Dopo alcuni giorni dal rilascio di CentOS 6, il team di sviluppo ha pubblicato i LiveCD per le diverse architetture, dando così la possibilità di testare questa distribuzione server-oriented sui desktop o server, oppure nei software di virtualizzazione.
Le note di rilascio evidenziano che finalmente è possibile usare il LiveCD per effettuare l’installazione, cose che finora non era possibile con la serie 5.X
A dire il vero il numero e il tipo di pacchetti scelti nel DVD sono un miscuglio tra GNOME e KDE, ma questo non pregiudica il tipo di media e lo scopo di questa distro live.
I repo usati sono quelli standard, non è stato aggiunto nulla di extra, questo per permettere una installazione classica.
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Robert Shingledecker, principale sviluppatore di Tiny Core, ha rilasciato la versione 2.6 di quella che viene riconosciuta dalla comunità come la regina delle distribuzioni dalle dimensioni ultra-ridotte.
All’interno di un’immagine ISO da poco più di 10 MB trovano infatti spazio un kernel Linux 2.6, un ambiente shell basato su BusyBox e anche un ambiente desktop basato su TinyX, JWM/FLWM. Questo gioiellino offre inoltre la possibilità di aggiungere funzionalità tramite un sistema di estensioni.
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Vuoi per il ridottissimo numero di malware, vuoi per l’architettura più solida, un PC con Linux è teoricamente più sicuro di uno con Windows: combattere virus e malware assortito è quasi una battaglia quotidiana in alcune reti aziendali nelle quali si utilizza il sistema operativo made-in-Redmond.
A confermare la maggiore sicurezza del pinguino, però, ci pensano ora sia l’edizione online del Washington Post sia la polizia Australiana (in particolare quella di Sydney); vi starete chiedendo: suggeriscono di passare a Linux? La risposta è “nì”: entrambi consigliano infatti di utilizzare Linux quando le informazioni da gestire sono “troppo delicate” per rischiare che finiscano in mano a criminali.
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Volete provare Android ma non avete voglia di spendere centinaia di euro per un nuovo cellulare? Allora c’è un LiveCD che fa proprio al caso vostro. Si tratta di Live Android, un progetto indipendente, quindi non finanziato da Google, che utilizza un porting di Android su piattaforma x86 (Android è nato per Arm) per far funzionare Android su un comune PC.
Il disco live mette a disposizione un sistema Android pronto per l’uso. Manca ovviamente la possibilità di effettuare telefonate, inviare sms o usare la cam del cellulare (visto che non siamo su un telefono vero!), ma c’è tutto quello che serve per vedere come si comporta nel gestire i gadget, consultare la posta elettronica o navigare per il web.
Live Android può dare un’idea di quello che vedremo su alcuni netbook in arrivo sul mercato entro la fine dell’anno, i quali secondo le intenzioni di alcuni costruttori dovrebbero essere equipaggiati proprio con il sistema operativo mobile voluto da Google.
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Le distribuzioni GNU/Linux in formato Live sono tante, e ognuna offre funzionalità e strumenti diversi. Come fare, quindi, ad averne più di una sempre a portata di mano? La soluzione è ULTILEX, un interessante progetto che offre in un solo CD ben 5 distribuzioni diverse, ognuna mirata ad uno scopo e aggiornata all’ultima versione disponibile.
Acronimo di Ultimate Linux Experience, ULTILEX può essere comodamente inserito, oltre che su CD/DVD, anche su una chiavetta USB, così da poter essere trasportato senza alcun problema durante i propri spostamenti.
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Stufi delle funzionalità assenti in KDE 4? Beh, allora tornate alla versione 2! Il primo di aprile, infatti, è stato rilasciato un livecd basato su openSUSE 11.1 che include un ambiente KDE 2.2.2 completo.
Quello che sembrava un pesce d’aprile si è rivelato essere una sorta di “operazione nostalgia”, utile soprattutto per toccare con mano quanto si siano evoluti gli ambienti desktop Linux.
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Il team di sviluppo di Remote Exploit ha annunciato il rilascio della prima beta di Backtrack 4. Backtrack in quest’ultimi anni si sta facendo strada come utile strumento per il testing della sicurezza della propria rete.
La novità più importante è il passaggio da Slackware a Debian/Ubuntu. In precedenza infatti Backtrack era basata sulla distro creata da Patrick Volkerding, e questo rendeva l’aggiornamento e l’installazione di nuovi pacchetti abbastanza difficoltoso. Con il passaggio a Debian per i pacchetti core e l’aggiunta dei repository di Ubuntu sarà possibile servirsi di apt-get per poter aggiornare i pacchetti o installarne di nuovi con semplicità.
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A distanza di due anni dall’ultima major release torna sulle scene quella che una volta era considerata la regina delle “distribuzioni live”. KNOPPIX 6.0 si presenta in maniera totalmente differente rispetto al passato: basata su Debian Lenny (con pochissime modifiche) adotta ora il desktop environment leggero LXDE e integra al suo interno diversi progetti più o meno popolari.
Oltre all’ormai consolidato Network-Manager e all’onnipresente Compiz-Fusion, KNOPPIX 6 include anche A.D.R.I.A.N.E., un framework libero il cui obiettivo è garantire agli utenti non vedenti la possibilità di utilizzare l’ambiente grafico e le sue applicazioni.
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Com’era lecito aspettarsi, da quando Ext4 è diventato formalmente utilizzabile, molte distribuzioni (tra cui Fedora) e software ne hanno aggiunto il supporto.
L’ultimo progetto in ordine temporale è Parted Magic, il livecd espressamente dedicato alla gestione delle partizioni: il rilascio 3.5 include infatti una versione “di sviluppo” di GParted che include il supporto ad Ext4.
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La comunità italiana è sempre molto attiva nei progetti riguardanti il mondo Linux: un nome su tutti è quello di Crealabs, società piemontese che si è da sempre contraddistinta per la collaborazione con la distribuzione sudafricana. Tra le sue creazioni più interessanti va sicuramente annoverato Minibuntu, un LiveCD minimale grazie al quale è possibile creare una versione personalizzata di Ubuntu.
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