Clement Lefebvre ha rilasciato la RC della dodicesima versione della sua Mint, la distribuzione Linux derivata da Ubuntu che ha detto “No” alla sfrenata modernizzazione delle GUI dove non ci sia un degno connubio tra vera innovazione e facilità d’utilizzo.
Le scelte di “sobrietà” e bellezza a quanto pare piacciono agli utenti e la distribuzione “più verde che si può” schizza vertiginosamente in alto nelle preferenze di molti (lo stesso Lefebvre vanta un 40% in più di download in un solo mese), così da porre in Mint 12 le trepidanti aspettative dei suoi sostenitori (e non solo).
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Mentre Sparta piange (Unity riceve commenti in media poco positivi), GNOME Shell (che probabilmente tra non molto soppianterà il suo Fallback quasi ovunque)… ride e vede la sua desktop experience sempre più adottata dalle più blasonate distribuzioni Linux.
Linux Mint, che sempre più sovente sopravanza Ubuntu in quanto a popolarità su Distrowatch (limitatamente a ciò che nella realtà possa valere), vestirà la sua dodicesima versione con GNOME Shell modificata a dovere (dato che a default lascia anch’essa sul campo parecchi nasi storti), come il team della derivata di Ubuntu ben sa fare.
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Pedro, utente del forum italiano di Mint, ha appena rilasciato – grazie alla collaborazione di altri utenti del forum – una versione di Mint 11 con desktop GNOME 3. E relativa Shell. Si chiama GnoMint.
Essendo Mint una derivata di Ubuntu, pur non avendo voluto passare a Unity, l’ultima release aveva infatti ereditato la precedente versione di GNOME, nonostante le ambizioni del team di eseguire l’upgrade autonomamente.
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Con l’uscita di Mint 11 abbiamo avuto la certificazione che le novità per attecchire hanno bisogno di tempo. Mint infatti si presenta con il vecchio Gnome 2.32 come desktop di default e Fabio Erculiani mi ha raccontato che probabilmente anche Sabayon 6 farà una scelta simile, pur passando a Gnome 3.0: escluderà cioè la Shell come desktop di default. Eppure GNOME Shell è il desktop più innovativo e funzionale. Senza nulla togliere a KDE, che richiede un certo lavoro di personalizzazione per dare il massimo, e Unity, che ha portato su Linux lo schema consolidato dock+global menu di Mac Os X.
Le novità sono state presentate da Ubuntu e Fedora: la prima con Unity in versione desktop, la seconda sposando in toto il progetto GNOME Shell.
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Con certezza, una delle feature più apprezzate di Linux Mint, soprattutto da chi proviene dai sistemi Microsoft Windows, è rappresentata dal suo menu, MintMenu appunto. Il menu di default di Ubuntu, anche in quest’ultima release, risulta, per contro, poco intuitivo e poco usabile, a parere di molti.
Proponiamo ora un metodo per sostituire il menu di default di Ubuntu 10.10 con MintMenu; il metodo risulta utilizzabile anche con i precedenti sistemi Canonical.
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Linux Mint 9 dovrebbe giungere a breve, e nel frattempo gli sviluppatori continuano il loro lavoro: ecco dunque giungere un’anticipazione di quella che sarà la versione finale della distribuzione, grazie al rilascio della prima release candidate di Isadora, nome in codice della nuova versione della distro basata su Ubuntu.
Come quest’ultima, Linux Mint 9 sarà un’edizione con supporto a lungo termine, e include molte interessanti novità, a partire dal nuovo aspetto grafico. Vediamo dunque cosa di nuovo ci porta Linux Mint 9.
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Come ci annuncia il team nel blog ufficiale, è stata rilasciata la prima beta della popolare distribuzione Linux Mint 5, conosciuta con il nome in codice Elyssa, basata sulla precedente distribuzione Daryna e su l’ultima distribuzione Ubuntu Hardy 8.04.
Le novità sono diverse e come sempre, Linux Mint punta ad un’interfaccia grafica pulita e funzionale.
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