Dopo l’attacco ai server di kernel.org sferrato diversi giorni fa, è ancora in corso il ripristino e la messa in sicurezza dei server, mentre il rilascio della nuova RC per il futuro Linux 3.1 è stato per ovvi motivi rimandato di una settimana.
Ma lo sviluppo non accenna a fermarsi: Linus Torvalds, dalla mailing list annuncia il trasferimento del codice su GitHub scherzando un po’ sul tema della sicurezza:
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Kernel.org, il sito di distribuzione ufficiale dei sorgenti del kernel Linux, è stato l’obiettivo di un attacco informatico tra il 12 e il 28 di agosto scorso, giorno in cui sono state trovate le prime tracce dell’attacco stesso. I sorgenti del kernel – a quanto sembra da una prima indagine – non sarebbero stati compromessi.
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Su LinuxFR è stata pubblicata una corposa intervista a Linus Torvalds, papà del kernel Linux che, come sappiamo, è in procinto di festeggiare il ventennale il prossimo 25 agosto. Molti gli argomenti affrontati, a partire dalla General Public License e ciò che potrebbe essere il suo contenuto “etico”, a cui risponde in maniera colorita:
[...] l’etica per me è qualcosa di privato. Quando la usi come argomento per cui qualcun_altro dovrebbe fare qualcosa, non sei più etico, ma solo un’ipocrita testa di…
senza però “ripudiare” la GPL che gli consente uno sviluppo ottimale della sua creatura, reputandola leale, e un ottimo modo per sviluppare codice.
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Presentato pochi giorni fa, MeeGo può già vantare una sua derivata anzi, per essere più precisi, una sua implementazione personalizzata: SUSE MeeGo.
Anche grazie alla partecipazione dei suoi ingegneri nello sviluppo di MeeGo, Novell è stata la prima azienda a presentare una distribuzione basata su di essa: come dichiarato dai suoi stessi sviluppatori, infatti, MeeGo dovrebbe essere vista come una base su cui costruire un prodotto più rifinito e/o specializzato.
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Uno dei progetti della comunità che hanno acquisito più consenso negli anni, in ambito Arch Linux, è stato KDEmod: un ambiente desktop KDE, con alcune patch per incrementare le prestazioni e le funzionalità, anche delle librerie QT che nella veste di QTMod garantivano velocità e stabilità senza pari. Da questo progetto è poi nata Chakra, una LiveCD installabile basata su Arch Linux e KDEMod, con validissimi strumenti dotati di interfaccia grafica (installer compreso) per facilitare la gestione del sistema e la sua installazione anche ai meno esperti.
Nel tempo Chakra ha acquisito sempre più adepti, rendendo KDEMod un packaging direttamente concorrente a quello del KDE distribuito ufficialmente, e perfezionando tutti gli strumenti grafici per la gestione dei pacchetti e delle preferenze, come Shaman, il frontend scritto in QT4 per Pacman. Ma ultimamente, il progetto Chakra è divenuto ambizioso, e anziché fornire una sorta di “side environment” per Arch Linux, ed essere considerato il fratello minore, vuole conquistare la ribalta. È così che gli sviluppatori del team hanno deciso che Chakra sarà differente da Arch Linux: avrà propri repository, e non si baserà più sul substrato pacchettizzato dagli sviluppatori di Arch.
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Linux Mint 9 è arrivata. Una delle derivate da Ubuntu più apprezzate è finalmente disponibile per il download. Isadora è basata su Ubuntu 10.04 Lucid Lynx, è equipaggiata con Linux 2.6.32, Gnome 2.30 e Xorg 7.4. Ma le novità non si fermano ai “classici” pacchetti presenti anche su Ubuntu.
Linux Mint 9 vanta infatti tutta una serie di tool sviluppati appositamente per rendere la gestione del sistema ancora più semplice. Uno di questi è il Software Manager, che prende spunto dall’Ubuntu Software Center ma è stato riscritto da zero per renderlo più veloce e efficiente, consentendo anche l’installazione/rimozione “asincrona” dei pacchetti. Inoltre sono state integrate nel Software Manager anche i giudizi degli utenti sui software presenti, per garantire a tutti di scegliere i migliori programmi tra i 30.000 a disposizione.
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Linux Mint 9 dovrebbe giungere a breve, e nel frattempo gli sviluppatori continuano il loro lavoro: ecco dunque giungere un’anticipazione di quella che sarà la versione finale della distribuzione, grazie al rilascio della prima release candidate di Isadora, nome in codice della nuova versione della distro basata su Ubuntu.
Come quest’ultima, Linux Mint 9 sarà un’edizione con supporto a lungo termine, e include molte interessanti novità, a partire dal nuovo aspetto grafico. Vediamo dunque cosa di nuovo ci porta Linux Mint 9.
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Google ha rilasciato una nuova versione beta del suo Google Chrome, il browser open source che sta riscuotendo sempre maggiori consensi guadagnando lentamente quote di mercato rispetto ai rivali più accreditati.
L’ultimo update identifica il browser come Chrome 5 beta e presenta alcuni miglioramenti al motore V8 JavaScript oltre ad offrire adesso l’integrazione di Flash senza la necessità, per gli utenti, di dover scaricare e installare alcun plugin.
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Clement Lefebvre, l’ideatore e la mente di Linux Mint, ha fatto sapere tramite il blog ufficiale che la prossima versione di Linux Mint avrà un nuovo aspetto grafico.
Linux Mint 9 avrà il nome in codice di Isadora, un nome di origine Greco-Latina che significa “Dono Luminoso”. Linux Mint 9 Isadora sarà basata sulla prossima ventura Ubuntu 10.04 LTS, e sarà pertanto essa stessa una sorta di LTS. Molto probabilmente vedrà la luce a maggio 2010 (ma aspettiamoci anche uno slittamento a giugno).
Ora, Linux Mint 9 Isadora si ammodernerà oltre che nelle funzionalità anche nella grafica. Stando a quanto postato da Clement Lefebvre diverse persone avrebbero voluto mantenere una veste grafica simile a quella delle precedenti versioni Linux Mint 7 Gloria e Linux Mint 8 Helena. Nulla da fare, bisogna cambiare.
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Greasemonkey è supportato nativamente da Google Chrome 4. Notizia questa che arriva direttamente dal blog di Chromium e che risulta certamente gradita agli utenti Firefox che fanno uso di questo strumento.
Greasemonkey è un add-on Firefox che consente di potenziare un sito Web. Il meccanismo funziona così. Ad un sito Web è possibile associare uno script Greasemonkey, che altro non è se non un semplice script JavaScript. Al termine del caricamento del sito Web Firefox informa l’add-on che i dati sono stati scaricati. A questo punto Greasemonkey fa partire il proprio script che interviene a modificare parti del sito Web o ad aggiungere nuove funzionalità.
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