Ormai il lato oscuro ha preso possesso delle mie macchine, e KDE ha vinto nel mio cuore su Unity e GNOME, almeno per adesso, dato che riesce a farmi completare i miei compiti in maniera abbastanza agevole dopo averlo minuziosamente piegato al mio volere. È per questo che mi ha incuriosito la nuova Linux Mint 12 KDE, rilasciata proprio in questi giorni.
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Sono passati più di venti giorni da quando il team di Linux Mint, la derivata di Ubuntu più chiacchierata dell’era post-Unity, ha rilasciato la Release Candidate della versione 12 con KDE. Da allora i bug ancora aperti sono diminuiti drasticamente e si attende a breve il rilascio della versione definitiva.
In attesa del rilascio definitivo diamo un occhiata alle nuove features. La nuova versione include l’ultimissimo rilascio 4.7.4 dell’ambiente desktop KDE, che risolve più di 2000 bug della precedente release, e tutte le novità upstream di Ubuntu 11.10 fra cui spiccano l’introduzione del kernel Linux 3.0 (sfortunatamente ancora affetto dal noto bug del consumo energetico) e Firefox 9.
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Clement Lefebvre il creatore del progetto Linux Mint sembra proprio fare sul serio: non solo lo sviluppo del suo fork di Gnome Shell (Cinnamon) continua spedito ma oggi troviamo nella sua pagina di Github un nuovo progetto, ovvero un fork del window manager Mutter chiamato Muffin.
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Cinnamon, il fork di GNOME Shell ad opera di Clement Lefevbre che si prefigge l’obiettivo di “far sentire gli utenti a casa fornendo una facile e confortevole desktop experience”, man mano avanza nel suo sviluppo (in attesa di essere incluso già probabilmente nella prossima release di Linux Mint).
Ebbene, per chi fosse interessato, da qualche giorno è possibile testarlo con mano, nella più semplice delle maniere, essendo incluso nei repository ufficiali di Mint.
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Clement Lefebvre ha rilasciato la RC della dodicesima versione della sua Mint, la distribuzione Linux derivata da Ubuntu che ha detto “No” alla sfrenata modernizzazione delle GUI dove non ci sia un degno connubio tra vera innovazione e facilità d’utilizzo.
Le scelte di “sobrietà” e bellezza a quanto pare piacciono agli utenti e la distribuzione “più verde che si può” schizza vertiginosamente in alto nelle preferenze di molti (lo stesso Lefebvre vanta un 40% in più di download in un solo mese), così da porre in Mint 12 le trepidanti aspettative dei suoi sostenitori (e non solo).
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Mentre Sparta piange (Unity riceve commenti in media poco positivi), GNOME Shell (che probabilmente tra non molto soppianterà il suo Fallback quasi ovunque)… ride e vede la sua desktop experience sempre più adottata dalle più blasonate distribuzioni Linux.
Linux Mint, che sempre più sovente sopravanza Ubuntu in quanto a popolarità su Distrowatch (limitatamente a ciò che nella realtà possa valere), vestirà la sua dodicesima versione con GNOME Shell modificata a dovere (dato che a default lascia anch’essa sul campo parecchi nasi storti), come il team della derivata di Ubuntu ben sa fare.
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