La sincronizzazione di iPhone e iPod Touch su Linux potrebbe presto avere la sua soluzione finale. È infatti in dirittura d’arrivo la prima release del progetto usbmuxd che secondo quanto pubblicato dal suo autore dovrebbe permettere di interagire con i giocattolini Apple direttamente su USB e senza bisogno di jailbreak del dispositivo.
I precedenti tentativi (alcuni riusciti e altri meno) prevedevano sempre di collegare l’iPhone come una memoria di massa. Il progetto usbmuxd invece interagisce direttamente con i protocolli (proprietari) utilizzati per la comunicazione tra iTunes e iPhone/iPod Touch, anche con le recenti versioni 3.x del firmware.
Continua »
Questo post è dedicato a tutti gli utenti che sono in possesso di un iPhone o di iPod Touch. In Windows si sa, si può utilizzare iTunes, un prodotto software pensato per i dispositivi Apple. Purtroppo, e questa è cosa nota, non esiste una versione di iTunes per Linux.
Per sopperire a questa mancanza qualcuno propone di installare iTunes usando Wine. Esiste però anche un’altra strada che passa per un prodotto Open Source: iFuse.
iFuse vi permette di montare un iPhone o iPod Touch sotto Linux usando il cavo USB. Voi potete vedere ed editare i file come se steste lavorando con un normale USB disk drive.
Continua »
Da sempre Apple ha un rapporto abbastanza contrastato (per non dire ambiguo) con il software libero, dai battibecchi con gli sviluppatori di KHTML/WebKit fino alle clausole aggiuntive sulla licenza di CUPS per evadere la GPL.
Le regole stabilite da Apple per lo sviluppo delle applicazioni per iPhone e iPod Touch non sembrano essere particolarmente attente alle esigenze legali e filosofiche legate al software libero e open source.
Nathan Willis, per conto di Linux.com, ha analizzato in dettaglio le implicazioni delle restrizioni imposte da Apple. Innanzitutto l’obbligo di distribuire le applicazioni solo attraverso l’iTunes Store cozza con la GPL3, in particolare con la clausola anti-TiVo che non permette al codice GPL3 e ai suoi derivati di essere protetto da modifiche. E se anche le altre licenze GPL lasciano la possibilità di modificare il codice, il programma così modificato non può comunque approdare sull’iPhone senza l’approvazione di di Steve Jobs e soci (cosa non scontata e che prevede il pagamento di una quota annuale). E non è tutto.
Continua »