Ne avevamo parlato qualche giorno fa e puntuale è arrivato il rilascio di Linux Mint 12 KDE. La variante KDE-based della distro di Clement Lefebvre contiene diverse novità interessanti, vediamole sinteticamente:
- KDE 4.7.4;
- immagini ISO ibride;
- integrazione di DuckDuckGo al posto di Google come motore di ricerca predefinito in Firefox;
- Linux 3.0.
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Marlin è il file manager dell’Elementary Team (nato dalle ceneri di Nautilus Elementary, il celebre fork di Nautilus) ispirato a Thunar, scritto in C e Vala ed utilizzante le librerie GTK3, di cui avevamo già parlato qualche tempo fa.
Dall’ultima volta che ce ne siamo occupati, il file manager è cresciuto ed ha acquistato funzionalità aggiuntive: chi fosse interessato potrà seguire i passi di seguito discussi per provarlo in prima persona oppure guardare le immagini di cui in galleria.
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Pochi giorni fa è stata rilasciata Linux Mint 12, la nuova versione della “distribuzione verde”, blasonata per essere l’unica a ricercare un’alternativa usabile salendo sulle spalle dei giganti, ossia GNOME in entrambe le sue incarnazioni: quella più moderna, ovvero GNOME 3.2 e GNOME Shell, e quella da molti rimpianta, se così si può dire, il cui ruolo viene rivestito da MATE Desktop, il fork di GNOME 2.32. Abbiamo deciso quindi di dare una chance a Linux Mint 12 conservando GNOME 3.2.
La peculiarità di questa release sta proprio in GNOME: essendo la prima versione di Linux Mint che adotta il nuovo ramo del desktop environment totalmente orientato all’innovazione della user experience, comunque gli sviluppatori hanno voluto dotare l’ambiente di una serie di estensioni per aumentarne l’usabilità e, a parer loro, avvicinare GNOME 3.2 al ramo di sviluppo precedente, reintroducendo un pannello inferiore e il classico MintMenu.
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L’attesissima versione stabile di Linux Mint 12 è stata rilasciata nella giornata odierna.
La distribuzione “che più verde non si può” fa sul serio e, avendo già strappato a Ubuntu la prima posizione nell’attenzione degli utenti Distrowatch (limitatamente a ciò che può valere), si appresta a invadere le case degli appassionati del pinguino, complici le scelte meno drastiche rispetto a Ubuntu per quanto riguarda l’esperienza desktop.
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“Siamo lieti che le Mint GNOME Shell Extensions siano state ben accolte e che abbiano aiutato molte persone a migrare verso GNOME 3. MGSE ha già visto notevoli miglioramenti e la versione finale di Mint 12 porterà una experience GNOME 3 molto migliore che la release candidate”.
Queste le parole di Clement Lefebvre a commento di un post sulle novità che ci attendono in vista del rilascio stabile dell’attesa “distribuzione verde”.
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Una somiglianza con il risultato della nostra guida sul come eradicare Unity da Ubuntu ce l’ha, ma va ben oltre: stiamo chiaramente parlando di Linux Mint 12, l’”Ubuntu done right”, come spesso la si definisce.
Come base ha Ubuntu 11.10, e non ci soffermeremo ad enumerarne pregi e difetti, essendo chiaramente la maggior ragione di vita (e verisimilmente di successo) di Mint 12 “Lisa” la sua interfaccia grafica: di questo parleremo.
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Le operazioni commerciali di dubbio gusto e utilità basate su nomi che, nell’immaginario di molti, echeggiano indimenticati sentimenti d’un tempo passato ormai si sprecano in ogni dove. È quindi la volta di uno dei marchi più celebri dell’Informatica anni ’80 e 90, che ha dato al mondo sistemi home quali il Commodore 64 e (per acquisizione della relativa società) lo spettacolare e avanzatissimo sistema AMIGA.
Ebbene, è relativa al primo dei detti sistemi la notizia odierna, che vede Commodore USA rilasciare la prima beta di Commodore OS Vision, il sistema operativo che equipaggerà il “nuovo C64″; sai la novità: si tratta (con innovazione degna degli anni d’oro) di una distribuzione Linux (Mint 11 per la precisione) “ri-marchiata”.
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Non più casualmente, una tantum: Linux Mint è la nuova distribuzione regina di Distrowatch, stabilmente, da sei mesi a questa parte; è lo stesso portale a proclamarlo ufficialmente.
La popolarità della distribuzione Canonical, relativamente all’attenzione che la stessa accentra su di sé su Distrowatch, è, insomma, inequivocabilmente in calo, occupando per ora la seconda posizione della “curiosità” dei visitatori del portale, con Fedora, openSUSE e Debian che si contendono le altre rimanenti posizioni da “top 5″.
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