Il codice di Android rimosso dal kernel Linux

Google is evil

Gli sviluppatori del kernel Linux non fanno eccezioni. Dopo aver “bacchettato” Microsoft per non contribuire affatto all’implementazione di Hyper-V nei sorgenti del kernel creato da Linus Torvalds, Greg Kroah-Hartman ha colpito ancora, questa volta “scagliandosi” contro gli sviluppatori di Android.

Dopo l’inclusione in Linux, il supporto e il mantenimento attivo del codice da parte degli sviluppatori di Google è andato scemando e per questo il codice di Android è stato “espluso” dai sorgenti del kernel. Dunque niente driver di Android nel prossimo kernel 2.6.33.

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Il 75% del codice di Linux è scritto da sviluppatori pagati

Linux - Linus Torvalds

Proprio in questi giorni a Wellington, in Nuova Zelanda, si sta tenendo l’annuale conferenza Linux.conf.au, e gli spunti di riflessione proposti sono diversi. Tra questi desta molto interesse quello analizzato da Angus Kidman di APC, riguardante una discussione tenuta dal fondatore di Lwn.net, noto portale di news riguardanti il mondo Linux.

Stando ad un’analisi sui dati relativi alle righe di codice inserite nei sorgenti del Kernel Linux dal dicembre 2008 al gennaio 2010, infatti, ben il 75% di esse proviene da sviluppatori assunti da aziende, e dunque pagati a tale scopo.

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Linux 2.6.32 verrà mantenuto per almeno due anni

Linux 2.6.32

A differenza di quanto avviene con le distribuzioni (soprattutto quelle orientate alle aziende), le versioni di Linux non hanno un periodo ufficiale di supporto: ogni rilascio “vive”, nel peggiore dei casi, fino a poche settimane dopo il rilascio di una nuova versione e, nel migliore dei casi, per diversi anni.

In passato uno dei kernel più longevi è stato il 2.6.27 ma questo “titolo” potrebbe essere reclamato dalla versione 2.6.32: anche a causa della sua adozione da parte di distribuzioni con supporto “a lungo termine” (Debian Squeeze e Ubuntu Lucid Lynx, per esempio), Greg Kroah-Hartman ha infatti annunciato che Linux-2.6.32 verrà supportato per almeno due o tre anni.

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Meglio Debian Linux o Debian FreeBSD?

Linux e FreeBSD Logo

Phoronix ci prova ancora e torna con uno dei suoi articoli sulle prestazioni delle distribuzioni Open Source. Questa volta nel mirino di Michael Larabel, il boss di Phoronix, c’è Debian.

Una delle decisioni del 2009 che probabilmente ha fatto più discutere è stata l’intenzione della comunità di Debian di creare anche una versione della distribuzione basata sul kernel FreeBSD. Le motivazioni sono state già approfondite da noi di oneOpenSource.

Ora, con l’ultima build del 14 gennaio 2010 di Debian Squeeze è già possibile provare sia Debian GNU/kFreeBSD che Debian GNU/Linux, e questo sia per le architetture a 32-bit che per quelle a 64-bit. La domanda nasce spontanea, quale delle due distribuzioni sarà più veloce? Su quale architettura?

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Il lavoro si cerca su Linux.com

Linux lavoro

La Linux Foundation ha aperto una sezione del sito Linux.com dedicata alla ricerca e all’offerta di lavoro. Il forum è dedicato alle aziende e ai professionisti che vogliano assumere o essere assunti in settori impegnati sul fronte Linux.

A quanto riportato dal comunicato stampa della stessa fondazione, negli Stati Uniti l’offerta di lavoro in ambito Linux è stata una delle poche ad aumentare anche durante il periodo di crisi, facendo registrare dal 2005 ad oggi una crescita dell’80%.

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Kernel mode setting e risparmio energetico per Nouveau

nVidia Nouveau

Se qualcuno pensava che con l’inclusione nel kernel Linux, lo sviluppo di Nouveau avrebbe avuto un rallentamento, beh…si sbagliava di grosso. Gli sviluppatori del driver libero per schede nVidia hanno infatti sfruttato la pausa natalizia per fare un po’ di pulizia nel codice e aggiungere funzionalità mancanti.

Rispettando il suo carattere “sperimentale” è stato infatti rimosso dall’albero dei sorgenti tutto il codice relativo alla gestione del video da userspace, limitando l’utilizzo del driver ai soli sistemi in cui sia attivo il kernel mode setting (KMS); una decisione simile è stata recentemente presa anche da Intel e rappresenta un passo necessario per poter concentrare gli sforzi su unico fronte.

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