Mentre il team di Wayland si sta dedicando alla stabilizzazione delle API del progetto gli sviluppatori degli ambienti grafici del panorama Linux stanno scrivendo il codice necessario per rendere operativo sui nostri schermi il nuovo display server. Uno di essi è Martin Gräßlin, sviluppatore di KWin, il window manager del progetto KDE che in questi giorni ha realizzato il primo supporto sperimentale a Weston il compositor di Wayland.
Martin Gräßlin ha caricato un video su Youtube, che possiamo trovare alla fine di questo articolo, dove si può notare come sia relativamente semplice passare da un display server all’altro; nel post che accompagna il video Martin Gräßlin spiega che il tutto è stato possibile grazie alla grande versatilità di KWin che supporta backend multipli per le librerie OpenGL. Questo ha permesso al developer di svilupparne uno senza dover perdere tempo per modificare KWin.
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Finalmente Microsoft ha rilasciato un nuovo update di Skype per Linux: la nuova release non porta miglioramenti grafici come per le versioni su Windows e Mac OSX ma si concentra sulla risoluzione di bug, anche gravi, che da tempo affliggevano il client per Linux.
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Tempo fa vi avevamo parlato delle sistema operativo per dispositivi mobile Sailfish OS, erede di Meego, che viene sviluppato da Jolla ditta che ha continuato il lavoro iniziato da Nokia e Intel. Per diversi mesi non ci erano arrivate notizie sullo sviluppo o su nuovi device prossimi al commercio, tuttavia in questi giorni Jolla ha rilasciato un comunicato nella quale annuncia il suo primo device con Sailfish OS.
Il nome del primo device dell’azienda prende il suo stesso nome, ovvero Jolla, e si tratta di un dispositivo con uno schermo da 4.5 pollici, con un processore dual-core, fotocamera da 8 Megapixel e 16GB di memoria interna espandibile tramite slot microSD. Il prezzo si aggirerà in torno ai 500 dollari; un po’ alto per un device simile visto che nel mercato si trovano smartphone Android con caratteristiche hardware uguali a prezzi molto inferiori.
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Ottima notizia per gli utenti interessati a Mageia, la reincarnazione di Mandriva Linux tenuta d’occhio da gran parte dallo zoccolo duro della comunità Linux. È infatti stata rilasciata la terza major release della sua storia: Mageia 3.
Oltre al consueto update di tutte le applicazione utente disponibili, Mageia 3 offre:
- Il package manager si aggiorna ad RPM 4.11
- Il kernel Linux sarà portato alla versione 3.8
- Utilizzo di systemd 165
- KDE 4.10.2
- GNOME 3.6
- Xfce 4.10
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Con l’impegno di Valve su Linux si è innescato un effetto domino che ha portato e risvegliato l’interesse di molte ditte nel panorama GNU/Linux. In prima linea troviamo i produttori di schede grafiche e i vari team di sviluppatori di giochi indie. Ma adesso stanno arrivando anche i produttori di periferiche hardware come Logitech che sta iniziando a garantire la compatibilità dei loro prodotti anche su Linux.
Infatti da qualche giorno se ci rechiamo nella scheda di alcuni prodotti Logitech possiamo vedere come oltre a Windows e Mac OS X la compatibilità sia garantita anche su Linux. Ovviamente mouse e tastiere di Logitech erano supportate egregiamente da anni su Linux grazie al grande lavoro della comunità ma aver ottenuto il marchio di garanzia di Logitech è un grande passo.
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I lavori sulle librerie grafiche QT5 continuano spediti: giusto in queste ore è stata rilasciata la prima beta della release 5.1 portando sensibili miglioramenti al supporto per Android e iOS. Ma le QT sono disponibili per decide di ecosistemi diversi. Uno di essi è Tizen che ha da poco ricevuto il porting delle QT5.
Tizen è un sistema operativo indirizzato ai dispositivi mobile, basato su Linux, che viene finanziato da molti partner, il più importante di essi è Samsung. Il team che si è occupato del porting ha diffuso su Youtube un video, che possiamo visionare alla fine dell’articolo, nel quale si possono vedere in azione le librerie QT5 con diverse transizioni molto carine e fluide.
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Coverity e il Dipartimento di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti portano avanti, ormai dalle 2006, un progetto di ricerca denominato “Coverity Scan Open Source Report” che negli anni si è guadagnato la nomea di benchmark per la qualità generale del codice prodotto dai progetti a codice aperto. Questa settimana è stata rilasciata la versione 2012 del rapporto, dove si trovano considerazioni interessanti per il confronto tra i modelli di sviluppo aperti e proprietari.
Il lavoro di ricerca consiste nell’analizzare 68 milioni di righe di codice di software FOSS, e circa 300 milioni di righe di codice proprietario. Coverity esegue quella che si dice analisi statica del codice, ovvero un’analisi matematica (dunque senza necessità di eseguire il programma) alla ricerca di difetti come spreco di risorse, accessi non consentiti alla memoria e flussi di controllo errati. Coverity fornisce appunto un servizio di analisi statica che è gratuito per progetti open source e a pagamento per software proprietari, e attinge a questa base di utenti per pubblicare il suo rapporto annuale. Vediamo i punti chiave di quest’anno.
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Buona nuove per tutti i possessori di schede grafiche AMD/ATI, infatti in questi giorni è stato rilasciato un nuovo update dei driver che porta con sé molti bugfix e un miglioramento delle prestazioni oltre ad un aumento del bacino delle schede grafiche supportate.
Altra novità di rilievo è l’arrivato del supporto al kernel Linux 3.7 e 3.8, il che permette anche a gli utenti di Ubuntu 13.04 di beneficiare di questi nuovi drivers. I nuovi drivers dovrebbero arrivare presto nei repository di Ubuntu; per chi non volesse aspettare può installarli usando il pacchetto messo a disposizione da AMD sul proprio sito web.
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PackageKit è un layer che si interfaccia con i vari gestori dei pacchetti delle distribuzioni e permette in modo semplice di gestire i pacchetti delle nostra installazione, compresi gli update, in modo simile a quello che fa il famoso Synaptic su Debian. Il progetto PackageKit mira a diventare lo standard in modo tale da avere su ogni distribuzione Linux un unico sistema “frontend” per gestire i pacchetti.
Tuttavia a distanza di anni dall’inizio dei lavori su PackageKit il progetto non ha ancora raggiunto il suo scopo; uno degli sviluppatori, Matthias Klumpp, ha recentemente pubblicato un post sul suo blog personale nella quale descrive la situazione attuale del progetto.
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Il team dei developer di Intel ha da poco rilasciato al pubblico il suo nuovo demone per il controllo termico delle CPU per Linux. Gli sviluppatori sono al lavoro su questo progetto da mesi, infatti lo sviluppo è iniziato a dicembre scorso e finalmente in queste settimane il codice è stato ritenuto abbastanza maturo per essere rilasciato.
Il nuovo demone offre un controllo dinamico e molto avanzato dello stato di dissipazione e delle performance della CPU a diverse temperature. Se per caso la CPU non ha un supporto specifico dal kernel Linux il demone è progettato per interfacciarsi con cpufreq ottenendo i dati necessari.
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