTunes usando Wine. Esiste però anche un’altra strada che passa per un prodotto Open Source: iFuse.
iFuse vi permette di montare un iPhone o iPod Touch sotto Linux usando il cavo USB. Voi potete vedere ed editare i file come se steste lavorando con un normale USB disk drive.
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Puntuale come sempre, ecco che l’appuntamento mensile con Linux Gazette, l’editoriale in formato digitale sul mondo del pinguino più famoso del mondo, arriva alla sua edizione di febbraio 2009, con tanti interessanti spunti e articoli.
Si tratta del numero 159 della rivista, che ormai va avanti da ben 14 anni. Vediamo insieme cosa comprende questa edizione.
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Qualcuno dirà che era solo questione di tempo, ma resta comunque un’impresa che sa di epico: il kernel Linux gira anche su iPhone e iPod Touch. A dare l’annuncio è Planetbeing, uno dei membri del celebre DevTeam, che dopo aver messo insieme i driver essenziali ha visto muovere i primi passi del pinguino sul cellulare Apple.
Si tratta ovviamente solo del primo passo: mancano ancora all’appello componenti importanti come il touchscreen e la base cellulare, e inoltre la memoria è accessibile solo in lettura. Tutto quello che si ha a disposizione è un accesso seriale al telefono tramite USB. Il kernel utilizzato appartiene alla serie 2.6 e l’esperimento è andato a buon fine sull’iPhone 2G/3G e sull’iPod Touch di prima generazione.
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5 reasons to avoid iPhone 3G, i 5 motivi per evitare iPhone 3G, questo il titolo di un duro attacco sferrato dalla Free Software Foudation contro il nuovo telefonino Apple, da oggi disponibile in tutto il mondo.
Stallman e soci ritengono che iPhone insinui in maniera subdola nelle tasche degli utenti “il Male”, che per i paladini del software libero si chiama Digital Restrictions Management (DRM). Un’accusa che FSF aveva già da tempo rivolto allo smartphone made in Cupertino anche in occasione del lancio della prima versione di iPhone attraverso il sito Defective by Design.
Ma quali sono le motivazioni della FSF per dissuadere gli utenti dall’acquisto di iPhone?
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Nato per smanettoni e appassionati, rilasciato solo in versione developer, il telefono con OpenMoko ha riscontrato un grande successo. È infatti in fase di preparazione un nuovo smartphone della serie Neo, successivo al Neo1973 chiamato Neo FreeRunner, conosciuto anche come Neo GTA02.
Micheal Shiloh, che fa parte del team di OpenMoko, ha presentato nella mailing list il nuovo modello, mostrando le prime foto in anteprima.
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Prosegue l’evoluzione di Archlinux, ottima distribuzione GNU/Linux basata sulla semplicità di utilizzo: il team di sviluppo ha infatti annunciato il rilascio della prima Release Candidate della prossima versione ufficiale, la 2008.04.
Molto interessante risulta essere la possibilità di installare questa versione di Archlinux tramite dispositivi di archiviazione USB, come ad esempio pendrive. Naturalmente, è possibile ancora utilizzare i tradizionali CD ottenuti tramite le immagini ISO, ma a volte può risultare più comodo e pratico utilizzare dispositivi USB.
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Da sempre Apple ha un rapporto abbastanza contrastato (per non dire ambiguo) con il software libero, dai battibecchi con gli sviluppatori di KHTML/WebKit fino alle clausole aggiuntive sulla licenza di CUPS per evadere la GPL.
Le regole stabilite da Apple per lo sviluppo delle applicazioni per iPhone e iPod Touch non sembrano essere particolarmente attente alle esigenze legali e filosofiche legate al software libero e open source.
Nathan Willis, per conto di Linux.com, ha analizzato in dettaglio le implicazioni delle restrizioni imposte da Apple. Innanzitutto l’obbligo di distribuire le applicazioni solo attraverso l’iTunes Store cozza con la GPL3, in particolare con la clausola anti-TiVo che non permette al codice GPL3 e ai suoi derivati di essere protetto da modifiche. E se anche le altre licenze GPL lasciano la possibilità di modificare il codice, il programma così modificato non può comunque approdare sull’iPhone senza l’approvazione di di Steve Jobs e soci (cosa non scontata e che prevede il pagamento di una quota annuale). E non è tutto.
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Ho visto che il mio precedente articolo ha scatenato parecchie reazioni, quindi dopo un paio di settimane mi sembra doveroso informarvi di come è finita la storia.
Per prima cosa: alla fine ho tenuto Windows per un semplice motivo: non sono l’unico utilizzatore del PC. Tuttavia ho deciso di andare fino in fondo per vedere se avrei potuto ottenere il rimborso o no.
Da quando ci eravamo lasciati ho telefonato alla Microsoft chiedendo informazioni: chi mi ha risposto era parecchio spaesato e l’invito è stato di richiamare più tardi, così che potesse chiedere a “qualcuno di più competente”.
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Siccome sto per comprare un portatile per varie necessità personali, mi sono interessato al fatto di poterlo acquistare detraendo gli onerosi, tanti e inutili, soldi della licenza Windows. Purtroppo i rivenditori che vendono portatili “vergini” sono pochi ma… c’è un ma.
La licenza di Windows recita infatti così:
By using the software, you accept these terms. If you do not accept them, do not use the software. Instead, return it to the retailer for a refund or credit. If you cannot obtain a refund there, contact Microsoft or the Microsoft affiliate serving your country for information about Microsoft’s refund policies.
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Proprio oggi ho ricevuto un file svg nella casella di posta e quindi sono stato costretto, volente o nolente, ad addentrarmi nel mondo della Grafica vettoriale.
Non volendomi piegare ai ricatti di strumenti blasonati di casa Adobe, ho cercato subito un’alternativa open source, gratuita e che girasse (anche) su Linux. In una parola, Inkscape.
Inkscape è davvero tutto ciò di cui ha bisogno chi lavora tutti i giorni con la grafica vettoriale, ma anche chi, come me, sta muovendo i primi passi in questo mondo.
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