Si torna a parlare del Secure Boot riferito a UEFI, il sistema che dovrebbe sostituire il BIOS su tutti i PC delle prossime generazioni. Dal Software Freedom Law Center apprendiamo che una clausola del contratto di Microsoft con i partner obbliga il blocco del sistema d’avvio sui dispositivi ARM.
L’architettura ARM è usata in moltissimi sistemi embedded; allo stato attuale più del 70% dei sistemi presenti nel mercato dei dispositivi mobili usa quest’architettura, in varie soluzioni come cellulari, tablet, lettori multimediali, router e dischi di rete.
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Microsoft è un’azienda di mercato, e quando il mercato chiede, se si vuole restare in gioco bisogna assecondare per quanto possibile la clientela. È per questo motivo che proprio Microsoft che tanto ha osteggiato i sistemi operativi open source sta lanciando una nuova caratteristica per la propria piattaforma cloud che permetterà di eseguire macchine virtuali Linux.
Windows Azure infatti è un servizio su cui Microsoft punta molto per rilanciare il proprio marchio anche all’interno della nuova linea di mercato venutasi a creare con l’esplosione (un tantino scriteriata) del cloud computing: tramite questa nuova feature sarà possibile ospitare su macchine virtuali proprio Linux, SharePoint ed SQL Server.
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L’era della messaggistica proprietaria sembra volgere al termine: anche Microsoft si è infatti aggiunta alla lista di aziende che supporta il protocollo di comunicazione XMPP.
Grazie a questa decisione, a breve sarà possibile collegarsi alla rete Microsoft Live utilizzando un client XMPP; oltre al protocollo standard sono inoltre supportate estensioni come vCard, chat state notifications e delayed delivery.
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Nel lungo articolo “Myths About Samba“, una pietra miliare per capire la genesi di Samba, Andrew Tridgell concludeva dicendo di non capire perché Microsoft fosse così ostile a Samba e perché avesse abbandonato qualsiasi conferenza riguardante il protocollo SMB/CIFS.
A distanza di anni, sembra che Microsoft abbia compiuto una vera e propria “inversione a U” nei riguardi del progetto di Tridgell, arrivando recentemente a un gesto inimmaginabile: contribuire allo sviluppo di Samba con codice GPL.
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Dopo l’ultima sparata di Steve Ballmer, CEO di Microsoft, sul sistema operativo Android, ci si poteva aspettare un po’ di silenzio per qualche settimana. Invece da Redmond continuano a stupirci: Horacio Gutierrez, in un’intervista con il San Francisco Chronicle, difendendo l’azienda in merito alla grande guerra dei brevetti in atto, ha rilasciato delle dichiarazioni, a loro modo, interessanti.
Attaccando Google infatti, Gutierrez ha sparato a zero su Android, dicendo in pratica che è merito di Microsoft se gli attuali smartphone dotati del sistema operativo di Mountain View hanno la connotazione tipica di “ultra mobile PC” che li contraddistingue, e non solo. Un discorso senza dubbio fazioso, quello dell’avvocato, che mette in luce come Microsoft stia reagendo molto male al momento di crisi che sta attraversando nel campo della portabilità (tablet e smartphone).
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Il CEO di Microsoft Steve Ballmer, nel corso del Web 2.0 Summit svoltosi in questi giorni a San Francisco, si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni completamente nel suo stile riguardo l’attuale mercato desktop e mobile, denigrando in particolare Android, e riferendosi a questo (e alla sua utenza) con parole molto forti:
Non bisogna essere dei laureati in informatica per usare un telefono con Windows, mentre devi esserlo per usare un terminale Android. È molto difficile per me essere interessato riguardo i telefoni Android.
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Da ieri (oggi per noi italiani) è disponibile per il download Windows 8 Developer Preview, una versione preliminare del nuovo sistema Microsoft adatta a far conoscere le nuove feature del sistema. Ne abbiamo viste tante, di novità (o presunte tali), ma ciò che corre subito alla mente è: cosa significa tutto ciò per l’open source e il panorama Linux? Cerchiamo di vederlo insieme.
Poche ore dopo la conferenza Joey Sneddon si è espresso in maniera molto positiva nei confronti dell’evento, definendo Windows 8 come qualcosa che porterà concorrenza nei confronti di Linux anche su dispositivi magari embedded; uno scenario spostatosi quindi, che se prima vedeva gli OS duellanti su piattaforme x86 o similari, adesso vede tutti scalmanarsi per accaparrarsi la fetta più grossa della torta gigante che è il mercato ARM e mobile.
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Stando a un recente report Reuters, Microsoft avrebbe richiesto a Samsung un pagamento di 15 dollari per ogni smartphone venduto. Nulla di male, se non stessimo parlando di smartphone Android.
Come già HTC, anche Samsung potrebbe accordarsi con Microsoft sia al fine di allontanare i (soliti) possibili (e ventilati) strali legali della software house a difesa di non si sa quali brevetti che per ottenere da parte sua la possibilità di lavorare più intimamente con la stessa sulla piattaforma Phone 7.
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Interessante articolo di OS News quello relativo a un’analisi da esso riportata per la quale Microsoft guadagna maggiormente dal sistema mobile di Big G che… dal suo stesso sistema operativo per smartphone.
Grazie a un accordo di “non belligeranza”, infatti, HTC versa a Microsoft 5 dollari per ogni terminale Android venduto, e in tal modo si tiene lontana dagli strali legali che Redmond lancia a destra e a manca nel duplice tentativo di guadagno (in virtù di alcuni possibili brevetti non rispettati dalle controparti) e nel contempo di dissuadere surrettiziamente i grandi nomi dell’elettronica dall’utilizzare Android, non riuscendovi sul campo.
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Skype per Asterisk è un progetto morto, o meglio lo sarà da luglio. Se infatti fino ad ora era disponibile il plugin Skype for Asterisk, per far interagire la soluzione aziendale Asterisk con il network di Skype, dal 26 Luglio l’accordo sfumerà, per volere proprio di Skype.
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