Tutto ha un inizio e una fine, e in questa logica rientra anche il ruolo ricoperto da Mark Shuttleworth in Canonical. Con una lettera aperta a tutti e pubblicata sul suo blog personale Mark Shuttleworth comunica alla comunità di Ubuntu, ma anche a tutto il mondo Open Source, che la sua esperienza come CEO di Canonical è terminata. Si volta pagina.
Attenzione! Mark Shuttleworth non abbandonerà la sua “creatura” ma passerà ad altro ruolo. A prendere il posto di Mark sarà la dinamica e brillante Jane Silber. Sbarcata in Canonical già nel 2004, la Silber ha assistito fin dall’inizio alla nascita e alla crescita di Ubuntu. A detta di Mark la sua esperienza di management sarà fondamentale nei prossimi cinque anni, che vedranno Canonical proiettarsi nella competizione e collaborazione con i big del settore.
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Con l’arrivo di Karmic Koala, per Canonical è tempo di fare un quadro di quello che sono le opportunità presenti e future per Ubuntu. E se nel presente lo scontro diretto è con Windows 7, in futuro la sfida sarà tutta online.
A dirlo è Mark Shuttleworth in persona che senza alcuna ironia ribadisce che “Ora che è uscito Windows 7 possiamo competere testa a testa”. Sempre secondo il papà della distribuzione africana, Windows 7 è una “release credibile” e Microsoft è riuscita a recuperare i problemi che si erano creati con Windows Vista, incluso l’impossibilità di girare sui netbook.
Netbook che, per questione di costi, saranno nella maggior parte dei casi equipaggiati con la Starter Edition di Windows 7, che include alcune limitazioni. Per andare oltre queste limitazioni gli utenti dovranno effettuare un upgrade ad un’edizione superiore, ovvero dovranno dare più soldi a Microsoft. Lo scontro sarà quindi anche sul piano economico, se si calcola che un anno di supporto ufficiale per Ubuntu costa solo 55$.
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Chi credeva che la prossima LTS (Long Term Support) di Ubuntu sarebbe stata la 10.04 dovrà ricredersi. Nulla di definitivo, nulla di stabilito, ma sembra che Mark Shuttleworth in persona stia ripensando la cosa e che si potrebbe prospettare come prossima LTS di Ubuntu la versione 10.10. Questo ed altro annuncia Shuttleworth in una intervista esclusiva rilasciata al derStandard.at durante il recente “Gran Canaria Desktop Summit”.
Gli argomenti trattati e le dichiarazioni del leader di Canonical spaziano a 360 gradi sul futuro di Ubuntu. Si è parlato appunto della prossima LTS, e di altri due importanti eventi: il “meta-release cycle” che si sta organizzando con la comunità di Debian, e l’inclusione di Gnome 3.0 in Ubuntu.
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Cosa hanno in comune Ubuntu e LXDE? Semplice, al momento nulla, se non il fatto che chi vuole può provare ad usare questo desktop environment anche con la distribuzione di Canonical. Ma, per il futuro, potrebbero esserci speranze di una collaborazione molto più stretta che vada oltre la semplice prova di uno smanettone, o di un integratore di sistema.
Mark Shuttleworth, il “boss” di Canonical e ideatore di Ubuntu, ha avuto un primo contatto formale con Mario Behling, un manager e sviluppatore appassionato di LXDE. L’incontro si è tenuto a Berlino, ed è stata una colazione di lavoro molto formale durante la quale i due hanno discusso di una ipotetica collaborazione tra Canonical e il team di LXDE.
Mark Shuttleworth ha invitato il team di LXDE ad entrare a far parte della comunità di Ubuntu, e a continuare gli sviluppi del loro prodotto come team auto-gestito in seno alla stessa comunità. Poi, per il futuro si potrebbe prevedere la nascita di una nuova derivata di Ubuntu, per l’appunto Lubuntu.
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Jaunty Jackalope è a poco meno di due mesi dal suo rilascio e Mark Shuttleworth ha appena annunciato con una mail la nascita di Ubuntu 9.10, la release che uscirà ad ottobre e il cui nome in codice sarà “Karmic Koala“. Ancora confermata, quindi, la tradizione “alfabetica” del nome della release.
Succose le novità annunciate da Mark per Karmic. Sui server, Ubuntu adotterà stabilmente le API di Elastic Compute Cloud, il servizio di cloud computing offerto da Amazon. Questo permetterà di semplificare e rendere possibile a tutti la costruzione di una cloud usando tool completamente open.
Grazie ad Eucalyptus, il software per la implementazione di cloud su sistemi cluster che è già presente in Jaunty, sarà facile creare cloud nel proprio ambiente, usando le proprie macchine. Particolarmente interessante la annunciata funzionalità di tipo “suspend and resume” che Karmic aggiungerà alle macchine della cloud: sarà possibile abbattere i consumi dei server inattivi, e riportarli immediatamente online quando si presentano esigenze di calcolo.
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Su Ostatic è stato pubblicato un interessante articolo che analizza le politiche economiche riguardanti le società informatiche Microsoft e Canonical.
L’articolo riprende una notizia pubblicata dal NY Times, secondo cui Canonical sarebbe molto vicina al raggiungimento dei 30 milioni in termini di reddito annuo, traguardo che è considerato da Shuttleworth il punto in cui la scoietà sarà in grado di auto sostenersi dal punto di vista economico.
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La conferenza stampa tenuta da Mark Shuttleworth e Matt Zimmermann per presentare Ubuntu Intrepid è stata anche occasione per fare il punto sulla situazione economica di Canonical. Shuttleworth si è detto particolarmente contento: nell’ultimo anno gli introiti sono aumentati sensibilmente.
Le cifre esatte non ci sono, Canonical non è quotata in borsa e non è tenuta a diffonderle, ma l’ex astronauta parla di diversi milioni di dollari. Che però non bastano per far andare i conti di Canonical in attivo: Shuttleworth dovrà finanziare personalmente la sua creatura ancora per qualche anno.
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A provare le ultime build di Ubuntu 8.10, l’utente noterà che avviando Firefox gli viene chiesto di accettare una licenza d’uso, la famigerata “End User License Agreement”: EULA per gli amici. La cosa ha suscitato immediate polemiche e la segnalazione del “problema” come baco su Launchpad.
A spiegare l’insolita faccenda è stato proprio Mark Shuttleworth che ha precisato:
Mozilla Corp asked that this be added in order for us to continue to call the browser Firefox. Since Firefox is their trademark, which we intend to respect, we have the choice of working with Mozilla to meet their requirements, or switching to an unbranded browser. It’s strongly our preference, and that of most of our users, to have Firefox as the browser in Ubuntu.
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Jaunty Jackalope, lepre cornuta “stilosa” (o qualcosa del genere), così si chiamerà Ubuntu 9.04. Ad annunciare il nome della release, che seguirà a Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex, è stato Mark Shuttleworth in persona scrivendo un lungo messaggio nella mailing list di sviluppo.
È stata scelta una lepre (cornuta) perché gli ostacoli da superare saranno molti e l’obiettivo sarà fornire una “user experience” paragonabile a quella offerta dai due maggiori sistemi operativi: Windows e Mac OS X. Ubuntu dovrà girare senza problemi su molti device differenti garantendo sempre la massima semplicità di utilizzo. Ma non si tratta solo di una dichiarazione di intenti, Shuttleworth ha indicato almeno due caratteristiche essenziali di Jaunty Jackalope.
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Che i tempi di rilascio abbiano assunto un importante valore di facciata per il software open source è assodato: basta guardare al successo dei rilasci prevedibili di Gnome, Ubuntu e Fedora, solo per citare i più noti.
Anche KDE 4 segue degli intervalli regolari tra una release e l’altra, anche se la cosa, a quanto pare, non sembra essere apprezzata da tutti gli sviluppatori che partecipano al progetto. Attualmente KDE 4 osserva un ciclo di sei mesi per le major release (4.0, 4.1 e così via) e secondo qualcuno questa forzatura sarebbe troppo artificiale.
In pratica non sarebbe naturale, né facile, far “respirare all’unisono” così tanti sviluppatori, soprattutto quando la data di rilascio si avvicina e bisogna convincere tutte le “pecorelle” a stabilizzare il codice invece di aggiungere nuove caratteristiche (e che si sappia: il bug fixing può essere estremamente frustrante).
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