Ubuntu One, la nuvola di Canonical ormai attiva dal maggio 2009, è la soluzione offerta dall’azienda di Mark Shuttleworth – in versione gratuita e a pagamento – per condividere i propri file con gli amici o tra più postazioni.
Tra gli obiettivi di Ubuntu One c’è anche la portabilità: client non solo per Android, ma anche Windows e iOS. Canonical vuole di più, ed è ora alla ricerca di un ingegnere del software per lavorare ad un nuovo client desktop per Mac OS, estendendo il precedente supporto per iPhone e iPad.
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Potremmo ribattezzarlo il “mese del consumo energetico”, quello che, grazie a Phoronix, sta vivendo la comunità del software libero. E come ciliegina sulla torta non poteva mancare un confronto a tre sull’argomento: Windows vs. Mac OS X vs. Linux.
L’hardware utilizzato per la sfida è un Apple Mac Mini (Intel Core 2 Duo @ 2GHz, motherboard Apple con chipset nVidia MCP79, scheda grafica nVidia GeForce 9400, 1GB di RAM e HD SATA) sul quale girano Mac OS X 10.6.8, Microsoft Windows 7 Professional SP1 e Ubuntu 11.04, tutti a 64 bit e tutti nelle loro configurazioni di default, eccetto l’installazione dei driver binari nVidia (solamente) per Windows e Linux. Ricordiamo che il sistema della mela mordicchiata gioca, comunque la si veda, in casa.
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I vincoli stringenti della GPLv3 e la convergenza tra Mac OS X e iOS stanno spingendo Apple ad allontanarsi dalla licenza della FSF: dopo la decisione di limitare al minimo i contributi al progetto GCC (e favorire LLVM), l’azienda di Cupertino ha infatti annunciato l’intenzione di rimuovere Samba dalla prossima versione del suo sistema operativo.
Al momento, Apple non ha violato nessun vincolo della licenza creata dalla Free Software Software Foundation ma teme, probabilmente, futuri problemi con il suo sistema operativo per dispositivi portatili: la GPLv3, infatti, impone la distribuzione di tutte le informazioni necessarie per eseguire/modificare un software rilasciato con questo tipo di licenza.
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Doppio test per il driver open di Intel quello che Phoronix ci offre questa settimana, dapprima confrontando Ubuntu 10.10 e 11.04 (alpha 2) con Mac OS X Snow Leopard 10.6.6 e poi mettendo faccia a faccia il primo con Windows 7 x64 Professional (Service Pack 1 R.C).
Hardware della prima prova un Apple Mac Mini con grafica Intel GMA 950, dotato di CPU Intel Core 2 Duo T5600, motherboard Intel, 1GB di RAM e hard disk SATA da 80GB. Sul fronte software, ricordiamo che Ubuntu 11.04 alpha 2 (per parlare del più aggiornato tra i due) usa Linux 2.6.38 quale kernel, X.Org Server 1.10 RC1, xf86-video-intel 2.14.0, Mesa 7.10 e il filesystem EXT4.
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Terzo match della serie Ubuntu 10.10 contro Mac OS X 10.6.5; dopo consumi di potenza e alcune prestazioni velocistiche questo incontro compara i due sistemi operativi sul fronte “gaming“, con test (GPU-based) su quattro videogiochi open a diverse risoluzioni (800×600, 1024×768, 1280×1024, 1400×1050, 1680×1050 e 1920×1080).
Hardware e software invariati rispetto ai precedenti benchmark e quindi: hardware Apple Mac-F22586C8, con processore Intel Core i5 520M @ 2.40GHz, 4GB di RAM DDR3, HD Hitachi SATA 5400RPM e una scheda grafica nVidia GeForce GT330M; per ciò che concerne i sistemi operativi, Ubuntu 10.10 utilizza Linux 2.6.35-22, X.Org Server 1.9.0, GCC 4.4.5, GNOME 2.32.0 e il filesystem EXT4. Per il confronto, sono stati usati i driver proprietari nVidia (260.19.21) su Ubuntu e quelli di design Apple su MacOS X.
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Preceduta da un test circa il consumo di potenza dei due sistemi operativi, ecco che arriva quest’oggi direttamente da Phoronix la sessione di benchmark più attesa: Ubuntu 10.10 vs. Mac OS X 10.6.5 con arbitro la Phoronix Test Suite 3.0 “Iveland”.
L’hardware del test è un Apple Mac-F22586C8, con processore Intel Core i5 520M a 2.40GHz, 4GB di RAM DDR3-1066MHz, HD 320GB Hitachi HTS54503 SATA 5400RPM e una scheda grafica nVidia GeForce GT330M.
Per ciò che concerne i sistemi operativi, ricordiamo che Ubuntu 10.10 utilizza Linux 2.6.35-22, X.Org Server 1.9.0, GCC 4.4.5, GNOME 2.32.0 e il filesystem EXT4. Per il confronto, Phoronix ha utilizzato i driver proprietari nVidia 260.19.21 su Ubuntu e quelli Apple su MacOS.
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Scontro tra sistemi completamente differenti quest’oggi su Phoronix e su un “terreno minato” per Linux, quello del power management e del conseguente consumo energetico.
Il confronto vede quali contendenti i sistemi operativi Mac OS X 10.6.5 e Ubuntu 10.10 nella build a 64 bit (con driver nVidia 260.19.06), lasciati nelle rispettive configurazioni di default sul power management, fatta salva l’esclusione del dimming video (attenuazione luminosità del video con l’uso della batteria), su un Apple Mac Book Pro che, come hardware, possiede CPU Intel Core i5 520M a 2.4GHz, 4GB di RAM DDR3, HD 320GB Hitachi SATA, e scheda grafica nVidia GeForce GT 330M, 256MB.
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A distanza di qualche giorno eccoci ritornare con un classico scottante: uno dei benchmark di Phoronix. Questa volta si potrebbe sfiorare la nascita di una “nuova guerra di religione” perché Michael Larabel si è messo in testa di confrontare tra loro i tre sistemi operativi più importanti del momento: Windows 7, Mac OS X 10.6.3 e Ubuntu 10.04.
Due sono le configurazioni hardware utilizzate: un nVidia Mac Mini e Intel Mac Mini. Brevemente le loro configurazioni. L’nVidia Mac Mini monta un Intel Core 2 Duo P7350 da 2.00GHz, ha una RAM da 1 GB DDR3 e ovviamente una scheda grafica nVidia C79 [GeForce 9400] con 512MB di RAM dedicata. L’Intel Mac Mini monta un Core 2 CPU T5600 da 1.83GHz, ha una RAM da 1 GB DDR2, e una scheda grafica Intel Mobile 945GM/GMS.
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Per il quinto anno consecutivo, in casa Google di questi tempi iniziano i preparativi per l’evento dell’estate: il Google Summeer of Code 2010 apre i battenti, e iniziano a diffondersi le prime informazioni relative all’iniziativa annuale in cui gli studenti vengono stimolati a contribuire con progetti Open Source.
Tra il 10 e l’11 marzo ci saranno una serie di conferenze tra Stoccarda e Karlsruhe, nelle quali verranno fornite maggiori informazioni sull’edizione di quest’anno del Summer of Code. Coloro che vorranno partecipare sono invitati ad iscriversi entro il 18 marzo, come previsto dalla timeline ufficiale.
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Ritardi nel freeze di Squeeze a parte, lo sviluppo del Debian Installer procede verso la meta prevista, tanto che durante l’ultimo fine settimana gli sviluppatori ne hanno rilasciato la prima versione alpha.
Partiamo subito con il dire che in questa versione del D-I, a causa di problemi nel backend DirectFB delle librerie GTK+, è stata disabilitato il setup grafico: questo tornerà nelle prossime versioni e sarà sicuramente presente in quella finale.
Premesso questo, il Debian Installer 6 alpha 1 introduce numerose novità, prima fra tutte il supporto ad ext4 e la semplificazione della creazione di configurazioni RAID, LVM e crypto.
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