Per il quinto anno consecutivo, in casa Google di questi tempi iniziano i preparativi per l’evento dell’estate: il Google Summeer of Code 2010 apre i battenti, e iniziano a diffondersi le prime informazioni relative all’iniziativa annuale in cui gli studenti vengono stimolati a contribuire con progetti Open Source.
Tra il 10 e l’11 marzo ci saranno una serie di conferenze tra Stoccarda e Karlsruhe, nelle quali verranno fornite maggiori informazioni sull’edizione di quest’anno del Summer of Code. Coloro che vorranno partecipare sono invitati ad iscriversi entro il 18 marzo, come previsto dalla timeline ufficiale.
Partiamo subito con il dire che in questa versione del D-I, a causa di problemi nel backend DirectFB delle librerie GTK+, è stata disabilitato il setup grafico: questo tornerà nelle prossime versioni e sarà sicuramente presente in quella finale.
Premesso questo, il Debian Installer 6 alpha 1 introduce numerose novità, prima fra tutte il supporto ad ext4 e la semplificazione della creazione di configurazioni RAID, LVM e crypto.
Nell’ambiente FOSS questa sembra proprio essere la settimana della caccia ad Apple. Dopo i due ex programmatori Mozilla, ora tocca a Richard M. Stallman in persona puntare il dito contro la casa di Cupertino e contro il suo Mac OS X.
Direttamente dal blog della Free Software Foundation, il papà del software libero elenca quelli che secondo lui sono le “colpe” più gravi di Mac OS X, soprattutto in relazione ad alcuni aggiornamenti voluti da Apple per diffondere e difendere i famigerati DRM.
Come nel 2005, quando Apple aggiornò iTunes con la scusa di un problema di sicurezza, mentre il reale motivo era quello di impedire a software come PyMusique di accedere all’iTunes Store. Un problema che si è ripetuto negli anni ogni qual volta Apple cambiava il meccanismo DRM, impedendo alle versioni “vecchie” di iTunes di riprodurre i brani acquistati più di recente.
Ventidue mesi di sviluppo, migliaia di pacchetti aggiunti e/o aggiornati: questa, in cifre, è il nuovo rilascio di Debian 5.0, nome-in-codice Lenny.
Dedicata allo sviluppatore Thiemo Seufer, Debian 5 vanta, tra i suoi software di punta, Linux 2.6.26, GNOME 2.22, KDE 3.5.10, X.Org 7.3, OpenOffice.org 2.4, Iceweasel/Firefox 3, MySQL 5.051a, GCC 4.3, Python 2.5 e PHP 5.2.0.
Le versioni dei due principali desktop environment non sono le più recenti, ma garantiscono quella stabilità che talvolta è difficile trovare nei rilasci più “freschi”. La versione di GNOME inclusa, in particolare, utilizza Nautilus e gnome-panel del ramo 2.20, a causa dell’eccessiva giovinezza di GVFS al momento del freeze del ramo di testing.
Finalmente è arrivata la seconda Release Candidate di X Server 1.6.0. Lo sviluppo della piattaforma X.Org 7.5, di cui X Server 1.6.0 fa parte, ha subito negli ultimi mesi dei ritardi a causa di problemi su diversi componenti, tra cui pixman, la libreria di basso livello che si occupa della manipolazione dei pixel per le operazioni di composizione e rastering.
X Server 1.6.0 RC1 era arrivata verso la fine del mese di dicembre 2008, già con un ritardo di più di un mese e mezzo. La RC2 è stata annunciata in questi giorni sulla mailing list del progetto X.Org, dunque a solo tre settimane dalla RC1. Questa improvvisa “accelerazione” fa presumere che si è vicini al rilascio definitivo di X.Org 7.5.
Su AndoidFanatic è apparso un post in cui un utente comunica di aver creato un “installer” e un “bootloader” che permette di eseguire Debian all’interno di dispositivi Android (per ora l’unico device è il G1). In una decina di minuti è possibile installare Debian e avere a disposizione una shell che consente di installare tutti i programmi presenti nei repositori della storica distribuzione.
L’installer è scaricabile AndroidFanatic e gli unici prerequisiti per l’installazione sono di aver abilitato l‘accesso come root user e aver installato busybox.
È finalmente disponibile il programma dell’evento con l’elenco di tutti i partner, aziende, collaboratori e tutti gli ospiti che interverranno numerosi per esporre interessanti talk riguardo il mondo Java.
Ognuno degli ospiti svolgerà un talk riguardo le metodologie e le “best practices” consigliate per poter sviluppare su un determinato prodotto o un framework. Gli argomenti che verranno affrontati spazieranno dalla tecnologia, al Web fino all’open source, e proprio su quest’ultimo argomento saranno presentati diversi talk.
Rispettando la roadmap, il team di sviluppo della distribuzione comunitaria di Novell ha rilasciatoopenSUSE 11.1. La release contiene ben 230 nuove feature che includono miglioramenti in YaST, l’aggiornamento dei due principali desktop environment, GNOME 2.24.1 e KDE 4.1.3, una nuova licenza e moltissimi pacchetti aggiornati.
Tra questi troviamo: OpenOffice.org 3.0, Linux 2.6.27.7, Glibc 2.9, Python 2.6, Perl 5.10, Mono 2.0.
È in preparazione oramai da diverso tempo il prossimo Java Day romano e il sito è stato aggiornato per divulgare che il nuovo evento si terrà sabato 24 gennaio 2009.
A breve saranno disponibili l’elenco dei partner, di tutte le aziende ospitate e di tutti i collaboratori, nonché l’elenco dei talk che verranno svolti. L’evento è dedicato principalmente a tutti gli appassionati del linguaggio Java, ma è dedicato anche a chi sta cominciando ad avvicinarsi a Java per la prima volta.
Da quanto è stato preannunciato, parteciperanno trenta guru riconosciuti da tutta la community, provenienti dal mondo Java. Ognuno di loro svolgerà un talk riguardo le metodologie e le “best practices” consigliate per poter sviluppare su un determinato prodotto o un framework.
Cambi in arrivo per KDE, e non si tratta solo di nuove feature o strumenti realizzati dal team di sviluppo: è stata rilasciata, infatti, la versione 4.1.3 dal nome in codice “Change”, puntuale aggiornamento mensile del ramo 4.x di KDE.
Come al solito gli sviluppatori hanno dato il meglio di loro per rendere sempre più efficiente e funzionale l’ambiente desktop, correggendo diversi bug e aggiornando le applicazioni che compongono il set ufficiale dei software KDE. Vediamo le novità in arrivo in Change.