Con l’acquisizione di Skype da parte di Microsoft, avvenuta nel maggio del 2011, il dubbio che i client esterni alle piattaforme Windows fossero esclusi da eventuali aggiornamenti era stato chiarito, sebbene in maniera molto vaga, da Steve Ballmer:
Microsoft continuerà a supportare piattaforme non-Microsoft perché è fondamentale per la dichiarazione degli obiettivi nel campo delle comunicazioni. Siamo stati una delle poche compagnie a stabilire un primato su questo. Guardate il lavoro fatto durante l’anno [2011] con Office, ad esempio, per Mac… sappiamo ascoltare i nostri clienti.
Ma qual è la situazione attuale del client Linux per Skype?
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La rete di Skype, a quasi un anno di distanza dall’acquisizione da parte di Microsoft, ha subito una consistente ristrutturazione nella quale sembra essere coinvolta anche Linux: pare infatti che i suoi supernodi siano stati sostituiti da numerose macchine equipaggiate con il kernel del pinguino, e ospitate dalla stessa Microsoft.
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Reduce dall’esperienza nel Linux Collaboration Summit, con una presentazione dedicata a Linux e al suo recente contributo (le slide sono disponibili qui) Microsoft, tramite Jean Paoli (uno dei co-creatori di XML) ha annunciato sul blog del Microsoft Developer Network la nascita della Open Technologies Inc.
Si tratta, continua Paoli, di una nuova società e di un investimento verso l’interoperabilità, gli standard aperti e l’open source:
Questa nuova struttura faciliterà il rapporto tra i processi di sviluppo proprietari di Microsoft, gli sforzi delle compagnie per una innovazione aperta e le relazioni con le comunità open source e per gli standard aperti.
A questo annuncio, che potrebbe sembrare ottimistico, è arrivata la risposta di Red Hat, piuttosto cauta nel valutare questo nuovo impegno da parte del colosso di Redmond. La loro reazione si riassume in tre, significativi, punti.
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Lo scorso 3 aprile, a ridosso del Linux Collaboration Summit ormai entrato nelle fasi conclusive, sul portale della Linux Foundation è stato pubblicato un report con le statistiche di sviluppo – e non solo – del kernel nel corso del 2011. Un anno certamente ricco di cambiamenti per la creatura di Linus Torvalds, e dei quali vi abbiamo parlato in più occasioni, ma il più ricco di significato è stato senz’altro l’ingresso in classifica dei primi 20 contributori di Microsoft.
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L’Open Source vince ancora una volta, inconsapevolmente, su Microsoft. Git, il celebre sistema di controllo di versione sviluppato da Linus Torvalds per il kernel Linux è stato integrato in CodePlex, la piattaforma di hosting per codice libero promossa dal colosso di Redmond.
Ne dà notizia Brian Harry, Product Unit Manager di Microsoft, dopo la richiesta – partita dal 2008 – a gran voce di molti sviluppatori. Git è il terzo “arrivato” in casa CodePlex, dopo il tool proprietario Team Foundation Server (compatibile con i client Subversion) e Mercurial.
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Si torna a parlare del Secure Boot riferito a UEFI, il sistema che dovrebbe sostituire il BIOS su tutti i PC delle prossime generazioni. Dal Software Freedom Law Center apprendiamo che una clausola del contratto di Microsoft con i partner obbliga il blocco del sistema d’avvio sui dispositivi ARM.
L’architettura ARM è usata in moltissimi sistemi embedded; allo stato attuale più del 70% dei sistemi presenti nel mercato dei dispositivi mobili usa quest’architettura, in varie soluzioni come cellulari, tablet, lettori multimediali, router e dischi di rete.
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Microsoft è un’azienda di mercato, e quando il mercato chiede, se si vuole restare in gioco bisogna assecondare per quanto possibile la clientela. È per questo motivo che proprio Microsoft che tanto ha osteggiato i sistemi operativi open source sta lanciando una nuova caratteristica per la propria piattaforma cloud che permetterà di eseguire macchine virtuali Linux.
Windows Azure infatti è un servizio su cui Microsoft punta molto per rilanciare il proprio marchio anche all’interno della nuova linea di mercato venutasi a creare con l’esplosione (un tantino scriteriata) del cloud computing: tramite questa nuova feature sarà possibile ospitare su macchine virtuali proprio Linux, SharePoint ed SQL Server.
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L’era della messaggistica proprietaria sembra volgere al termine: anche Microsoft si è infatti aggiunta alla lista di aziende che supporta il protocollo di comunicazione XMPP.
Grazie a questa decisione, a breve sarà possibile collegarsi alla rete Microsoft Live utilizzando un client XMPP; oltre al protocollo standard sono inoltre supportate estensioni come vCard, chat state notifications e delayed delivery.
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Nel lungo articolo “Myths About Samba“, una pietra miliare per capire la genesi di Samba, Andrew Tridgell concludeva dicendo di non capire perché Microsoft fosse così ostile a Samba e perché avesse abbandonato qualsiasi conferenza riguardante il protocollo SMB/CIFS.
A distanza di anni, sembra che Microsoft abbia compiuto una vera e propria “inversione a U” nei riguardi del progetto di Tridgell, arrivando recentemente a un gesto inimmaginabile: contribuire allo sviluppo di Samba con codice GPL.
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